Marco Boeri, cambiare vita con successo

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marco boeriDa progettista nautico a ideatore di una guida innovativa per i visitatori dei musei di Palazzo Farnese. Marco Boeri (nella foto a lato), 40 anni è originario di San Remo, da 11 anni Piacenza è diventata la sua città. Tra le esperienze lavorative principali c’è senza dubbio quella ad Atlantis dove, appunto, progettava navi. Le sorti dell’azienda di Sariano di Gropparello sono purtroppo note a tutti, così Marco ha deciso di rimettersi in gioco, di riciclarsi, di puntare sull’innovazione partendo dall’informatica, da qui comincia la sua storia. Nel gennaio del 2013 nasce Ultraviolet un’azienda informatica che produce software per smartphone, tablet e ebook. In realtà la passione per l’innovazione lo aveva già portato a realizzare due app; un kit di primo soccorso, una sorta di vademecum su cosa fare e non fare in una situazione di emergenza casalinga. In un anno sono stati scaricati 25mila download e pubblicate recensioni sui principali quotidiani e riviste specializzate. La seconda, The dog diary è un passaporto del cane. Informazioni sull’aspetto sanitario e come gadget il compleanno biologico di Fido. Fino a Imapp una guida innovativa per i musei di Palazzo Farnese creata attraverso la tecnologia dei beacons, piccoli emettitori bluetooth. L’idea iniziale era quella di portare la tecnologia del tradizionale navigatore satellitare dall’esterno ai luoghi chiusi. Il progetto si è aggiudicato la sezione cittadina del bando per l’innovazione Start Cup Emilia Romagna dello scorso anno ed è tra i 18 finalisti del premio Smart City nell’ambito della fiera Smau di Bologna a cui ha partecipato il comune di Piacenza. “L’evoluzione tecnologica nell’ultimo anno è stata velocissima – ci spiega Marco – dall’idea di un progettare un navigatore indoor, abbiamo aggiunto tasselli su tasselli fino a creare una guida innovativa, semplice da scaricare, facilmente consultabile e fruibile”. Imapp localizza le persone e le guida tra un dipinto e l’altro, fornendo ai tablet o smartphone contenuti multimediali collegati a punti precisi dello spazio museale, precedentemente mappato. Le novità rispetto al passato sono intuibili: non sono più necessarie audioguide o supporti simili, con il vantaggio di poter avere a disposizione, sul proprio dispositivo mobile, tutte le informazioni sia prima che dopo la visita al museo. Tra gli sviluppi futuri la possibilità di acquistare funzionalità aggiuntive come l’audio o videoguida, oltre che la riproduzione in alta risoluzione di una singola opera o di una intera collezione.
Il progetto che porta la firma di Ultraviolet, è frutto di un proficuo lavoro di squadra. Hanno lavorato ad Imapp anche giovani sviluppatori informatici di Tualba un’azienda piacentina che produce software per banche. La  tecnologia sarà disponibile per dispositivi Apple (iPhone, iPad e iPod touch) e per tutti quelli con sistema operativo Android (Samsung, HTC, Sony, etc)
L’obiettivo è di rendere la tecnologia di Imapp declinabile anche per fiere e banche proprio grazie all’utilizzo dei beacons.
Alla fine della nostra chiacchierata abbiamo chiesto a Marco un consiglio per tutti quei giovani che, come lui, hanno perso un lavoro trovandosi disoccupati da un giorno all’altro. “Se uno ha un’idea ci creda e ci investa – ci dice con convinzione – ci sono ancora investitori lungimiranti a cui proporre le nostre idee. I momenti bui ci sono e ci saranno sempre, ma aiutano a crescere. Dalle critiche ho imparato molto – continua – ad una presentazione mi sono accorto che non tutti sapevano cosa fossa una app, io invece lo davo per scontato. Da quel giorno ha cambiato il modo di presentarmi e di presentare il mio progetto”. A Marco è andata bene, per lui si è chiusa una porta e si è aperto un portone.
Ecco il servizio completo della web tv Zerocinqueduetre

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