Maltempo, torna la paura.
Danni per 3 milioni di euro.

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img_1112Le piogge tornano a far paura nel piacentino. Dopo l’alluvione dello scorso settembre una nuova “bomba d’acqua” mette a dura prova Piacenza e la provincia. Fra domenica 28 e lunedì 29 è stata registrata una media di circa 90 millimetri di pioggia, per tutta la Provincia, con picchi di 100-120 mm rispetto ad media annua attorno agli 800-900: la Bassa, la Valdarda, la Valriglio e la Valchero, oggi contano i danni: la prima stima parla di 3 milioni di euro, di cui un terzo solo per il comune di Lugagnano. Oltre alla provinciale 21 che da Lugagnano porta a Morfasso, dove l’Arda, in località Torricella, ha eroso la massicciata di sostegno alla strada e la paurosa frana che ha letteralmente spezzato la strada che collega Gropparello alla località Veggiola, sono stati colpiti case, garage, cantine, nei comuni di Cadeo, Carpaneto, Caorso, Cortemaggiore, San Pietro in Cerro, fino a San Giorgio Pontenure e Castell’Arquato. I sindaci dei comuni colpiti hanno già chiesto deroghe al patto di stabilità, per permettere di sostenere le zone colpite, e che venga dichiarato lo stato di calamità. Per il sindaco di Lugagnano, Jonathan Papamarenghi, “alcune strade sono state lesionate in modo definitivo” aggiungendo “serve una pianificazione oltre alla gestione dell’allarme”. Nel dettaglio, nei Comuni, i danni (per ora stimati) si attestano su centinaia di migliaia di euro: 300mila per San Giorgio, con campi e case private colpiti, e 200mila per Cortemaggiore. Anche i comuni di Cadeo, con l’esondazione del Chiavenna, e Gropparello sono stati colpiti con Gropparello che stima danni per 500mila euro, legati anche alla strada della Veggiola, “divorata” dal Riglio in piena. Sono da segnalare, inoltre, il campo sportivo di Chero (da ricostruire) e la strada dell’oratorio di Carpaneto, inservibile: “la Regione e il Governo ci aiutino. Serve una riflessione profonda” spiega il sindaco di Carpaneto, Gianni Zanrei “non possiamo ogni sei mesi trovarci con pezzi di provincia sommersi e fuori gioco”. Situazione delicata anche a Caorso, con campi, cantine e abitazioni sott’acqua, per altri 200mila euro. E proprio i campi, ormai pronti per la preparazione della semina, hanno subito danni rilevanti, essendo stati letteralmente sommersi, con la tracimazione di rivi che hanno dilavato e portato sassi e detriti. Claudio Maschi, responsabile della commissione Ambiente e Territorio di Coldiretti Piacenza, spiega: “vale la pena fare una riflessione sui drammatici effetti dei cambiamenti climatici” con bombe d’acqua “che il terreno non riesce ad assorbire”. Per la Valdarda, invece, Fabio Minardi di Coldiretti spiega come sia sotto osservazione soprattutto il frumento: “i campi sono rimasti sott’acqua per 24 ore, dobbiamo capire come reagirà la coltura” spiega, aggiungendo che “l’Arda deve essere oggetto di un progetto integrato: si è fatto un gran parlare di tavoli, è ora che ne escano politiche condivise. Affrontiamo il problema. Basta rimandare”. Oggi, come spiega Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenza “siamo di nuovo in emergenza e gli sforzi dovranno essere concentrati a ridurre i pericoli” precisando, tuttavia che “ciò che da sempre chiediamo è la presa di coscienza che impone un piano idrico integrato” che tenga conto della diversa situazione generale “sia essa imputabile alla gestione dei fiumi o ai cambiamenti climatici”. Ancora una volta, continua Chiesa “siamo a contare i danni, enormemente superiori al costo delle opere di manutenzione e di prevenzione”.

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