
Gli studi effettuati nel cremonese testimoniano un costante miglioramento nella qualità dell’acqua. Tuttavia ancora critico il livello dell’acqua
Aleggia un moderato ottimismo attorno alla situazione del Po. La qualità delle acque del grande fiume sta avendo un progressivo miglioramento, almeno stando agli studi condotti dall’Ats di fronte alla società di canottieri Baldesio, a monte di Cremona. I dati parlano chiaro: la guarigione del grande malato è costante e continua. Tuttavia il grande dubbio riguarda la possibilità di tornare a classificare il Po come fiume balneabile.
Gli studi, seppur con dei movimenti altalenanti in merito alle sostanze inquinanti dovuti al meteo e alle piene del Po, dimostrano come la presenza di batteri nocivi come l’Escherichia Coli e gli Enterococchi intestinali stia subendo un netto calo. Il trend di miglioramento deve comunque proseguire; infatti solamente se questi buoni risultati si confermeranno per altri due anni sarà possibile classificare come balneabile quel tratto del Po.
Gli studi in questione sono iniziati nel 2019, e nel 2020 hanno portato i tecnici Anna Barchiesi (direttrice del Dipartimento Uoc) ed Enrica Voltini ad affermare che: “I valori di Escherichia Coli e Enterococchi si attestano su valori altalenanti in funzione delle caratteristiche meteoclimatiche che condizionano la piena del fiume e la conseguente eventuale diluizione. Pertanto non è ancora possibile delineare un profilo delle caratteristiche della qualità delle acque”.
I mesi più critici per quanto concerne la presenza di questi batteri sono maggio e giugno, con gli Escherichia Coli a 4400/100 ml e gli Enterococchi a 1500. Tuttavia bisogna sottolineare come ciò sia dovuto a una minore portata d’acqua. I dati tornano infatti a regime intorno a luglio, attestandosi rispettivamente a 180 e 11. La necessità di ridurre l’aleatorietà e le fluttuazioni è il motivo per il quale questi studi devono aver una durata quadriennale e, possibilmente, venire svolti in più punti del fiume. Se, al termine dei quattro anni di studi i dati inseriti in un apposito portale ministeriale rientreranno nei parametri, quello che ora è un “Punto studio” potrebbe passare ad essere un “Punto balneabile” e comparire su una cartografia direttamente consultabile nel portale “Acque di balneazione”.
La nota dolente riguarda l’inesorabile abbassamento del livello delle acque del Po. Due giorni fa il livello idrometrico registrato all’altezza del Ponte sul Po era di -7,26. La situazione è chiaramente grave.
Sarebbe opportuno condurre esperimenti simili anche nel piacentino, magari riuscendo ad individuare dei “Punti balneabili” e poter tornare a sfruttare quello che una volta veniva definito “il mare dei poveri” ma che per tantissime realtà era un vero e proprio rifugio.




