Squadra e società sono sempre un tutt’uno. Bene così

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Chissà se quelli del Sud Tirolo sono contenti di essere il sud del Tirolo. Rappresentano il nord assoluto di un paese da G8, diventano il discriminato sud di una piccola regione. La squadra picchia duro con la denominazione SÜD TIROL scritto in lingua austriaca. La città con la sede della NIFS (l’INPS) sembra dire che si, ne sarebbero felici. A Bolzano stanno migliorando lo stadio. La storia sportiva locale l’hanno scritta sul ghiaccio. Adesso hanno alzato il tiro, sono attratti dall’erba. Avranno uno stadio bellissimo, avranno una squadra fortissima. Quella di adesso è già ben messa, ma il Piacenza l’ha demolita. Un goal per tempo, pratica refrigerata. C’è una Piacenza d’Adige e c’è un Piacenza che in Alto Adige regala spettacolo. Da applausi il tabellone, non luminoso, a bordo campo. Un addetto aggiornava il punteggio come nelle partite di baseball amatoriali, girando a mano le cifre. I padroni di casa hanno dato poco lavoro all’addetto e qualcuno si è dispiaciuto. Fossero arrivati a una determinata quota goal, lo sponsor avrebbe distribuito 160 litri di birra. C’era fresco, meglio il vin brulè, tanto la dose era la stessa. La domenica era cominciata bene, con la segnalazione di un veicolo in fiamme dopo Cremona. Lo abbiamo trovato, spento, dopo Manerbio. Probabile che il tipo non sapesse di essere in fiamme. Il proseguo è stato in crescendo. Parcheggiato comodo, sfiorati dallo sciame di babbi natale in vespa, visto la squadra di Franzini vincere senza patemi. Purtroppo è peggiorata nelle operazioni di rientro. Il compatto pubblico dei mercatini natalizi, ha ingolfato la A22: due ore e mezzo ad andare, quatto a tornare. Per recuperare tempo abbiamo affrontato il taglio di Affi due volte nella stessa giornata. La memoria d’uomo non ricorda una simile impresa. Abbiamo vinto, abbiamo aggiunto tre punti alla classifica, abbiamo scoperto Nannini, e abbiamo constatato che squadra e società sono sempre un tutt’uno. Bene così.


Protagonisti
Franzini: inventa una nuova gestione dei giovani da schierare. Difesa a tre con Borri insieme a Milesi e Pergreffi, due terzini dal guizzo facile come Zappella e Nannini. Dal campo arrivano solo risposte positive: complimenti.
Del Favero: offre un paio di buone parate. In una va a sbattere sul palo. Sembra serva il cambio, poi lo rifiuta. Curioso il calcio fortissimo che sferra al montante incolpevole. Era l’altro contro cui ha cozzato.
Nannini: Il tirolese meridionale che avevamo a fianco, ha attribuito il suo primo goal in biancorosso all’incapacità del portiere. Per me è il giusto premio a una prestazione di spessore.
Pergreffi: ancora a segno, stavolta da fuori area, ancora una gran figura, ancora il Capitano. Per il vicino era sempre colpa del portiere, ma c’è una deviazione.
Milesi: è raggiante. Nessuno può superarlo e Borri si ispira a lui. Lo vede da come rilancia.
Borri: l’ho visto bene, come sempre. Il vicino, stavolta quello piacentino, dice che ha giocato male un pallone. Peccato veniale.
Zappella: ormai è una garanzia assoluta. Copre tutte le fasi di gioco con la perizia del veterano.
Sestu: L’energia del trascinatore contagia tutta la squadra. Sua l’azione del raddoppio. Esce per Forte quando è il novantesimo.
Della Latta: altra prestazione da mettere in cornice. Quelli che dicono: “dove mi mettono sto”, dovrebbero copiare quello che fa lui.
Marotta: lo eleggo migliore in campo. La loro mediana è tra le più forti del campionato, non ci hanno capito niente con Matteo sempre di mezzo. E il codino era legato molto meglio.
Corradi: pensavo avrebbe agito da falsa punta, ha più coperto che punto. Molto molto intelligente.
Paponi: nella giornata in cui gli arriva poco, si limita ad un assist e a imbeccare la fuga di Sestu che porta al goal. Senza non si può proprio stare. Esce per Sylla che ha poche opportunità per lanciarsi, ma non permette ai sud tirolesi di avanzare in massa con i suoi movimenti fuori dagli schemi.

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