
Si allarga la fascia grigia di persone vulnerabili e aumentano le famiglie sulla soglia della povertà. A Piacenza, la Mensa della Fraternità ha erogato in un solo anno 42.600 pasti, oltre diecimila in più rispetto all’anno precedente. La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio anticipa le sfide che attendono i mesi autunnali e che interessano le criticità del lavoro e dell’abitare. “Nell’ultimo anno e mezzo – afferma il direttore della Caritas piacentina, Mario Idda – sono aumentate in maniera progressiva le richieste di aiuto, con un notevole aggravamento delle singole situazioni”. I colloqui al Centro di ascolto Caritas sono stati oltre 3.900 e le persone accolte oltre 1.100. “La pandemia, la crisi energetica e i tagli alla sanità e ad altri servizi alla persona, hanno portato all’esplosione di una serie di situazioni – già precarie – che mostrano una crescita del disagio sociale, con sempre più persone che sono ai margini della società”. Il direttore Mario Idda lancia un appello alla comunità per rispondere rapidamente alle due criticità principali del territorio: le emergenze casa e lavoro. “In autunno chiederemo alla comunità un tavolo di confronto per discutere le criticità del territorio”, afferma Idda, che sul tema dell’abitare aggiunge: “Serve una maggiore sinergia tra istituzioni, aziende, associazioni e proprietari degli immobili, al fine di trovare risposte adeguate al ‘caro affitti’, offrendo – al tempo stesso – garanzie ai proprietari degli alloggi sfitti”. Il direttore della Caritas diocesana di Piacenza- Bobbio evidenzia il successo dell’esperienza “Casa tra le Case”, da cui prendere esempio per il futuro: “Il progetto – nato nel 2016 – ha ospitato temporaneamente (dai 12 ai 18 mesi) circa un centinaio di persone. Il 97% dei nuclei familiari accolti, ha trovato successivamente – grazie al supporto di Caritas in sinergia con i servizi degli enti locali, associazioni e istituzioni che compongono la rete welfare del territorio – una sistemazione definitiva”. Da quest’esperienza possono nascere nuovi progetti sul territorio: ne sono esempio i 25 alloggi che verranno messi a disposizione presso il convento di Santa Maria di Campagna, con avvio dei lavori in autunno: “Si tratta di un progetto pilota, di un’esperienza di co-housing (coabitazione sociale) che può essere esportata sull’intero territorio provinciale”, afferma Idda, che aggiunge: “il progetto consiste nel trasformare una parte del Convento in un’abitazione condivisa per lavoratori precari, studenti, una famiglia, persone fragili inserite in un percorso verso l’autonomia abitativa, grazie al supporto di Caritas, frati francescani e le Comunità pastorali del centro storico”. L’emergenza lavoro è l’altra grande sfida del territorio: “Molte aziende piacentine necessitano di manodopera specifica: insieme alle associazioni di categoria, alle agenzie del lavoro e agli enti preposti, intendiamo trovare risposte adeguate a coniugare la domanda all’offerta. Il tema è complesso: serve l’aiuto di tutti i soggetti del territorio”.
Emporio solidale, 5 anni a sostegno della comunità
L’Emporio solidale ha compiuto cinque anni di preziosa attività a sostegno delle famiglie in situazione di difficoltà. Dal 2019 ad oggi sono stati 2mila i nuclei familiari aiutati, per un totale di quasi 5 mila persone (di cui circa 2mila minori). L’Emporio ha offerto un supporto determinante al territorio: “In autunno organizzeremo un evento per raccontare i primi cinque anni di attività dell’Emporio e per ringraziare la comunità del sostegno messo in campo, guardando al futuro facendo tesoro dell’esperienza svolta fin qui”, afferma il presidente dell’Emporio, Mario Idda. “Siamo partiti supportando 60 nuclei familiari nel 2019 e siamo arrivati oggi a circa 270 tessere annue” – evidenzia Idda, che aggiunge: “Ad oggi, le tessere movimentate nel corso del 2024 sono già 222, per un totale di 900 persone aiutate, delle quali 400 minori”. La pandemia da covid-19 e la crisi energetica hanno generato nuove situazioni di povertà, allargando fortemente la “fascia della vulnerabilità: dal 2021 ad oggi le persone aiutate dall’Emporio sono più che raddoppiate, superando la soglia annua delle mille unità. Cambiano anche le famiglie: “Oggi il 60% dei nuclei familiari è di origine straniera, perchè trova maggiore difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro e a far fronte alla crisi energetica”, afferma il presidente Idda, evidenziando una situazione totalmente capovolta rispetto a cinque anni fa. L’Emporio di via I Maggio – nato per iniziativa di: Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Caritas dicoesana Piacenza- Bobbio, CSV Emilia, Auser e Croce Rossa – negli anni ha ampliato la rete solidale di nuovi soggetti, quali: Confraternita La Misericordia, La Ricerca Onlus, Acli, Mcl Piacenza, Centro di Solidarietà compagnia delle Opere di Piacenza. “L’Emporio solidale non è solo un supermercato (dove poter fare la spesa tramite una tessera temporanea) ma è un luogo di ascolto e di accompagnamento finalizzato al recupero dell’autonomia delle famiglie”, evidenzia il presidente Idda che ricorda i numerosi sportelli attivi e i servizi offerti: “I nostri volontari accompagnano i nuclei familiari (per un periodo di tempo da 6 a 18 mesi) nella ricerca del lavoro e di un alloggio, nella gestione delle spese domestiche, nel sostegno psicologico e nell’aiuto scolastico dei minori, ponendo sempre la persona al centro del percorso”.




