
Franzini ti odio.
Avevo già deciso. Trapani sta fuori dalla mia portata. Non sono mai stato in Sicilia, ci vado per un paio d’ore allo stadio? Ragiona, stai a casa. Ce n’erano due in Sardegna quest’anno. Le hai lisciate senza un rimpianto. Franzini ti odio. Lo zero a zero è il peggior risultato che potesse uscire. Quella di Trinacria sarà una finale, una vera finale. Due squadre da 11 in campo, una palla, una terna arbitrale super partes, una stagione intera da decidere in gara secca. Franzini ti odio. Perché vuoi farmi venire a Trapani?
Ieri Franzini e i suoi ragazzi ci hanno portati in finale. Hanno offerto uno spettacolo incredibile alla incredibile cornice di spettatori. La miglior partita di stagione. Quella che il povero Liedholm definiva perfetta: zero errori, zero goal, zero a zero. L’avversario della finale si è dimostrato una bella realtà. Gioca un calcio che con la C sparagnina ha poco da spartire. Ha in rosa interpreti che sanno quando scendere in campo, e quando scrivere una lettera di messa in mora. Il Piacenza ha dimostrato di essere alla pari, ma di avere più voglia. Voglia di scrivere in oro l’esito della finale. Ho visto i biancorossi compatti come mai. O meglio, come sempre, perché magari l’incredibile cornice non lo sa. Questo gruppo è tutto l’anno che duella con in testa l’obiettivo. Glielo avevano sconsigliato, c’era l’Entella fuoriserie. Loro niente, han tenuto duro fino a un minuto dalla fine del campionato. Hanno trasformato la delusione patita sul prato senese, in energie da smaltire su quello trapanese. Succede la mattina. Dopo una serata passata ad insistere sul rialzo del tasso alcolemico. Forse poco edificante, ma oggi è così: Piacenza in testa ha solo Trapani.

I protagonisti:
- Franzini è l’anti stupore. Conferma tutto quanto dicono di buono sul suo conto.
- Matteassi è il premio al miglior direttore sportivo della serie C. Arrivasse la certificazione dal campo, guarderebbe il trofeo con occhi diversi.
- Fumagalli è il tutto. Ho una forma di scaramanzia che rispetto. Ma bisogna pur dirlo che oltre a parare tanto, in 41 gare non ha fatto una cappella. E arriva a 42, garantito.
- Barlocco è il pupillo. Ha tutto per andare in categorie superiori, e per portarci le squadre in cui milita.
- Corsinelli è il sorprendente. Ho occhi solo per la sua ascesa inarrestabile.
- Pergreffi è il condottiero senza fascia. Il cliente non si divide tra facile o difficile, si azzera.
- Silva è l’apparizione. Solo il Mister sapeva che avrebbe giocato. Solo l’arbitro gli ha negato il rigore conquistato.
- Della Latta è Michael Madsen. Quanto l’attore traduce in pratica per Tarantino, lui lo realizza per Franzini. E si somigliano anche.
- Sestu è il miracolo. Rientra titolare e con le costole rotte ci ha creato Terrani.
- Di Molfetta è la forma. Nel timido inizio si carica la squadra e la porta oltre la linea di metacampo. Mai arrendersi di fronte al finis terrae.
- Marotta è la corsa. Deve togliersi il contapassi per non farlo impazzire.
- Corradi è il calcio. Prende la palla, lo stadio entra in apnea pre giocata risolutiva.
- Ferrari è il nuovo Belvedere. Con la forza, e non solo quella di volontà, ha tenuto alta la squadra. Chiamatelo pazzo, ma è tutt’altro.
Sono Entrati:
- Terrani per Sestu: la magia con cui passa tra due avversari, ripaga della fila di martedì al botteghino.
- Bachini per Silva: c’è bisogno di tutti, tutti lo hanno capito. Bravo ancora una volta.
- Corazza per Di Molfetta: alzare il potenziale offensivo nel finale era necessario. Simone c’è.
- Perez per Ferrari: gli hanno tirato una profezia inquietante: “Sarai il nuovo Simonini. Segnerai il goal promozione”. Leonardo è andato a casa di Cacia a chiedere chi fosse Simonini. Daniele ha sbagliato cassetta, ha messo i filmati di Margiotta. Per quello ieri incendiava la folla, mulinando le braccia.
La finale. Il finale. Comunque vada, mi mancherai campionato.




