Inquinamento e salute, nuova frontiera medica
Medici per l’ambiente tra cittadini e istituzioni

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Il dottor Miserottidi Elena Caminati – Non c’è storia che tenga, il legame tra inquinamento atmosferico e effetti sulla salute, a breve e lungo termine, è strettissimo, e per certi aspetti allarmante. Basti pensare che i bambini che nascono e crescono nelle zone dove l’aria è più malata, come la Pianura Padana, avranno i polmoni che si svilupperanno più lentamente e meno elastici. L’inquinamento causato da traffico veicolare e industriale è il più pericoloso per la salute. Risolvere il problema non è facile, anche perchè ci si scontra-incontra con la politica, sia sul piano amministrativo che nazionale. La neonata sezione piacentina di Isde (International Society of Doctors for Environment), ovvero i medici per l’ambiente, si è posta la difficile sfida di essere interfaccia tra cittadini, istituzioni, enti ed associazioni sulle tematiche che riguardano la salute, il benessere e l’aria che respiriamo. A guidare il gruppo il dottor Giuseppe Miserotti, da 11 anni membro di Isde a livello nazionale.  Nella sezione piacentina ci sono medici, pediatri, fisici, chimici, veterinari e genetisti, oltre che studenti di medicina. “Isde è prima di tutto una visione del mondo – spiega Miserotti nel giorno della presetanzione del nuovo gruppo – che tenga conto della sostenibilità. La nostra mission è mantenere un rapporto costante con le persone e con il mondo che ci circonda. Il nostro gruppo vuole essere interfaccia con la società civile, comitati, cittadini che hanno a cuore il rapporto con l’ambiente e con lo spazio in cui viviamo. Ma non solo – continua Miserotti – i nostri interlocutori sono l’agricoltura, la politica, per che pensiamo di avere compentenze per offrire risposte efficaci e 360 gradi”.
Con la salute non si scherza e non è un luogo comune, ma le politiche che fin ad ora si sono fatte sono risultate efficaci? Ci ha risposto, senza giri di parole, il prof. Paolo Crosignani, già Direttore del Registro tumori ed epidemiologia ambientale, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Ci sono novità buone e cattive – spiega – la prime sono che si intervenisse seriamente fin da ora molte patoligie croniche migliorerebbero nel giro di pochi anni; la notizia cattiva è che si continua a dire che l’inquinamento è uguale dappertutto, ma non è assolutamentoe vero. Quando abbiamo lavorato sul cementificio di Mazzano Rezzato abbiamo notato un eccesso di ricovero sui bambini. I soggetti locali – prosegue Crosignani – contano e anche molto; per evitare che la Pianura Padana sia una delle zone più inquinate basterebbero efficaci interventi come le limitazioni al traffico, industriali”. Su un tema così delicato molti si improvvisano esperti; “ora si dice in giro che la combustione della legna occupa una grossa parte del particolato che respiriamo, ma che non ci raccontino balle, per favore”.

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