Il girone di andata si è concluso in maniera trionfale per l’UCC Assigeco Piacenza, che grazie alla vittoria su San Severo ha conquistato lo storico pass per le Final Eight di Coppa Italia. Quale momento migliore dunque per analizzare la cavalcata trionfale dei biancorossoblu di questa prima parte di stagione, attraverso la consueta rubrica Corner Stats?

SOTTOSOPRA – Il cammino dell’Assigeco Piacenza fin a questo momento risulta quasi diametralmente opposto a quello della stagione 18/19: nelle prime 13 partite dello scorso anno infatti il bilancio fu di sole 4 vittorie a fronte di 9 sconfitte. Oggi invece i successi della squadra di Ceccarelli sono già 8: mantenendo lo stesso ritmo nel girone di ritorno i Playoff (toccando ferro) sarebbero una certezza.
LA CHIAVE DIFENSIVA – Se l’attacco è leggermente calato (con 75.4 punti a partita Piacenza è terzultima nel girone Est), è la difesa a rivelarsi la vera chiave di volta dell’ascesa della squadra: sono solo 76.2 i punti subiti, che fanno dei biancorossoblu la quarta retroguardia assoluta. Nello stesso periodo un anno fa furono ben 80.4.
SENTENZE A GIOCO FERMO – Uno dei più grandi difetti della versione 1.0 della gestione Ceccarelli fu l’amministrazione dei tiri liberi; problema quasi totalmente risolto in questa stagione grazie al 78% di squadra che fa dell’Assigeco la regina del girone dalla lunetta.
3 VALE PIÙ DI 2 – L’unico elemento di continuità con la stagione scorsa è senza alcun dubbio l’affidarsi con continuità al tiro da 3. Anche in questo caso Piacenza occupa la prima posizione in graduatoria con 29.2 tentativi dall’arco, convertiti nel 33% dei casi.
UNA STAGIONE SANTI-SSIMA – Vero, l’Assigeco deve molto della sua classifica alle magie nel finale di Jazz Ferguson e all’impatto di Mike Hall, ma il nucleo italiano si sta rivelando fondamentale domenica dopo domenica. La sorpresa più lieta è senza dubbio Marco Santiangeli, che pare ritrovato rispetto alla stagione opaca con Roma. “Santi” sta vivendo, numeri alla mano, il momento migliore della sua carriera con 15.5 punti realizzati a partita (career high). Ma non è finita qui: rispetto al 18/19 sono migliorate spaventosamente la percentuale ai liberi (78% contro 62%) e la media minuti in campo (33.7 contro 24). È stato più che doppiato, infine, il massimo stagionale: l’anno scorso segnò al massimo 13 punti (in 4 occasioni), in questa stagione ne sono già arrivati 27 contro Roseto.
JAZZ AL MASSIMO VOLUME – Anche Jazz Ferguson sta riscattando in maniera perentoria la sua stagione veronese: ben oltre i tre canestri decisivi contro Poderosa, Imola e Ferrara, la point guard si sta confermando come il leader offensivo e carismatico che il GM Bausano cercava da tempo: viaggia a 19.5 punti di media (4° a Est) in 35.8 minuti (4°) con una valutazione media di 21.0 (anche in questo caso 4°).
GETTONI VINCENTI – Arrivato a Piacenza quasi per caso, con un contratto a gettone, dopo l’inaspettato infortunio di Ogide, Mike Hall è diventato nel tempo quasi insostituibile per coach Ceccarelli. La partita decisiva contro San Severo porta la sua firma e più in generale in queste 10 partite ha elevato i biancorossoblu a top team del girone. Ad oggi è il dodicesimo marcatore del girone con 16.6 punti di media e il terzo rimbalzista con 10.2 carambole catturate a partita. Il buon vecchio Mike rimane una conferma assoluta di questa categoria.
ANDY, CHE RIENTRO! – Lo sfortunato infortunio con Mantova sembra non esserci mai stato: Andy Ogide dal suo rientro sta vivendo un periodo di forma straordinario; nelle 5 partite dal suo rientro infatti sta viaggiando a 19.4 punti di media e quasi 6 rimbalzi, dimostrando di potersi trovare alla perfezione anche con uno come Hall.
IL LAVORO OSCURO DI MOLINARO, PICCOLI E GASPARIN – Impossibile non citare tre ragazzi che sin dall’inizio hanno contribuito con le piccole (ma grandi) cose ad aumentare l’amalgama dei biancorossoblu. Lorenzo Molinaro dopo un inizio difficile si sta dimostrando un eccellente protettore del ferro e abile in attacco a farsi trovare pronto sugli scarichi dei compagni.
Giovanni Gasparin ha raccolto al meglio l’eredità dell’infortunato Jazz Ferguson, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, una grande sicurezza nel suo playmaking.
Matteo Piccoli continua invece ad infiammare i tifosi del PalaBanca con la sua intensità difensiva, quella intensità che domenica, nella partita più importante, è servita a limitare di parecchio l’efficacia di un giocatore fuori categoria come Tre Demps.




