Trattoria “Da Luigi”, rara trattoria di campagna ai Franchini di Bacedasco Basso

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Nel cuore della Val d’Ongina, ultima valle prima che la provincia di Piacenza sfoci nel parmense, in località Franchini di Bacedasco Basso è possibile trovare una delle sempre più rare trattorie di campagna: “Da Luigi”, che dal 1969 è un bel segreto di chi abita in zona o ha la fortuna di incapparci per motivi di lavoro. Gli arredi sono semplici e spartani, un dehor esterno che in estate permette di godere di un po’ di brezza, tre salette interne, per un totale di un centinaio di coperti. La cucina è in mano a Barbara Loschi, che insieme al marito Giovanni Berelli porta avanti la tradizionale cucina di confine di questa valle.

Innanzitutto i salumi, di produzione propria, che oltre ai classici coppa, salame e pancetta annoverano anche fiocchetto, goletta e spalla cruda, prodotti di nicchia, difficili da reperire, ma di livello eccellente. Dunque, passando ai primi, i tortelli, rigorosamente quadrati, e presenti anche in versioni innovative come ripieni di patate con sugo di funghi, o di pasta rossa con scalogno e ricotta all’interno, oltre ai classici piacentini ed evergreen come chicche al gorgonzola e gnocchi al sugo d’anatra. Tra i secondi, infine, spiccano le polpette di pasta di salame, cotte in padella con burro e sfumate al vino bianco, o il fegato cotto in retella, entrambi facenti parte del nuovo menù che ormai da qualche tempo viene proposto a parte per i veri impavidi. Questo, dall’antipasto al secondo prevede solo piatti a base di suino, il vero protagonista che riesce ad unire due province come Piacenza e Parma, passando sopra al buon vecchio campanilismo.

FEGATO IN RETELLA

La storia del locale affonda le radici in quella della famiglia Loschi che è presente in valle dai primi anni del 1900, quando nonno Giuseppe aveva una piccola azienda agricola. Il figlio Luigi è colui che insieme alla moglie Anna Maria ha aperto la trattoria, portando comunque avanti l’attività agricola fondata su bestiame e sei ettari di vigna, che ancora oggi con il nome di Podere Bariano, dal nome della località, produce i vini destinati alla trattoria e a qualche fidato cliente privato. Vini semplici, figli di uvaggi tipici del territorio come il Monterosso, che proprio per questo sono ciò che meglio può abbinarsi ai piatti della trattoria.

Adesso è il figlio di Luigi, Paolo, a gestirne la produzione, continuando dunque il filo familiare che unisce azienda e locanda, e sempre in questo legame ha avuto probabilmente origine il dolce più iconico di questa oasi dei buongustai: la delizia al Vin Santo di Vigoleno. Questa magia, nata dall’unione di zabaione, mascarpone, biscotto alle mandorle e riduzione di vin santo è la degna conclusione per un pasto rustico e caloroso, che non ha troppi fronzoli nelle presentazioni ma punta tutto su qualità e sostanza. I prezzi sono straordinariamente lievi (30 € per un pasto completo) e scoprire che esistono ancora trattorie come questa, dove tutto quello che è possibile, dai salumi al vino, passando per la pasta, viene fatto in casa, può solo che riempire il cuore, invitando noi amanti della buona cucina e del calore a non smettere di cercarli, negli angoli nascosti del nostro territorio.

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