Da Ettore Valla, in via Roma, i turtlitt di carnevale sono quelli “d’una vota e davvero… bon bon”!

0

La vetrina si fa notare per la ricchezza della esposizione. Ettore Valla trova il posto a tante proposte della sua cucina insieme ai prodotti del territorio: salumi, formaggi, vini e conserve. È difficile non dedicargli almeno uno sguardo. Da qualche settimana in primo piano si fa notare un vassoio ricolmo di tortelli dolci di carnevale, i cosiddetti turtlitt. Ma la presentazione va oltre, specifica meglio turtlitt d’una vota, bon bon”.
Devo ammettere che di colpo sono tornato bambino, quando – succedeva spesso la domenica – andavamo in visita alla zia Gina. Di solito era l’ora del the, se vogliamo fare gli inglesi. Sulla tavola era rimasto il bottiglione di rosso frizzante che lo zio Pino imbottigliava personalmente. Sarebbe poi stato riposto per fare largo alla bottiglia di malvasia che annunciava i dolci che di li a poco avrebbero fatto il loro ingresso trionfale: crostate e cannoli. Mio padre declamava il solito commento: “Uhm! … Un bon bon!
Entrare e acquistarne un piccolo vassoio è stato un modo per continuare a coccolarmi tra i ricordi.
L’esperienza gustativa è stata davvero interessante: sorprendente il primo approccio con la pasta, giusta consistenza e nello stesso tempo leggera e delicata. Nessun sentore dello strutto fuso utilizzato per la frittura. Ma il bello doveva ancora venire… Il ripieno! Una sinfonia di sapori che non si perdevano nell’insieme conservando invece il loro protagonismo nel dettare la somma del gusto veramente straordinario.

ETTORE VALLA


Sono tornato da Ettore Valla per “indagare” la ricetta: dopo le prime resistenze qualcosa ha raccontato.
“Per fare buoni turtlitt ci vuole tempo. Ho cominciato a lavorarci in novembre preparando il ripieno. Perché deve riposare prima di essere utilizzato in gennaio per la festa di Sant’Antonio quando si dovrebbero fare i primi turtlitt”. Poi una lunga “melina” prima di arrivare ad elencare gli ingredienti che ripeto esattamente come li ha messi in fila senza alcuna considerazione, ne quantità, ne proporzione, sola una laconica considerazione: “Naturalmente le materie prime devono essere di primissima qualità”. Ma veniamo al dunque, eccole: castagne, mostarda, cacao e marmellata. Poi gli è sfuggita una precisazione: “Quella brusca di Modena”. A mio parere ci nasconde qualche altro particolare che forse rivelerebbe solo sotto tortura.
Sulle farine per la pasta ha detto solo che usa farine di primissima scelta macinate a pietra. L’uso del plurale fa pensare che l’impasto è formato da almeno due qualità di farina. Dimenticavo, l’impasto deve riposare, prima di essere utilizzato, almeno una notte.
Per friggere solo strutto buono, quello di montagna, assolutamente non raffinato.
Se ne volete sapere di più, assaggiateli. Sarà una esperienza che ricorderete.

SALUMERIA VALLA
VIA ROMA 217 – 29100 – PIACENZA
TEL. 0523. 323966
E-MAIL salumeria@vallaluigisas.191.it

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.