L’ex Manifattura, sfida sociale alla povertà abitativa e rigenerazione urbana

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La riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi si presenta come il più importante intervento di rigenerazione urbana dal dopoguerra per Piacenza. Il progetto, presentato ufficialmente alla città il 13 dicembre all’Auditorium Sant’Ilario e raccontato al pubblico attraverso una sala immersiva a Palazzo Gotico, trasformerà un’area industriale dismessa di circa 60mila metri quadrati nel quartiere Infrangibile in un nuovo “quartiere nel quartiere” residenziale e verde, grazie ai fondi del programma PINQuA e del PNRR.

L’intervento prevede la realizzazione di 201 abitazioni – 143 a canone calmierato e 58 a libero mercato – un nuovo polo scolastico con palestra, spazi comunitari e un grande parco pubblico di 15mila metri quadrati. Un progetto che, secondo l’amministrazione comunale, risponde in modo concreto al fabbisogno abitativo del ceto medio e restituisce alla città un’area storica da tempo inutilizzata.

All’incontro di presentazione sono intervenuti la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, l’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini, Mario Spezia, presidente del Consorzio cooperativo Concopar, Alessandro Busci, Head of Fund Management di Prelios SGR, Carlo Marini per la Fondazione di Piacenza e Vigevano e Luca Canessa, direttore generale del Comune di Piacenza. In collegamento video ha partecipato anche il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti.

Ha aperto l’evento la sindaca Katia Tarasconi. Nel suo intervento ha rivendicato il valore strategico dell’operazione, ricordando come la riqualificazione dell’area significhi «ridare vita a uno spazio degradato», offrendo nuove abitazioni, verde pubblico e servizi educativi. Il percorso, ha sottolineato il primo cittadino, è stato complesso dal punto di vista amministrativo, soprattutto nel passaggio dal PINQuA al PNRR, ed è oggi considerato un esempio a livello nazionale di cooperazione tra istituzioni. Inoltre, ha anche chiarito che il piano riguarda l’ERS (Edilizia Residenziale Sociale), che si differenzia dall’edilizia popolare classica, destinata a categorie con maggiori necessità.

L’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini ha chiarito che l’inserimento della scuola e della palestra ha comportato una diversa distribuzione delle volumetrie, sviluppate maggiormente in altezza ma senza incrementi complessivi, per tutelare le superfici verdi e mantenere un equilibrio tra costruito e ambiente.

Un contributo è arrivato anche da Luca Canessa, direttore generale del Comune di Piacenza, che ha posto l’accento sul metodo di lavoro adottato nel corso dell’intero iter progettuale e amministrativo. Canessa ha sottolineato come i diversi soggetti coinvolti – istituzioni pubbliche, fondi, enti e operatori privati – abbiano operato secondo un modello orizzontale e non verticale, basato sul dialogo costante e sul confronto, piuttosto che su una logica di semplici comandi da eseguire. Un approccio che ha consentito di affrontare la complessità del progetto, risolvere criticità e individuare soluzioni condivise, contribuendo in modo decisivo alla riuscita dell’intervento.

Invece, Mario Spezia, presidente del Consorzio cooperativo Concopar, ha sottolineato come il problema dell’accesso alla casa sia reale anche a Piacenza e richieda risposte anticipate e strutturate. Spezia ha ricordato che il programma PINQuA ha rappresentato l’occasione per attivare risorse statali e inserire nel progetto funzioni pubbliche fondamentali come la scuola e la palestra, oltre a rendere possibile la realizzazione di abitazioni a canone calmierato. Secondo il presidente di Concopar, operazioni di questa portata possono andare a buon fine solo attraverso un vero gioco di squadra tra enti pubblici e soggetti privati, reso possibile anche dalla collaborazione tra amministrazioni di colore politico diverso. Concopar, oltre a essere parte del partenariato, ricoprirà il ruolo di appaltatore e futuro gestore degli edifici residenziali, garantendo continuità e presidio nel tempo.

Nel suo intervento in collegamento, tuttavia, il ministro Tommaso Foti non è sembrato allineato alle critiche del partito di opposizione, sottolineando invece la buona riuscita della cooperazione tra enti pubblici e privati, la correttezza dell’iter amministrativo, il valore strategico dell’operazione nel quadro del PNRR e l’importanza del progetto come risposta strutturale al tema della povertà abitativa.

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