
Lo “University Sports Day” a Piacenza si è confermato come una delle esperienze più
significative nel rapporto tra università, città e territorio, non soltanto per la dimensione
sportiva in senso stretto, ma per la capacità di costruire, attraverso lo sport, una trama
condivisa di relazioni, accesso e partecipazione che ha attraversato atenei differenti e ha
restituito un’idea di comunità accademica più ampia e porosa.
L’appuntamento, giunto alla sua terza edizione e collocato all’interno del calendario di
“Vivere Piacenza”, si è svolto venerdì 8 maggio negli spazi dell’Area Sport InCampus in
via dell’Anselma, a ridosso dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con avvio fissato alle
8:45 e una continuità che si è protratta fino alla sera, in una scansione che ha alternato
competizione, incontro e socialità. L’evento è nato dentro una cornice istituzionale ampia,
che ha intrecciato il Comune di Piacenza con EduCatt, ER.GO, il CSI di Piacenza, CSV
Emilia e il Tavolo comunale dei rappresentanti universitari, a cui si è affiancato un sistema
di realtà giovanili e associative che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione
operativa e simbolica della giornata. La partecipazione ha coinvolto 152 studenti
provenienti dai diversi percorsi universitari attivi in città, dall’Università di Parma al
Politecnico di Milano, passando per l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il
Conservatorio Nicolini, in una composizione che ha restituito con immediatezza la natura
plurale del sistema accademico piacentino. Dentro questo intreccio, lo sport è diventato
linguaggio comune, spazio neutro e al tempo stesso denso di significati, capace di mettere
in relazione appartenenze diverse senza cancellarne le specificità.

Sul piano delle attività, la giornata si è articolata attraverso tornei di calcio a 5, pallavolo e
basket 3 contro 3, con squadre miste e un arbitraggio garantito dal CSI, ma si è aperta con
altrettanta intensità a pratiche sportive inclusive, che hanno trovato espressione nel baskin
e nel sitting volley grazie al contributo di realtà come Piacenza Baskin Club e Volley
Academy Piacenza. Accanto al campo sportivo, la giornata si è sviluppata lungo una
traiettoria che ha incluso volontariato, salute e cittadinanza attiva, con la presenza di
sportelli e associazioni che hanno trasformato il campus in un luogo attraversato da
opportunità diverse. La diffusione della YoungER Card, le attività di Orientagiovani e
Piacenza Talenti, il coinvolgimento del Copresc e la presenza di ADMO hanno contribuito
a costruire un ecosistema in cui lo sport si è intrecciato con percorsi di impegno civile e
consapevolezza sociale. Parallelamente, la possibilità di effettuare visite mediche gratuite
per l’idoneità sportiva, sostenuta da ER.GO, ha introdotto un elemento concreto di
accessibilità che ha rafforzato la dimensione inclusiva dell’iniziativa. La struttura
organizzativa e logistica si è completata con il presidio sanitario della Croce Rossa Italiana
e con il contributo tecnico di Macron, mentre la chiusura della giornata si è concentrata nel
tradizionale Terzo Tempo, che dalle 17 alle 21 ha trasformato il campus in uno spazio
informale attraversato da musica, ristoro e socialità, fino al momento delle premiazioni
serali con coppe del CONI e medaglie dell’AVIS.
Il significato complessivo dell’evento si è chiarito anche attraverso le voci istituzionali e
accademiche che ne hanno accompagnato la presentazione, da Francesco Brianzi a
Mario Dadati, insieme ai rappresentanti di CONI, CSI ed enti universitari, in una
convergenza che ha restituito l’immagine di una progettualità condivisa, nella quale sport,
formazione e territorio non sono stati pensati come ambiti separati, ma come dimensioni
interdipendenti di una stessa esperienza urbana. In questo quadro, lo University Sports
Day si è configurato sempre più come un dispositivo di connessione tra università e città,
in cui il campus non è stato solo luogo di studio ma spazio attraversato da pratiche
collettive, mentre lo sport ha assunto il ruolo di grammatica comune attraverso cui studenti
e istituzioni si sono riconosciuti.
Accanto a questa dimensione pubblica e interateneo, si è sviluppata parallelamente una
vita sportiva più interna alle comunità universitarie, che ne ha rappresentato quasi il
controcanto quotidiano. Sempre parlando di sport giovanile in università, il Collegio
Sant’Isidoro e la Residenza Gasparini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno
appena terminato il torneo di calcetto Isidoro Cup, che nel tempo ha assunto il carattere di
una tradizione stabile e riconoscibile della vita collegiale. Si tratta di un torneo collegiale
ormai decennale che coinvolge gli studenti del Collegio Sant’Isidoro e che, come da
consuetudine, si svolge nel mese di maggio, diventando ogni anno un appuntamento
atteso dentro la quotidianità della residenza. Qui la scala è cambiata, ma non è cambiata
la sostanza del gesto sportivo, che si è fatto più intimo e insieme più identitario, radicato
nella convivenza e nelle relazioni costruite negli spazi condivisi. L’ultima edizione ha anche
definito una classifica finale che ha dato una forma concreta a questo percorso condiviso,
con All In al primo posto, seguiti da Ac Ciolati, poi Real Madrink, Cuzzo Team e infine
Isidoro United. Le squadre sono nate tra studenti che hanno abitato gli stessi luoghi, le
partite sono diventate appuntamenti ricorrenti che hanno scandito il tempo del collegio, e
la competizione, pur presente, si è trasformata in occasione di riconoscimento reciproco,
in un equilibrio continuo tra gioco e senso di appartenenza non sempre scontata nel
panorama universitario.




