Perché la cabala non serve, ma se la curi, poi devi adattarti

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Mercoledì ore 14.30. Orario scomodo per poter essere allo stadio, ma comodissimo se puoi andarci. Parcheggi vicino, zero coda agli ingressi e senti leggere le formazioni anche in Rettilineo. Da Gozzano qualcuno è venuto, da Piacenza anche, le squadre ci sono: si può cominciare. Forse perché è presto, forse perché stavano aspettando la neve, a giocare si comincia nel secondo tempo. A dirla tutta, non va proprio così. Anche nel secondo si è giocato poco. Chi legge i numeri, garantiva che il Gozzano non aveva ancora perso in trasferta. In effetti ci sanno fare in difesa. E in trasferta fanno solo difesa. Il Piacenza, ridisegnato per l’occasione da Franzini, intuisce lesto che sarà dura. Quelli di fronte non passano la metà campo. Si arriva all’intervallo senza che i portieri abbiano visto il pallone. La novità di inizio ripresa è che piove. Si emigra quindi da Rettilineo a Distinti. Cerco il posto. Non quello libero, quello che porta bene. Come scritto sopra, liberi ce n’erano parecchi. Vedo Pozzi mentre Corradi si prepara per una punizione. Pozzi è laconico: “Da lì segna”. E Corradi segna. Il problema posizione sarebbe risolto. Però mettersi dietro al bandierone nero, in uno stadio vuoto, è masochismo puro. Si cambia ancora. E il risultato ne risente. Gozzano non aveva mai tirato in porta. Ci pensa Di Molfetta ad aiutarli. Comodo tocco a fil di palo e siamo daccapo. I biancorossi hanno uno scatto d’orgoglio. Attaccano si, ma senza lucido. Per fortuna l’arbitro punisce con rigore, la stupidità di un fallo nell’area gozzanese. Ho il tempo di correre da Pozzi (perché la cabala non serve, ma se la curi, poi devi adattarti) che Ferrari trasforma spiazzando. Gli ultimi minuti servono a Fumagalli, per trovare nuovi amici in provincia di Novara. A Sylla e Cauz per entrare in campo. A me per capire che le parole di Roberto Pighi, sono state completamente travisate. Il vice presidente ha detto: “Il Piacenza è Ferrari”, e non “il Piacenza è una Ferrari”.

I protagonisti:

– Franzini aveva voglia di vincere. Quella corsa in mezzo al campo per velocizzare la ripresa del gioco, lo dimostra. Gli mancava quella di sostituire.
– Matteassi ha compiuto gli anni e magari il regalo ce lo compra lui.
– Fumagalli è tornato alla settimana enigmistica. Nel finale ha sfogato tutto il repertorio teatrale di cui è in possesso.
– Barlocco ne ha sbagliata qualcuna cui non sono abituato.
– Di Molfetta mette dentro la sua porta un traversone pericoloso. Sfortuna si, ma è sembrato un tocco da attaccante, non da difensore.
– Porcari ha giocato titolare. Da quando è arrivato un Porcari in sede, si sente più coinvolto.
– Bertoncini era uno dei due centrali, ed è difficile formare giudizi su di loro. Le palle alte le hanno prese tutte. I minuti in affanno li hanno vissuti tutti. Noi con loro.
– Pergreffi era l’altro centrale, oltre che capitano.
– Sestu aveva poco di quel tocco morbido che gli serve per i traversoni.
– Della Latta bene fino al rigore, poi è andato in riserva.
– Ferrari è un centravanti. In due partite, senza godere di occasioni create dalla squadra, è diventato bomber.
– Corradi ha calciato basso la punizione e ha avuto ragione. Nell’ultimo scorcio di gara la ragione lo ha abbandonato. Era stanchissimo.
– Terrani salta bene l’uomo. Manca solo l’uno per arrivare al suo numero di maglia.

Sono entrati:
– Nicco che era il momento adatto per prendere un giallo, ma lo ha evitato
– Cauz che si disimpegna da centrale.
– Sylla che serve al Mister per rinfacciarmi che comunque lui 3 cambi li ha fatti.

Ps: se sembro troppo critico, è solo perché sono felice. Non c’è gioco a manifestarlo.

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