
Trenta Gennaio, la merla, non proprio il giorno migliore per essere in tribuna al Garilli. Nemmeno per essere in campo a voler ben vedere. Anche la seconda giornata del girone di ritorno fa scopa con quella dell’andata. Pontedera prende sei punti con Piacenza e ringrazia per la gentile collaborazione. Senza la stampella offerta dai biancorossi in entrambe le occasioni, i toscani ne avrebbero incamerato uno. Due ad esser pessimisti. Ieri confesso di aver pensato al calcioscommesse. Per certi versi anche sperato. Almeno è possibile dare un significato a certe rozzezze. Raccontare la gara è semplice. Dieci minuti per identificare le novità tra i titolari, poi Simonetti si inventa un retropassaggio che mette l’avversario in porta: 0 a 1. Bisogna attendere fino al quarantaseiesimo per vedere la replica piacentina, De Respinis colpisce la traversa. Se vogliamo vederla positiva, concludiamo poco, ma di qualità. Nel secondo tempo bastano sei minuti a Battistini per regalare il pallone dello 0-2 all’avversario. Da lì in poi si prende nota solo delle sostituzioni, del recupero, e della parata di Libertazzi che evita un goal fatto. Mister Scazzola si è presentato con piccole variazioni sull’undici di partenza. C’erano i cinque giovani che chiede la Lega per il premio, c’era il suo uomo di fiducia. Ha invece pigiato forte sulle linee guida: il possesso palla è numero che non rende punti, stare schiacciati è problema altrui, palla in tribuna è consentito. Purtroppo non tutti hanno assimilato questo concetto.
Protagonisti:
Libertazzi: si trova tre volte l’avversario in situazione di rigore in movimento. Si trova tre volte in quella situazione, perché chi dovrebbe proteggerlo produce il contrario.
Battistini: così non ci siamo capitano. Non voglio più sentire che in questa categoria nessuno regala niente.
Corbari: come prima uscita di una nuova era direi maluccio.
Cannistrà: l’era precedente l’ha solo annusata. Tutte novità per lui, dalle scarpe all’allenatore, merita incoraggiamento. Maglia numero 36.
Simonetti: era Piacenza – Trapani che si avviava alla conclusione. Uno dei nostri sbaglia la clamorosa. Garilli si gira e mi dice: Pensi che è grammo o che l’ha venduta? Risposi e rispondo l’opzione uno, però certi retropassaggi sono inconcepibili.
Sulijc: Arrivato ieri, migliore in campo. Dal poco visto, non gli va spiegato niente, sa giocare. Maglia numero 18.
Palma: spostato più avanti e con meno coinvolgimento nell’azione, è lo spaesato della compagine.
Visconti: il traversone per De Respinis che colpisce la traversa, è suo.
Galazzi: spero non ci creda che lo vuole il Venezia. Resti qui e giochi come sa, non come ieri.
Babbi: anche Scazzola riparte da lui. Per un tempo.
De Respinis: ancora goal annullato, giusto, ancora l’occasione della vita, traversa.
Sono entrati:
Maritato: rileva Babbi, la variazione produce un tiro nell’ultima azione di gara. Fino alla fine.
Gonzi: rileva Galazzi, rivederlo in campo è la soddisfazione di giornata. Piccola.
Lamesta: rileva Cannistrà, prova a spaccare in accelerazione. Prova.
Mister Scazzola: concreto e con esperienza in materia. Ha accettato il tuffo nel girone dei dannati. Ieri ha capito che per salvare questa squadra deve prima redimere chi sbaglia.




