scritto da Redazione Online Giu - 7 - 2018 TAG:

di Cesare Raimondi – Finito. Anche la quarta edizione del torneo è in soffitta. Siamo stati bravi, ha funzionato tutto alla perfezione. Solo qualche attimo di panico per la cerimonia di premiazione. Siccome è un non torneo, c’era anche un non premio. Mi spiego. Loris Burgio con indosso l’uniforme di gala delle guardie zoofile di Fare Ambiente, arriva in perfetto orario e con la targa che ha realizzato per il vincitore. Tutti d’accordo, il premio andrà ai genitori di Gianluca. Loris Burgio ha appunto indosso l’uniforme delle guardie zoofile di Fare Ambiente, perché è una guardia zoofila. Ed è per questo che lo avvisano: un cane è rimasto intrappolato ad Alseno, serve il suo intervento.
Noi intanto cominciamo. La competizione prevede 3 squadre. Si scontreranno tra loro in 3 partite totali, suddivise in 2 tempi da 15 minuti ciascuno. Per gli amanti delle statistiche: 90 minuti di calcio attivo. Molti dei partecipanti non li hanno messi nelle gambe in 4 anni.
Prima partita: amici storici contro amici storici. Entro in campo con la squadra degli amici storici che conosco meglio. Sono un infiltrato. Una wild card griffata Perdoni, mi aprì le porte ad uno dei circuiti calcistici più esclusivi. Ancora oggi godo di quei privilegi.
Maglia azzurro tenue (i lavaggi) per la formazione 1, maglia rossa con finimenti blu per la formazione 2. L’arbitro è in rosso. Non ci stava più dentro. Voleva inaugurare la divisa creata dagli stilisti del CSI per la stagione 2018-19. Lo hanno quindi coinvolto parecchie volte, passandogli palla. Seppure non ne abbia sprecate, mostrando buona attitudine al gioco, il risultato non può dirsi falsato. Vincono i rossi, meritatamente.
Loris, non c’è ancora. Ci sarebbe piaciuto premiare il vincitore, prima che ci fosse un vincitore. Ci sarebbe piaciuto anche per “liberare” la mamma di Gianluca. Penso che il calcio, non sia la passione principale. Comunque è rimasta volentieri. E ho visto che ha un bel sorriso, le dona.
Partiamo con la seconda partita. La formazioni amici storici in rosso finiti in blu, affronta gli amici storici in nero con accessori bianchi. Non c’è storia neanche qui. Quelli rossi sono i meglio assemblati e si impongono.
La terza, per quanto ininfluente ai fini della classifica finale, è partita vera. In campo i quasi bianchi, contro i neri. Cosa mancava per rendere la competizione, una vera competizione?
Le divise c’erano, l’arbitro anche, il pubblico pure. Letteralmente eravamo nello stadio. Ma mancava qualcosa: l’infortunio.
Purtroppo è serio: tendini. Lo si era temuto. Gianmarco, mostrando la personale cicatrice, lo aveva dato per certo.
Non ci conosciamo, non posso neanche dedicargli un “Mario (nome di fantasia) non mollare”. Certi di recuperarlo per il prossimo anno, gli siamo vicini.
Lo spettacolo non si ferma, vincono gli slavati. La nota più significativa è che per la prima volta nella storia del torneo, viene assegnato un calcio di rigore. L’assegnazione però è a una condizione, che lo calci Marchino.
Il bomber è in panca, ma non si sottrae alla chiamata. Come si dice in questi casi, il portiere compie una prodezza. L’appuntamento con il goal è solo rimandato di un anno. Perchè Marco è uno dei simboli della manifestazione, sempre il primo a rispondere presente.
Arriva Loris, c’è la premiazione. Sulla targa il Gian stringe felice un Gugol semi-cucciolo. E invita a “Fare il vostro/nostro gioco”.
Anche noi siamo felici. E’ stato bello. Forse solo Mario (nome di fantasia), ha qualche dubbio in proposito.

scritto da Redazione Online Giu - 7 - 2018 TAG:

Commenta

Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di corrierepadano.it.
Se sei già nostro utente altrimenti Registrati