Biogas a Borgotrebbia, “la puzza arriverà fino a Piazza Cavalli”

0

di Roberta Suzzani – «Borgotrebbia non è su Marte, ma a 900 metri in linea d’aria da piazza Cavalli». A pochi giorni dalla serata di confronto con Giuseppe Miserotti, ex presidente dell’Ordine dei Medici che ha illustrato ai cittadini quali conseguenze potrebbe avere la creazione di una centrale a biomasse sulla salute degli abitanti della zona e dell’intera città, il Comitato guidato da Luigi Pagano torna a far sentire la propria voce. Forte e chiara.
In attesa del giudizio del Tribunale Amministrativo Regionale – «Che siamo certi sarà in nostro favore» commenta Pagano forte delle sentenze del Tar delle Marche che in casi simili ha bloccato l’iter di costruzione in virtù delle norme europee – i cittadini di Borgotrebbia, «2500 anime, non proprio due gatti», non abbassano gli scudi. Al contrario, sono più che agguerriti che mai.
Sul banco degli imputati l’Amministrazione comunale, ma non solo. Perché a rimanere sorda alle richieste degli abitanti di Borgotrebbia, alle preoccupazioni per la svalutazione delle case «costruite con sacrifici», ai timori per l’impatto ambientale che una centrale a biomasse e il suo indotto di traffico di mezzi pesanti porterà necessariamente con sé, per i rischi alla salute, per tutte le incognite che si sveleranno solo ad attività avviata, non c’è solo Palazzo Mercanti.
«Non c’è solo il sindaco Paolo Dosi, che, dopo l’incontro pubblico della scorsa estate, ci aveva promesso di tornare a confrontarsi con noi sul da farsi» ricorda Pagano. Non c’è solo un Consiglio comunale che sembra aver ha spento i riflettori sul caso tanto che «alla serata di confronto con il dottor Miserotti, non è intervenuto nessun rappresentante dell’Amministrazione. Solo il Movimento 5 stelle ha partecipato con un consigliere». Non ci sono solo Pronvincia, Ausl e tutti gli enti coinvolti nella procedura di approvazione dell’iter. C’è tutta la città.
«Abbiamo sempre parlato di Piacenza – sottolinea Pagano mettendo ancora una volta i puntini sulle i – e non di Borgotrebbia perché Borgotrebbia non è su Marte. Borgotrebbia è a meno di due passi dalla città, a novecento metri in linea d’aria da piazza Cavalli, a una manciata di centinaia di metri dalla parte storica di Piacenza e le conseguenze le pagheremo tutti. Noi e “voi”. La puzza la sentiremo noi che a Borgotrebbia ci abitiamo, ma anche chi risiede in centro o poco distante non sentirà profumo di rose. Questa decisione è stata presa sopra la testa di tutta la città, non solo le nostre».
Guardata da questa prospettiva, la vicenda della centrale a biomasse, assume per Piacenza un altro aspetto. In molti, ora, cominciano a comprendere che preoccuparsi del proprio orto non è così tanto conveniente se qualcuno costruisce una centrale a biomasse sull’orto accanto. Si comincia a insinuare il dubbio che «oggi a loro, domani a noi?». «Noi, però, lo abbiamo sempre detto», aggiunge il presidente del Comitato.
«Al sindaco Dosi, quando venne qui a spiegarci le ragioni delle sue scelte cercando di convincerci della bontà dei suoi progetti, ho ricordato che lui era il sindaco di tutti e che nel suo programma elettorale aveva messo ben in evidenza l’impegno per il miglioramento della città, a cominciare dalla zona dell’argine. Come si migliora un luogo dando l’ok a un progetto di così grande impatto ambientale?»
Anche l’esempio di Mortizza e della sua centrale «di cui nessuno si è mai lamentato» – come più volte ribadito dal primo cittadino – per Pagano non sta in piedi. «A Mortizza ci sono una manciata di case. Borgotrebbia conta 2500 abitanti. Cittadini che non si sono voluti piegare alle decisioni piombate dall’alto e hanno voluto far sentire le proprie ragioni».
Mentre il ricorso al Tar fa il suo iter – «Abbiamo depositato tutti i documenti il 23 ottobre, aspettiamo le scelte del giuice, ma siamo certi che ci darà ragione» – Pagano torna a bacchettare il primo cittadino.
«Se si preoccupasse meno di quello che accade all’interno del partito e pensasse di più a quello che succede fuori dal Palazzo, si accorgerebbe dello scontento di molti e di come Piacenza stia inesorabilmente scadendo nel peggio. A cominciare dal degrado in cui versano le strade cittadine ormai straripanti di prostitute a due passi dal centro storico».
Cittadini inferociti, deliquenza in aumento e per di più presto arriverà il blocco del traffico. Pare che le “gatte da pelare” per il sindaco Dosi siano aumentate, ma difficilmente questa potrà essere ignorata.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.