scritto da Redazione Online Mar - 12 - 2018 TAG:

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Con questo antico proverbio, si può riassumere la sconfitta rimediata dal Pro al Mannucci di Pontedera contro il Prato fanalino di coda.
E lo stesso tecnico rossonero Pea, che prima del match predicava calma e umiltà rispondendo a chi parlava di inserimento nella corsa playoff (nonostante la striscia di quattro risultati positivi consecutivi), nel post partita appare amareggiato per l’approccio alla gara molle e rinunciatario e per la scarsa grinta mostrata dai suoi.
Gori (il migliore in campo dei piacentini), tiene in piedi il Pro finchè può, ovvero fino al 58′, quando un errore di Cavagna origina il gol decisivo di Ceccarelli; prima e dopo, solo il solito Alessandro crea un paio di grattacapi alla retroguardia laniera. Davvero troppo poco.
Sia chiaro: non si tratta certamente di una battuta d’arresto dalle tragiche conseguenze, però da una parte si è mancata l’occasione di infliggere al Prato una mazzata che sarebbe costata la retrocessione quasi sicura ai fiordalisi e dall’altra, con un successo ci sarebbe stato un ulteriore avvicinamento al decimo posto (e quindi ai playoff).
Sarà per un’altra volta.
In testa, il Livorno chiama nel pomeriggio dopo 5 turni di astinenza (2-0 alla Giana in trasferta, doppietta di Murilo), ma il Siena risponde in serata (1-0 alla Viterbese al Franchi).
Appena più in basso, la Carrarese sbanca Arzachena con una tripletta di Tavano in meno di venti minuti e sale al quinto posto scavalcando l’Alessandria di Marcolini, che ottiene un punto a Pisa grazie al guizzo di Marconi al 95′.
In zona playout, la Pistoiese strapazza il Pontedera (3-0 il finale), mentre le sfide tra Cuneo e Olbia e tra Lucchese e Gavorrano terminano a reti inviolate.

Sasi

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