
Giuseppe, Beppe per tutti, De Gradi non ha bisogno di presentazioni. L’essenza del centrocampista che con i piedi sapeva fare ogni cosa. Anche scrivere.
Beppe ricordo i vecchi che avevo vicino allo allo stadio. Quando toccavi palla, si davano di gomito e dicevano: “E’ come Antognoni”. Sapevi di questo accostamento?
Ramaccioni mi portò al Perugia. Il giorno dopo uscì un articolo, con la mia foto accostata a quella del numero 10 fiorentino. Fecero un buon lavoro di ricerca, perché la postura era uguale. Solo quella però.
Beh no, c’era anche altro. Non per niente gli svizzeri, dopo aver visto lui all’opera, ti hanno chiamato.
Sono stato qualche mese a Bellinzona. Il tempo di chiedermi perché mi avessero voluto. Era un calcio dove andavano come spie, con spazi per la qualità davvero ridotti. Adesso le cose sono migliorate da loro, peggiorate da noi. Il margine non sarebbe così traumatico.
A proposito di gente nota, qualche giorno fa ho sentito Di Nicola. Ha detto che usciva spesso con Paolo Rossi. Io ero in classe con Paolo Rossi. Tu però hai giocato con “quel” Paolo Rossi.
Arrivammo insieme in Umbria, io giovanissimo, lui affermato. Fu l’anno degli arresti allo stadio, il primo calcio scommesse. Nel giro di una stagione passai dal militare in una squadra simpatia, che lottava per i primi posti della massima serie, a una squadra penalizzata e compromessa.
Quello che è capitato qui qualche anno dopo. Toglimi una curiosità: ma Novellino, tuo vicino di panca per tanti anni, lo hai conosciuto a Cremona?
No, facevo le giovanili, lui era in prima squadra. Ci si incrociava agli allenamenti, ma lo conobbi a Perugia. Il ritrovarsi a Piacenza innescò la lunga e proficua collaborazione.
Torniamo a Piacenza. L’ultima partita della stagione 84-85 è con la tua Spal. Sappiamo che verrai a giocare da noi, quando esci lo stadio ti applaude. Roba d’altri tempi?
Lo sapevano anche a Ferrara del mio prossimo trasferimento. Tanto che qualcuno nello spogliatoio, non voleva fossi in formazione per quella partita. Galeone si impose e giocai regolarmente.
Di biancorosso vesti per 3 anni. Il primo sei insostituibile. Le giochi tutte, compreso il torneo Anglo Italiano. In quelli successivi le presenze calano. Colpa di Roccatagliata?
Davvero ero insostituibile? Strano, in carriera mi è successo poche volte. Nel calo presenze Alessandro non c’entra. Semmai era il credo del “Titta” (Rota) che non prevedeva troppi centrocampisti di impostazione. E uno era già troppo. Poi l’ultimo anno avevo guai a un ginocchio. Saltai la preparazione. Al Mister la cosa non piacque.
Il goal con la Reggiana te lo ricordi?
Molto bene. E quanta gente c’era allo stadio? Spiace constatarlo, ma c’è una bella differenza tra ieri ed oggi.
Adesso sei osservatore per la Sampdoria. Mi fai un nome per l’acquisto imperdibile?
Li ho segnalati alla Samp. Dovresti chiederli a loro.
Allora facciamola generica. Serve qualcosa al Piacenza?
Secondo me dietro sono un po’ pochi. Davanti non so, Sylla potrebbe essere la carta su cui puntare. Comunque siete in buone mani, Matteassi l’ho allenato da ragazzino.
Dietro abbiamo ufficializzato Bachini. Non l’ho mai visto, è buono?
E’ un giovane di grande potenziale. Adesso è il suo momento, deve dimostrare di essere grande coi grandi.
Lasciami un pronostico secco per Pontedera – Piacenza. Cosa metto 1, X, o 2 ?
Andiamo a vincere.
Posso chiederti se hai una maglia piacentina?
Non ho tenuto il conto, ma è la domanda cui ho risposto di più in assoluto. Il picco l’ho vissuto a Genova. Le richieste erano così pressanti che Marotta, a fine mese, presentava il conto a tutti i tesserati. Non ho mai tenuto maglie per me.
Mi accontentavo di una foto, comunque grazie Beppe. Ci vediamo allo stadio e osserviamo.




