Buddismo, Meditazione e Yoga a Piacenza. Una cura contro l’incertezza in cui viviamo

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Il Buddhismo, la Meditazione e lo Yoga sono una marcia in più che possiamo dare a noi stessi; è
come accendere una batteria che illumina a infrarossi la strada. Tutto diventa chiaro, la tua vita si
purifica e le illusioni e i desideri si trasformano donandoti quella che è la tua reale felicità senza
compromessi.
Tre sono i luoghi chiave per il conseguimento della gioia: Il Centro Yoga Anahata in Via Scalabrini
19, Centro meditazione Pian dei Ciliegi Località Montesanto 1 Ponte dell’Olio e il gruppo della
Soka Gakkai di Piacenza che si snoda nei vari quartieri.
Di seguito diverse testimonianze per una migliore comprensione su come sviluppare al meglio la
conoscenza e cura di sé.
Centro Yoga Anahata
“Per chi vuole conoscere il proprio corpo dal di dentro il respiro è la corda del pozzo”
Il Centro Anahata nasce come Centro Yoga nel 2003, il Maestro Riccardo Grosso racconta delle sue
letture dei libri di Thich Nhat Hanh (monaco buddista tradizione Zen Vietnamita) dal 2005 inizia a
frequentare il Centro di Meditazione Pian dei Ciliegi assieme al gruppo di Thich Nhat Hanh, la sua
pratica inizia da li e dalla frequentazione di un altro piccolo gruppo ‘Sangha’ (insieme di praticanti,
termine in lingua pāli) a Piacenza…”Al Centro Anahata oltre a yoga e pilates ci sono una volta alla
settimana incontri di meditazione.
Cosa significa meditazione?
Noi usiamo principalmente la meditazione usata da Thich Nhat Hanh, racconta il maestro Riccardo
Grosso: “La pratica di Thich Nhat Hanh è la meditazione di consapevolezza ovvero consiste nell’
osservare quello che c’è e poi cercando piano piano di tranquillizzare e pacificare la mente, questo
abitualmente viene fatto ascoltando il respiro (la tecnica che tutti noi possiamo seguire perché il
respiro è sempre con noi) attraverso il respiro, se mi concentro su di esso riduco quelli che sono i
pensieri che continuamente attraversano la mente quando non è controllata.
Quindi io sono consapevole che sto inspirando ed espirando, e questa è la prima pratica…in una
situazione seduta rilassata comincio a tranquillizzare la mente e ridurre il flusso dei pensieri posso
cominciare ad ascoltare quello che succede più profondamente in me, ad esempio le emozioni che
sono nella mente, lo stato emotivo, e se possibile le intuizioni che sorgono.
I pensieri sono come dei suoni molto forti che impediscono di sentire i sussurri, e i sussurri sono le
intuizioni che aiutano proprio nel processo di comprensione.
Questo processo Thich Nhat Hanh tende a portarlo in tutta la vita, non solo durante la meditazione
formale…io sono consapevole anche quando mi lavo i denti, quando coltivo la verdura, quando
lavo i piatti…quindi devo cercare di portare questa consapevolezza di ciò che succede in qualunque
momento della giornata”.
In che modo si lega la pratica della meditazione allo yoga?
Al Centro Anahata praticano uno yoga tradizionale che si chiama hatha raja yoga.
Il raja yoga ha otto livelli, i primi due sono di tipo sociale, poi ci sono le asana (le posizioni),
Prānāyāma (il controllo del respiro), il quinto Pratyahara che è la ritrazione dei sensi, e gli ultimi
tre sono livelli meditativi.
Dalla concentrazione, alla contemplazione, alla meditazione vera e propria.
Le due pratiche: ‘Yoga e Meditazione’ si sposano benissimo, l’abbinamento è molto stretto tra le
due pratiche.
Riccardo Grosso conclude: “Noi cerchiamo di seguire l’insegnamento originale del Buddha, il
Buddha probabilmente non intendeva fondare una religione ma solamente diffondere una pratica
per andare al di la della sofferenza, questa pratica lui l’ha sperimentata in anni di lavoro, di
sofferenza e sentieri sbagliati che ha preso fino a quando ha trovato la Via di Mezzo, ne eccessiva

mortificazione ne eccessiva gratificazione dei sensi, una via che però non è grigia, è una via
dinamica che richiede molta attenzione per non cadere nell’uno e nell’altro…”

Una cura contro l’incertezza in cui viviamo

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