Forse nemmeno Tom Cruise nella sua “Mission Impossible” avrebbe indossato volentieri i panni di Copra e Nordmeccanica nelle gelide citta’ sovietiche. Troppo forti Dinamo Mosca e Zenti Kazan per le volenterose compagini piacentine che si congedano dai play-off a 12 con qualche rimpianto. C’e rammarico per un doppio sorteggio amaro che le hanno incrociate con due corazzate della pallavolo non solo europee ma anche mondiali, considerando il resto del lotto si poteva auspicare un impegno piu’ leggero in considerazione del fatto che per entrambe il ritorno e’ stato previste tra le mura nemiche e sappiamo quanto una trasferta russa sia complicata sia a livello logistico,ambientale e sopratutto tecnico. Il Copra e’ arrivato alla Saint Petersburg Hall di Kazan di fatto senza speranze, con il groppone di sette sconfitte in campionato consecutive ed uno 0-3 all’andata che lasciava poco spazio ai sogni di ribaltone. Cio’ nonostante Piacenza tiene testa alla solita prepotenza fisica dei ragazzi di Alekno in battuta con 14 aces a muto con 10 block (con Anderson e Leon mattatori in attacco con 40 punti complessivi) allungando la partita fino al quinto set riuscendo nell’impresa, per ora unica nel continente, di strappare due frazioni ai padroni di casa.Viene lecito interrogarsi come una squadra allo sbando in A1, riesca a competere alla pari per almeno tre set (tra andata e ritorno) contro una formazione destinata a giocarsi fino all’ultimo la Champions; e’ possibile che lo Zenit abbia inconsciamente sottovalutato il Copra (cosa peraltro inusuale per i russi),ma e’ parimenti verosimile considerare come gli uomini di Radici, molti dei quali reduci da anni di battaglie di Coppe, diano il meglio di se’ in partite secche e contro avversari piu’ quotati, non si spiegherebbe altrimenti come anche negli altri match da dentro/fuori (Macerata in Supercoppa e Trento in Coppa Italia)i biancorossi abbiano sempre lottato fino all’ultimo rischiando sempre la vittoria. E’ ancora piu’ amaro il viaggio di ritorno della Rebecchi Nordmeccanica; sulla carta l’impegno delle bianco blu pareva piu’ equilibrato, contro una formazione a livello continentale, meno accreditata rispetto alle formazioni turche di Istanbul, La Rebecchi piange sopratutto ripensando alla partita di andata dove ha avuto la concreta possibilita’ di aggiudicarsi due set,cambiando un destino che il pronostico invece la vedeva sicura soccombente. Anche il cambio di panchina e la netta vittoria contro Bergamo facevano sperare in una clamoroso sacco al Cremlino, tuttavia il sogno ha cozzato presto con la triste realta’ di una Dinamo Mosca che allo Sport Palace triturava le ambizioni europee delle bianco blu sotto affossate sotto il peso 8 muri , 6 ace e 45 punti dal trio di palla alta Shcherban, Markova e Obmochaeva. Piacenza esce comunque a testa alta dalla Champions, ripensando sopratutto al cammino fatto che l’ha portata, unica in insieme a Kazan, a schierare due formazioni negli ottavi di finale di ambo le competizioni; da qui le due societa’ possono e debbono ripartire cercando di fare forza sulle qualita’ di competitivita’ che fuori dai confini hanno comunque palesato: Il Copra per cercare la qualificazione ai play-off, la Nordmenccanica per difendere il tricolore. La Coppa dei Campioni e’ stata comunque un bel sogno.




