Le acque del torrente Ongina bagnano la costa parmense dove sorge, per pochi metri non in territorio piacentino, questo magico locale, degno, al di là dei meriti culatelloenogastonomici, di essere considerato quasi un museo etnografico, per l’autenticità delle persone che lo frequentano: il titolare, Giuliano Botti, le donne impegnate in cucina, tutrici delle tradizioni della “bassa”, alcuni avventori, con i loro visi scolpiti e rubizzi. Qui, dove l’Ongina e l’Arda confluiscono nel Grande Fiume è sempre stata terra di confine e quindi di incontro; ci sono tracce del locale che risalgono al 1810 quando la dogana, sita nelle vicinanze, determinò la costituzione di un punto di ristoro (un’idea che risale forse al padre di Giuseppe Verdi) in un luogo in cui l’umidità è ideale per la stagionatura dei salumi. Ed effettivamente il profumo degli insaccati è il primo a colpire le narici di chi entra in trattoria. Culatello, salame, prosciutto, spalla cotta, “strolghino” sono di casa, così come i croccanti tranci di pesce gatto e di anguilla fritti.
Se si gradisce sviluppare il pasto completo i primi piatti hanno il loro punto di forza nei tortelli d’erbetta e ricotta, altre specialità sono i cannelloni con ripieno di carne e i cappelleti con la zucca. Le pietanze sono basate sugli arrosti e sull’anatra o altri animali da cortile preparati in vari modi. A fine pasto concludono i semifreddi della casa, le crostate di frutta e la sbriciolona. I vini che possono accompagnare i cibi sono gutturnio e barbera di piccoli produttori piacentini ma anche lambrusco e fortana di colleghi produttori parmigiani.
Trattoria Ongina , Via Ongina, 2, Polesine Parmense (43010). Tel.0524-98112 Chiuso: mercoledì
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