Partito Democratico dilaniato,
tutti contro tutti anche a Piacenza

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bersani-triste-1Le ventilate dimissioni anticipate del segretario provinciale Vittorio Silva, l’attacco ai renziani al grido di “traditori”, le presunte lacrime di Pierluigi Bersani (smentite dalla moglie Daniela Ferrari), il gruppo giovani che appende ai muri della sede uno striscione di solidarietà al segretario nazionale, le anime interne al partito che ormai non si contano più (dicono almeno sette). Altro che stracci volano al Partito Democratico. La resa dei conti annunciata sembra essere solo agli inizi dopo gli strascichi delle elezioni del Presidente della Repubblica.
Piacenza riflette più di ogni altra realtà quanto accade a via del Nazareno a Roma, sede nazionale del partito: vuoi per la presenza di Bersani, vuoi per quella di Roberto Reggi, (ex) braccio destro di Renzi. Dire che il Pd oggi è spaccato significa solo semplificare: in realtà a furia di metterci delle pezze, qualche incollatura qua e là, oggi rischia di franare tutto.
Con un’espressione piuttosto eloquente, ci ha pensato il vicesindaco Francesco Cacciatore a definire al meglio la situazione: “E’ il caos totale”. Nessuno ormai può far finta di nulla. Anche la parlamentare Paola De Micheli, bersaniana ma finora sempre equilibrata nelle dichiarazioni, sembra aver perso le staffe. “Ho ancora addosso i segni del tradimento di colleghi democratici che hanno utilizzato l’elezione del Capo dello Stato per indebolire il quadro istituzionale e andare alle elezioni. C’è chi ha voluto anticipare il congresso per tentare la scalata. In entrambi i casi condanno con sdegno questo atteggiamento”. Su Matteo Renzi non è per nulla tenera: “Rappresenta una persona che attraverso strumenti non condivisibili ha tentato di destabilizzare un percorso istituzionale che ci ha portato al Governo. E questo per correre alle elezioni che significa fare il male degli italiani, non del Pd. Non consentiremo a nessuno di destabilizzare questo quadro. Respingeremo l’attacco”. Scissione in vista? “Potrebbe accadere di perdere qualche pezzo in Parlamento, perché c’è un nodo non sciolto. Una parte che vuole vivere di rendite di minoranze”.
Il precipizio è arrivato nello scorso fine settimana quando il voto su Franco Marini prima e Romano Prodi poi ha reso manifeste le inconciliabilità presenti all’interno del partito. Ma la voglia di abbandonare la sella del Pd, Silva ce l’aveva da tempo, figuriamoci ora che il segretario si ritrova in mano un partito sbrindellato. I bene informati giurano che Silva avesse intenzione di lasciare il partito entro l’estate, prima della stagione congressuale che, prima di qualche giorno fa, era ipotizzabile nel prossimo autunno. Ora le accelerazioni degli eventi potrebbero indurre i vertici ad anticipare le scadenze, come viene chiesto da più parti. “Dimissioni? Per adesso no – afferma Silva – spero solo che il momento della mia successione arrivi presto”. Prima o dopo è certo anche questo: il suo mandato è agli sgoccioli. Qualcuno gli rinfaccia degli errori. Vista la classe da 7 in condotta che aveva di fronte, si guadagna un’assoluzione con formula piena se non altro per la pazienza con la quale ha sempre tamponato le frizioni. E vuoi che nella bagarre non ci fosse in mezzo quel Gianburrasca di Reggi. Certo che c’era. Eccome. Dice, forse con un ghigno, che “per Bersani gli dispiace umanamente, non meritava questo destino”. E poi aggiunge: “Ma questa fine era prevedibile, non paga errori suoi, ma i consigli sbagliati del gruppo che ha intorno, il “tortello magico”, che va da Maurizio Migliavacca a Vasco Errani. Non sono ovviamente contento di aver avuto ragione, perchè di mezzo ci sta andando l’Italia, e non sento di dovermi prendere rivincite su chi ha osteggiato me e tutti i sostenitori di Matteo Renzi: sulle macerie non si costruisce, adesso c’è bisogno del contributo di tutti. A parte ovviamente coloro che ci hanno portato a questo punto”.
Anche prima di conoscere l’esito dell’assemblea provinciale (di mercoledì, ndr), del resto, i pronostici erano tutti dello stesso tenore: voleranno gli stracci.

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