Con Greta e con le Sardine

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Il 2019 sarà ricordato, presumibilmente, come l’anno del ritrovato protagonismo dei giovani. Un protagonismo, naturalmente, mai affievolitosi del tutto e mantenuto in vita da iniziative tanto apprezzabili quanto coraggiose. E’ il caso dell’associazione Città dell’Uomo che, nella sua diramazione piacentina, è appunto animata da giovani. Il sodalizio fondato a suo tempo da Giuseppe Lazzati (1909-1986), esponente di punta del cattolicesimo democratico italiano, è stato fondato a Piacenza da tre giovani amici (Angela Fugazza, Gianluca Bariola, Francesco Perini) i quali – reduci da una bella esperienza vissuta in occasione delle comunali 2017 – hanno pensato di mantenere accesa la fiaccola dell’interesse e della partecipazione politica nei giovani. “Offrire strumenti per aiutare il laico-credente a ‘pensare politicamente’ da cittadino maturo” lo scopo dell’associazione. “Ci siamo resi conto – così spiegava Angela Fugazza (origini venezuelane, a Piacenza dal 2007) un anno fa – dopo aver preso parte alla campagna elettorale per le amministrative al fianco di Paolo Rizzi, di quanto i giovani (e anche le donne, spiace dirlo) fossero disinteressati, totalmente apatici nei confronti della politica, come se la politica non li riguardasse. Da qui l’esigenza – archiviata la corsa elettorale – di continuare a fare politica comunicando, informando, coinvolgendo. Con l’obiettivo di formare politicamente e culturalmente i cittadini attraverso incontri, scambi di opinione, testimonianze. Senza connotazione partitica, ma tenendo fermi i nostri punti di riferimento che sono la Costituzione e il Concilio vaticano secondo”

Angela Fugazza


Bene, è passato un anno. Che cosa è successo, Angela, in questi dodici mesi?
“Quest’anno è stato bellissimo perché ha dimostrato la forza che hanno i giovani. La pioniera è stata Malala nel 2013 e adesso mi sembra che i giovani non abbiano più paura di alzare la voce”.
Cosa pensate di Friday for Future e del movimento delle Sardine?
“Siamo vicini ai ragazzi di Friday for Future. Del resto, uno dei referenti piacentini è Francesco Perini, co-fondatore della nostra associazione. Per quanto riguarda le Sardine, si tratta di un’iniziativa partita dai giovani e aperta a tutti: non può che piacerci: l’unica paura consiste nell’incertezza della proposta: identificare il ‘nemico’ (la cosa che fa benissimo la controparte) non basta. Cosa non siamo e non vogliamo è chiarissimo, più difficile dire che cosa siamo e vogliamo essere. Insomma, una volta a casa, per chi voto? E’ difficile trovare qualcuno che mi rappresenti. Insomma, temiamo un po’ l’effetto ‘piazze piene urne vuote’. Ecco, io vorrei che tutta quella gente che è scesa e continua a scendere in piazza, abbia poi gli strumenti adeguati per votare in modo consapevole, non accontentandosi del meno peggio”.
Condividi i punti programmatici delle Sardine?
“Sono punti molto generici, rappresentato un po’ tutti. Mattia Santori è stato molto bravo, ha utilizzato un modo corretto di fare comunicazione ma ora non deve commettere lo sbaglio di ‘scendere’ in politica. Le Sardine, secondo me, devono continuare a stare in piazza, manifestare, raccogliere dati, capire cosa vuole la gente”.
Quali sono per voi di “Città per l’Uomo” i temi prioritari?
“Il clima è un’urgenza che non si può più dissimulare, né tantomeno nascondere. Greta è apprezzabile perché ci sta mettendo la faccia: i movimenti sorti dal suo esempio ci stanno rendendo la vita più semplice. Prioritarie, inoltre, sono per noi il contrasto alle diseguaglianze sociali, il tema dell’immigrazione, la disoccupazione giovanile”.
Piacenza, in questo senso, è un’isola felice?
“Certamente, il 44° posto nella classifica della qualità della vita non lo vedo molto indicativo. A Piacenza si vive bene, la gente può esprimersi liberamente. E non credo sia una città triste come dicono in tanti, io eviterei i termini negativi. Certo, vanno valorizzati i centri di ritrovo alternativi, e la città non offre le occasioni di Milano e neanche di Parma, ma io mi ci trovo molto bene. Penso sia una città molto accogliente”.
Tu hai un vissuto particolare, indubbiamente. I tuoi genitori vivono ancora in Venezuela. Come è la situazione oggi? I media non ne parlano più.
“Il problema è che anche là non si sa nulla. Sembra che Maduro di recente abbia sventato un tentativo di rivolta militare, ma c’è silenzio, la gente non capisce cosa sta succedendo. Sappiamo solo che la situazione, anche dal punto di vista sociale e sanitario, continua ad essere drammatica”.
Vedi Piacenza con occhi diversi rispetto ai piacentini, si può affermare che sia una Città dell’Uomo, come auspica il nome della vostra associazione?
“Noi ci siamo posti obiettivi a lungo termine, una decina di anni diciamo. Puntiamo alla formazione delle generazioni future. Ci siamo resi conto che i giovani hanno voglia di cambiamento e per questo stanno riempiendo le piazze. Però la formazione e gli strumenti sono importanti. Noi abbiamo l’ambizione di formare, non diamo indicazioni di voto, non ci sentiamo rappresentati da nessun partito. Vogliamo però creare discussione e riflessione, fornire gli strumenti critici per fare in modo che ognuno poi voti in maniera consapevole, con la sua testa. Fornire la platea per discutere di politica, per favorire la discussione, senza però metterci noi in cattendra ma invitando esperti della materia”.
Su cosa vi siete soffermati nel 2019?
“Abbiamo organizzato meno eventi rispetto all’anno precedente, ma con più sostanza. Con l’associazione Libera abbiamo organizzato la presentazione del libro “Rosso Mafia”, con i ragazzi del Volt di Parma abbiamo promosso un approfondimento in vista delle elezioni europee. Cerchiamo sempre collaborazioni, fare rete è fondamentale e anche per il 2020 manterremo il contatto con queste associazioni”.
Quale deve essere, per voi, il ruolo del cristiano nella polis?
“Le nostre radici affondano nel pensiero cattolico-democratico. Il nostro è tuttavia un percorso aperto, laico, che si rivolge a un bacino di giovani più ampio rispetto al nostro ambito di provenienza”.
Come vedi la situazione in Emilia Romagna?
“Bonaccini ha governato bene eppure rischia di non essere rieletto perché molta gente non se n’è accorta. Molti sono disposti a votare Borgonzoni nonostante non proponga niente per l’Emilia Romagna, un riflesso condizionato alla ricerca di un non meglio precisato cambiamento: cambiare per cambiare, anche in peggio se necessario. Perché? Non me lo spiego. Certo, il vento è quello e non è un problema solo italiano. Osserviamo gli Stati Uniti: dopo aver avuto Obama come presidente ora si stanno riscoprendo razzisti”.
Esiste ancora la distinzione tra destra e sinistra?
“Guarda, le differenze non sono così forti. Ci sono amministratori di centrodestra moderati che stimo moltissimo – soprattutto a livello locale – con cui ho moltissimi punti in comune. Qualche distinguo sul sociale, forse, ma ci sono temi comuni per tutti. Il razzismo? Non è certo di destra o di sinistra, è una questione di civiltà”.

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