
La prima volta che ho messo piede “Da Ginetto” era inverno, faceva particolarmente freddo. Mi è capitato di essere nei paraggi all’ora di pranzo. Almeno una decina di auto erano posteggiate davanti al locale insinuando il sospetto del tutto esaurito. Fortuna volle che, mentre raggiungevo l’ingresso, quattro persone dall’aspetto satollo, uscivano per avviarsi alle auto.
Entro e Ginetto, come mi vede, si avvicina e con un tono squillante mi invita a prendere posto: “Un attimo e libero il tavolo”. Dopo pochi minuti, si ripresenta per declamare il menù del giorno: “Pisarei, tagliatelle al ragù ed è rimasta ancora una porzione di lasagne alla bolognese…Di secondo coppa arrosto, scaloppine di pollo ai funghi porcini e costine al vino rosso. Patate al forno, insalata mista, con cipolla se vuole, e spinaci al burro”. Opto per i pisarei, le scaloppine ai funghi porcini e l’insalata con la cipolla. Bevo un bicchiere di Gutturnio frizzante della Cantina Valtidone e acqua naturale.
Il servizio è veloce e molto cordiale. A Vera, che sta in cucina, Ginetto passa le comande alla voce ed altrettanto fa Vera: “Pronte le tagliatelle…”. Un ambiente davvero famigliare. Naturalmente sono tornato altre volte ed ho ampliato la conoscenza della cucina di Vera: fatta di buone materie prime, piatti semplici della tradizione ed una tecnica collaudata. Il menù è stagionale, nel tempo ho avuto modo di apprezzare le lasagne alla bolognese, i cannelloni ricotta e spinaci, il roastbeef, il cinghiale in umido e la trippa da non perdere. Poi i dolci davvero superlativi: crostate imperdibili, ed ancora la torta di mele, pere e cioccolato, tiramisù e la panna cotta.
Prezzi molto onesti, pranzo di lavoro: primo piatto, secondo con contorno, bicchiere di vino e caffè 15 euro. Aumentando le portate il costo sale restando comunque molto economico.




