Pasquali: “Per Bobbio sicurezza,
servizi e strade migliori”

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di Roberta Suzzani – «Penso a quello che farò domani per Bobbio, ma non smetto di guardare oltre. Guardo alla Bobbio che sarà tra 10 anni e me la immagino tra 20».
La fascia tricolore sulle spalle, i suoi bobbiesi, gliel’hanno rimessa a furor di popolo. E ora Roberto Pasquali, con il suo 47,7 per cento di preferenze contro il 38 di Renata Draghi e il 13 di Michele Frassinelli, è pronto a riprendere da dove si era “interrotto”.
«La Valtrebbia è casa mia, nel senso più profondo del termine e per lei, per il suo futuro, per la sua crescita avevo ancora nel cassetto molte idee “lasciate lì” dal 2009. Ho scelto di scendere ancora in campo con una squadra di persone che come me amano questa valle. Tredici teste pensanti tra assessori uscenti e volti nuovi con cui, fianco a fianco, abbiamo scritto un programma elettorale di parole che stanno già diventando realtà».
L’elenco delle cose da fare è lungo e le perdite di tempo non sono in lista. Disegnare la Bobbio di domani è un lavoro che Roberto Pasquali ha già ricominciato.
«A partire dalla sicurezza». Telecamere di sorveglianza in centro e alle porte della città contro vandalismi e furti, ma soprattutto un coinvolgimento diretto della cittadinanza. «E’ già stato avviato un progetto di controllo di vicinato in collaborazione con i Carabinieri. L’obiettivo è responsabilizzare i cittadini nominando un referente di via che segnali eventuali movimenti sospetti o situazioni di pericolo».
«Senza servizi la valle muore, quindi mi batterò perché l’ospedale non solo conservi tutte le funzioni attuali ma venga potenziato. Ho già avuto modo di confrontarmi con il direttore generale dell’Ausl Andrea Bianchi e sono calendarizzati altri incontri anche con i vertici di Anas, perché se offriamo servizi e sicurezza ma non diamo alle persone la possibilità di spostarsi tutto il nostro lavoro è nullo. La Statale 45 è un problema che affligge la Valtrebbia da troppo tempo, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Ci serve una via di comunicazione sicura, moderna ed efficiente. E’ arrivato il momento che quegli 11 milioni di euro investiti in lavori già programmati venga messo a frutto».
Sicurezza, infrastrutture e servizi, per il neo eletto primo cittadino della città d’arte della Valtrebbia sono le basi per costruire il domani.
«Come vedo Bobbio tra 10 anni? Il nostro obiettivo è arrivare alla fine del secondo mandato bissando il successo della prima decade amministrativa. Abbiamo lavorato per far diventare Bobbio un centro culturale di primo livello e continueremo a farlo investendo soprattutto sull’arredo urbano e la qualificazione delle frazioni. In quest’ottica un tassello importante è il progetto Terme».
Le terme di Bobbio, altra spina nel fianco che Pasquali vuole togliersi. Sono già stati calendarizzati una serie di incontri con l’amministratore unico del progetto. «Di parole e promesse ne sono già state spese abbastanza. Ora è necessario che si intervenga sulla sponda sinistra del Trebbia (dove sono previste alcune residenze turistiche e alberghiere come da piano particolareggiato di iniziativa privata approvato nel 2010, ndr) per salvaguardare l’immagine e l’ambiente circostante e si proceda con i lavori sulla sponda destra per completare lo stabilimento. Obbligheremo i sottoscrittori dell’accordo di programma a mantenere le promesse fatte. I contenuti dell’accordo sono chiari: le amministrazioni precedenti hanno cercato di agevolare la costruzione dello stabilimento termale con atti di pianificazione urbanistica trasparenti. Oggi spetta agli operatori non perdersi in parole e passare ai fatti».
Poche parole, ma fatti concreti. Uno slogan elettorale che il team di Roberto Pasquali vuole portare nel lavoro quotidiano. «E per farlo continuerò a fare il sindaco come l’ho sempre fatto: ascoltando. Sì, mi vanto di essere un primo cittadino tra la gente. Da sempre i bobbiesi mi fermano per strada per darmi suggerimenti, farmi complimenti e non sono mancate le tirate di orecchie. Bene. E’ quello che voglio e ho sempre voluto: il contatto con i miei cittadini. Solo così si può veramente pensare di costruire un futuro perla Valtrebbia e un futuro per noi».
Pasquali ascolta, ma chiede di essere ascoltato. Ed è disposto ad alzare la voce per farsi sentire.
«Ho lanciato un appello alle Regioni Emilia Romagna e Liguria: la montagna non va abbandonata. Lo spopolamento delle nostre montagne è un pericolo con cui da anni stiamo lottando. Una lotta da cui possiamo uscire vincitori solo con una gestione virtuosa e lungimirante del territorio a cui servono infrastrutture e servizi. Creare e sviluppare il mondo del lavoro in montagna non è una chimera, ma una realtà dietro l’angolo. Per farlo dobbiamo evitare lo spopolamento. Parlo dei giovani e non solo. Potenziare i servizi sociali è uno dei tasselli che voglio rimettere al suo posto. Gli anziani devono poter stare nella casa dove hanno sempre vissuto. I giovani devono poter crescere i loro figli dove loro sono cresciuti. Le Unioni dei Comuni sono la carta vincente per trovare idee e soluzioni che diano nuova linfa vitale alle nostre montagne».
Poche parole, molti fatti.

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