
A Gragnano col meteo è andata peggio. A Trieste è venuta solo acqua, molta acqua. Ne era scesa una bella misura anche lungo la E70. Il dibattito sulla praticabilità del campo lo abbiamo affrontato. Siamo arrivati in fondo perché la gita prevedeva il tavolo prenotato da Zanolla. Ne è valsa la pena. L’ex numero nove di GiBi ci ha sfamato, dissetato e intrattenuto. Giudizio complessivo: molto buono, menzione speciale per il mollusco d’antipasto, la bottiglia di Edy Keber e il racconto che vede lui e Tarcisio Burgnich primi cugini. Per sapere chi era Burgnich serve, almeno, essere tra chi intravede “Quota 100”. Allo stadio si arriva con le squadre pronte al calcio d’inizio. I biancorossi sono loro, ma ci metto un po’ a metabolizzarlo. La pioggia passa da normale a intensa in dieci minuti. Quelli che bastano all’Unione Triestina per insaccare. Il Piacenza deve recuperare, col prato che rasenta il collasso. Impossibile. Quelli avanti si dannano per inventare, l’acquitrino li blocca. Quelli dietro pregano che i rinvii non si piantino nell’acquitrino. L’unica situazione chiara della prima frazione è che loro vincono e noi perdiamo. Trieste ha avuto qualche mezza occasione in più. Del resto è più semplice giocare in posizione di vantaggio col campo zuppo. Comincia il secondo tempo, esce il sole. Ci sistemiamo d’assetto. Fuori la mezzala, su’ i terzini per un centrocampo infoltito. Un minuto e i padroni di casa hanno la palla per chiudere. Esce. Vedo un rigore per i ragazzi alabardati, ma l’arbitro, piazzato meglio, glissa. Vedo anche i cambi “blasfemi”. Fuori Cacia e Sestu, dentro Paponi e Sylla. Giuro di aver pensato che il Mister stesse cercando l’esonero. Invece: Paponi ne mette dentro due, Sylla uno. Con la grassa pesca nel golfo, tutti sono diventati più accomodanti. La dirigenza è soddisfatta, i tifosi non parliamone. Franzini è tranquillo. Lui Burgnich lo conosce.
Protagonisti:
Bertozzi: proprio bene, ma sul goal preso gli daranno torto. Prova due accartocciate per perdere tempo e l’arbitro lo richiama. Il calcio non è più il mondo di Fumagalli
Zappella: nel primo tempo è giovane e offre brividi con palloni giocati di piatto nel pantano. Nel secondo è giovane e offre due cross a Paponi.
Imperiale: ci vedo Sardo. Altri tempi, ma non serve anzianità.
Pergreffi: la sua disciplina è sciabola. Se introducono machete è pronto.
Milesi: a me è piaciuto molto.
Bolis: mi sono accorto che c’era, quando gli ha dato il cambio El Kaouakibi. Di El Kaouakibi posso dire la stessa cosa. Fisionomie ancora poco familiari.
Sestu: l’ho visto benissimo. Esce per Sylla che si vede ancora di più.
Nicco: Sta trovando passo posizione ed è già “bisioso” come gli piace essere. Gli subentra Marotta nel recupero.
Cacia: tanto sacrificio, tanta doccia, pochi palloni. Giocabili è aggettivo ridondante. Entra Paponi, arrivano due cross e due volte si riempie la rete.
Cattaneo: è nuovo, ma lo riconosco. Gli riesce poco nella mota. Il mister lo rimpiazza con Giandonato ed anche qui ha ragione.
Corradi: niente, è buono. Grande idea tenerlo.
Franzini: nei boschi sopra Vernasca, stanotte si sentiva urlare. Sembrava gioia.




