
La vittoria alla Franzini nel turno infrasettimanale di Livorno è stata un’iniezione di fiducia. Serviva affrancarsi a punti saldi, serviva prendere punti. Il pari interno con la Carrarese ne porta uno solo in dote, ma vale tanto per come lo si è conquistato. Piacenza ha giocato una gara di grande intensità, con agonismo di gruppo alle stelle. Piacenza ha giocato in dieci per tutto il secondo tempo, era sotto, e a inizio ripresa aveva aggiustato la formazione. Piacenza ha stretto i denti, è rimasta in partita e alla fine ha rimontato lo svantaggio. Il goal del pari, bello, è di un subentrato. Il che alimenta pensieri positivi. Significa che ci sono alternative, piani B. La Carrarese è squadra di lotta e di manovra, perciò Mister Scazzola ha caricato i suoi. Togliere respiro alle trame avversarie, approfittare degli spazi che le loro linee offrono. Nel primo tempo funziona tutto. Libertazzi compie una gran parata, ma la clamorosa occasione è sui piedi di Maio. Mette a lato a tu per tu col portiere: incredibile. Dopo l’intervallo svolta la gara. Esce Gonzi entra Pedone. Martinbianco giudica innocuo un lancio, dietro ha un uomo, Simonetti è costretto a placcare quest’uomo. Cartellino rosso, nulla di fatto sulla conseguente punizione. Dopo poco Battistini causa il rigore. Netto, come è netta la trasformazione. Parrebbe la fine dei giochi, invece al mister riesce di rivitalizzare i suoi con gli innesti. Irrobustisce la difesa con l’esordiente Tafa, tonifica l’attacco con De Respinis e Lamesta, sprona il centrocampo con Scorza. Se qualcosa si concede, qualcosa produciamo. I due portieri trovano modo di rivelare le loro doti. La parata di quello carrarino su conclusione di Corbari è spettacolo. Quando però non arriva sulla potente di Lamesta, lo spettacolo sale di tono. In campo il mucchio in festa è bellissimo, ci sono tutti. Simonetti a parte perché non poteva, ma lo sentivo tifare dal balconcino sopra il mio posto. Anche questo induce pensieri positivi.
Protagonisti:
Libertazzi: a portiere ci siamo.
Battistini: lotta voglioso tutta la partita, ma un rigore al limite dell’area con l’uomo che esce, rimane cosa deprecabile.
Marchi: l’impressione è che sia il difensore che serviva.
Martinbianco: la svista che porta all’inferiorità numerica lo destabilizza. Il mister lo preserva tirandoselo vicino in panchina.
Simonetti: aveva lavorato bene nel primo tempo. Il secondo lo vede in tribuna, ma il fallo era necessario.
Palma: Sulijc non sta bene, quindi riprende posto in regia. È triste Antonio.
Galazzi: l’azione di interdizione è preziosa, quella in costruzione paga qualcosa alla precisione.
Visconti: una gran bella prova.
Maio: titolare dopo tanto tempo, una grande occasione dopo tanto tempo. Vedere il pallone rotolare a lato mi ha fatto malissimo.
Gonzi: gioca solo un tempo, bene direi. E se Maio gliela passa la mette.
Sono entrati:
Pedone: rileva Gonzi, l’ingesso serviva ad altro, ma la partita si incasina. Cambia intenti e si mette a disposizione.
Tafa: rileva Martinbianco, sembra uno con attributi. Maglia numero 38.
De Respinis: rileva Maio, corre, pressa, tenta di tenere alta la squadra. Si ritrova un solo pallone in area. Dal corner che guadagna, nasce il pari.
Lamesta: rileva Galazzi, non è la prima partita che spacca, ma è la prima foto da bomber vero. Non voleva più uscire dal campo, ha salutato anche i raccattapalle.
Scorza: rileva Corbari, mi proprio piaciuto.
Mister Scazzola: ha il grande merito di aver puntato sulle certezze ereditate. Tre partite in otto giorni, la squadra lo segue, la crescita c’è.




