Provincia al commiato,
Trespidi traghettatore?

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“Abbiamo fatto della Provincia un ente virtuoso e un esempio di buona amministrazione”. L’orgoglioso messaggio del presidente Massimo Trespidi è stato letto in aula dal presidente del Consiglio provinciale Roberto Pasquali nel giorno in cui calava il sipario sulle Provincia di Piacenza così come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 150 anni. Diventeranno enti di secondo livello, assemblee di sindaci e amministratori. Trespidi era assente per “un improvviso e grave problema familiare” (tutta la redazione del Corriere Padano è vicina al presidente della Provincia), fattore che a questo punto diventa vincolante nel percorso che lo vedrebbe alla guida dell’ente da qui fino alla fine dell’anno. Quello si capirà nei prossimi giorni mentre lunedì è stato dato spazio al commiato. E’ vero che ormai da mesi tutti gli assessori e i consiglieri avevano metabolizzato il sopraggiungere dei titoli di coda: qualcuno nel frattempo ha trovato nuovi incarichi politici, altri attenderanno nuove occasioni, altri ancora magari troveranno spazio nella nuova assemblea dei sindaci. Ma l’ultima seduta di Consiglio comunale è stato un po’ come l’ultimo giorno di scuola, con le classiche battute per il rompete le righe ma anche con un po’ di tristezza.
Tramite lettera l’ultimo presidente della Provincia Trespidi ha rivolto un sentito “ringraziamento alla mia maggioranza che non mi ha mai fatto venir meno il proprio sostegno e appoggio, anche nei momenti più difficili e complessi, che hanno richiesto per essere superati, decisioni audaci e coraggiose di cui siamo stati capaci. Abbiamo raggiunto risultati molto importanti, realizzato gli obiettivi che ci eravamo imposti. Abbiamo fatto della Provincia un ente virtuoso e un esempio di buona amministrazione. Ringraziamento che voglio estendere ai consiglieri di minoranza per l ’opposizione corretta e garbata che hanno esercitato, in una dialettica politica di confronto e di dialogo educato”. I giudizi sul suo operato li aveva già dati, ora Trespidi guarda alle prossime fasi. Sul fatto che sia lui il “traghettatore” c’è ancora incertezza.
“Inizia ora una nuova storia, una nuova fase di un ente con un profilo istituzionale e amministrativi di secondo gra do, incentrato e incardinato sulla figura degli amministratori locali del territorio. Se gli sviluppi del mio problema familiare me lo consentiranno,è mia intenzione accompagnare come presidente, insieme alla Giunta, la fase di prima attuazione della legge Delrio, secondo il programma e le linee amministrative che presenterò nei prossimi giorni, assicurando l’efficienza e l’efficacia amministrativa, piena funzionalità dell’ente Provincia secondo l’ordinaria amministrazione garantita dall’approvazione del bilancio di previsione 2014”.

Ed è toccato dunque al presidente del Consiglio Pasquali (appena rieletto sindaco di Bobbio) sferrare l’ultimo attacco alla legge Delrio. “Chiudere le Province è stato un gravissimo errore, anche perché di fatto questa riforma non ne sancisce la chiusura. La riforma, andava fatta diversamente, partendo dall’abolizione delle Regione che mi sembra in questi ultimi tempi si siano dimostrati enti tutt’altro che virtuosi. In questo modo si sarebbe risparmiato di più. In questo modo i cittadini non avranno più un punto di riferimento per quanto riguarda il territorio. Sostituire un ente i cui rappresentanti non sono eletti, ma nominati, non fa onore alla nostra democrazia, per quale in tanti si sono battuti’. Laconico il commento del capogruppo del Pd Marco Bergonzi (Pd): “In questa fase di transizione resterà solo la maggioranza, perché almeno per 6 mesi resteranno in carica solo il presidente e la Giunta. Io spero che ci sia la possibilità, da parte dell’amministrazione, di predisporre ugualmente un bilancio di mandato”. Si è preoccupato del futuro anche il collega di partito Paolo Sckokai: “Il dopo di questo ente quale sarà? Bisogna ragionare. Secondo me il messaggio di evitare sovrapposizione di livelli di decisione è un messaggio che raccolgo. Il decreto Del Rio è parziale, però mi auguro che sia il primo passo per un riassetto globale. Non vorrei celebrare solo un funerale ma ricordare le responsabilità a livello nazionale per dare una scossa nella riorganizzazione dello Stato a tutto i livelli”. Dispiaciuto l’ex presidente Gianluigi Boiardi: “Mi aspettavo che essendo questo l’ultimo consiglio, si scegliesse un’altra collocazione, magari anche palazzo Gotico per ricordare cosa e’ stato fatto anche dai nostri predecessori. Una volta la Provincia veniva vista come forma di aiuto e di consulenza, grazie ai dipendenti che non ci stancheremo di ringraziare, da parte dei sindaco dei Comuni”. Commosso il vicepresidente della Provincia Maurizio Parma che ha ricordato come iniziativa importante il fondo per il lavoro, un’opera importante che nessun altra Provincia ha fatto in una misura come la nostra”.

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