All’Albergo Rapacioli di San Michele, alcuni valori della cucina piacentina: i tortelli, al burro e salvia, che non ti aspetti

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MANUEL E LA MAMMA LUCIANA

San Michele di Morfasso è sempre stato la destinazione di una bella gita fuori porta o sede di una breve vacanza a contatto con la natura: il clima temperato d’estate e l’aria pungente d’inverno, uniti ai boschi lussureggianti e dolci panorami, ne hanno favorito l’attrattività.

L’Albergo Rapacioli ne è diventato il centro dal 1970, quando Antonio e Mariuccia Rapacioli iniziarono l’attività.  Cantina e dispensa affidati ad Antonio: la stagionatura dei salumi, tutti prodotti da artigiani locali, la selezione dei vini e dei prodotti dagli agricoltori. In cucina la signora Mariuccia proponeva una autentica interpretazione della cucina piacentina: tortelli, pisarei e fasò, anolini in brodo, tagliatelle ai funghi, arrosti, tra cui petti di pollo farciti, secondo una ricetta ideata in casa, molto apprezzati. Naturalmente d’inverno era la selvaggina, cucinata in umido e servita anche con polenta, a primeggiare sulle tavole. A chiudere il pasto, rustici e casalinghi erano i dolci, tra cui la crostata di prugne preparata con la marmellata fatta in casa.

Ora, a continuare la tradizione di famiglia è la nipote Luciana con il figlio Manuel, difensori convinti del ruolo della montagna come custode di valori. Il loro generoso impegno, assieme a tanti altri abitanti di San Michele, è quello di non disperdere il patrimonio storico e culturale che i piccoli borghi portano con sé.

Oggi l’Albergo Rapacioli è trattoria, bar, pizzeria e tabaccheria. Una proposta che ne fa il centro dell’abitato e buona sosta per i turisti di passaggio. I locali sono stati rinnovati e si caratterizzano per il clima di familiarità che esprimono.

TORTELLI BURRO E SALVIA

Sulle lavagne, appese alla parete principale, si legge chiaramente la proposta del giorno, dagli antipasti ai dolci: salumi e gnocco fritto, tagliatelle alla pasta di salame, tortelli burro e salvia, anolini, salame cotto con lenticchie, roast beef, capriolo arrosto, panna cotta e crostate con marmellate fatte in casa.

C’è una seconda lavagna dove è scritta in bella evidenza una proposta da asporto davvero interessante di pasta fresca: anolini, tortelli, pisarei, chicche, gnocchi, pizzicotti, crespelle, nidi rondine. Il risultato è “ristorante & bottega” una formula che si va espandendo a più livelli, un modo per allungare verso casa il piacere della buona tavola.

CAPRIOLO CON LA POLENTA

Come si vede dai caratteri scritti con il gesso bianco la proposta di Luciana si è evoluta, più articolata e curata nella ricerca delle materie prime: qualità e prossimità.

I salumi son ben stagionati in cantina, gnocco fritto ben cotto e asciutto. Il piatto che a mio parere sale al vertice della classifica, nella sua categoria, sono i tortelli burro e salvia. La particolarità sta nella farina che rende la sfoglia porosa al punto giusto e gradevolmente evocatrice del sapore del grano. (Luciana non ha voluto indicare quale fosse il produttore). Piatto robusto le tagliatelle alla pasta di salame, dai sapori decisi ma ben equilibrati, all’altezza delle aspettative. Il salame cotto con lenticchie ed il capriolo arrosto, due piatti ben riusciti, all’altezza della tradizione della cucina di casa. Per finire una golosissima crostata alla marmellata di prugne ed una panna cotta che sapeva di latte.

Segnalo che il ristorante dispone di una sala adatta a banchetti e cerimonie e di un giardino in cui assaporare le vivande nella bella stagione.

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