
Patelli: Riconoscere alle Province ruolo, strumenti e risorse adeguati alle necessità dei
territori,
12 giugno 2026 – Si è svolta oggi, venerdì 12 giugno, nella sede della Provincia di Piacenza, la
tappa piacentina del percorso partecipato promosso dalla Regione Emilia-Romagna per il riordino
istituzionale, che punta a ripensare il funzionamento delle istituzioni, rafforzare la collaborazione
tra Enti e migliorare l’organizzazione e la qualità dei servizi.
L’iniziativa, promossa dalla Regione insieme a Province, Comuni, Unioni di Comuni, Comunità
montane e Città metropolitana di Bologna, si inserisce in un percorso in 9 tappe (una per provincia)
finalizzato alla costruzione della riforma del riordino territoriale dell’Emilia-Romagna.
«Ringrazio l’Assessore regionale Davide Baruffi per la determinazione con la quale porta avanti il
tema del riordino istituzionale nella nostra Regione – dichiara Monica Patelli, Presidente della
Provincia di Piacenza -. Il riordino istituzionale, infatti, è una sfida non più rinviabile: oggi a
Provincie e Comuni viene chiesto di garantire servizi sempre più complessi senza avere strumenti
e risorse adeguate, e in territori come il nostro, caratterizzati da tanti piccoli Comuni, una parte dei
quali montani, queste criticità diventano strutturali e rischiano di compromettere la capacità di
risposta delle istituzioni. È necessario un cambio di passo deciso, occorre riconoscere alle
Province ruolo, strumenti e risorse adeguati alle necessità dei territori, – sottolinea Patelli -;
l’auspicio è che il percorso avviato sappia tradursi in scelte operative capaci di dare risposte ai
bisogni reali dei territori, perché la sfida è produrre risultati concreti ed è su questo che saremo
chiamati tutti a misurarci.»
RIORDINO TERRITORIALE – INTERVENTO MONICA PATELLI, PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PIACENZA
Ringrazio l’Assessore regionale Davide Baruffi per la determinazione con la quale porta avanti il tema del riordino istituzionale nella nostra Regione. La sfida, ora, è tradurre l’esigenza di riordino complessivo, di rafforzamento delle funzioni di area vasta e l’attenzione alla differenziazione territoriale in assetti realmente funzionanti, perché, come evidenziato dallo stesso Assessore Baruffi, il riordino istituzionale non è un tema astratto, ma una questione che incide sui servizi e sulle funzioni della pubblica amministrazione e quindi sui cittadini e sulle imprese.
In questo contesto emerge in maniera chiara la necessità di ridefinire il ruolo delle Province, rafforzandole: soprattutto nei territori come la Provincia di Piacenza, caratterizzati da un tessuto istituzionale di piccoli e piccolissimi comuni, una parte dei quali montani, e da una debole presenza delle Unioni dei Comuni, si evidenziano le conseguenze negative dell’attuale assetto.
I nostri piccoli comuni sono infatti in difficoltà su tanti fronti: dal personale, alla disponibilità di competenze tecniche adeguate alla gestione di procedimenti complessi. Nell’attuale situazione la provincia fornisce un supporto importante: penso ai servizi come la SUA, la gestione delle procedure per le assunzioni e per gli uffici di disciplina e la gestione delle funzioni sismiche. Ma occorrerebbe fare molto di più.
La stessa Provincia, d’altra parte è in difficoltà nel fornire risposte adeguate alle istanze dei territori. In sostanza, anche solo per garantire l’ordinaria gestione oggi viene chiesto a Provincia e Comuni più di quanto gli strumenti consentano, anche in contesti nei quali si cerca di fare il massimo con le risorse a disposizione: come Provincia mi riferisco in particolare alla sistemazione delle strade, in particolare per quanto riguarda la gestione degli effetti del dissesto idrogeologico, tema che non può più essere concepito come emergenziale ma che deve essere considerato strutturale.
Ricordo che pur con tutte le difficoltà dell’attuale contesto abbiamo cercato qui a Piacenza di fare il massimo anche per quanto riguarda la pianificazione ed il coordinamento di area vasta. Siamo una delle due province ad aver approvato il PTAV e in generale facciamo un grande sforzo per costruire un quadro conoscitivo utile per noi e per i comuni: ricordo la recente importante indagine sulla logistica e in generale tutta l’attività di studio e indagine che portiamo avanti con i nostri uffici, anche in collaborazione con altri Enti, quali la Camera di Commercio dell’Emilia e l’università Cattolica.
Province e Regione hanno già ragionato in una prima riunione del tavolo regionale, che ha consentito di mettere a fuoco una mappa di temi fondamentali sui quali credo dovrà concentrarsi la riflessione per quanto riguarda i nostri Enti: il concetto di Provincia come “Casa dei Comuni” e hub di concertazione, con la valorizzazione dell’assemblea dei sindaci quale luogo dove concentrare le politiche di concertazione; la Provincia come snodo della pianificazione strategica, anche attraverso il potenziamento di ruolo e funzioni del PTAV; la Provincia come centro di supporto specialistico ai comuni, in particolare nei territori a minor presenza di Unioni.
Inoltre è emersa, come questione forse di maggior complessità e delicatezza, ma irrinunciabile, l’esigenza di ripensare l’assetto che la Regione si è data nell’attuazione della legge Del Rio: un ripensamento che da un lato deve riguardare la collocazione di funzioni e risorse, in un’ottica di sussidiarietà e puntando a fare della Regione più un regista che un gestore, e dall’altro lato deve affrontare il tema delle Agenzie, attorno alle quali vi è oggi un disallineamento tra responsabilità percepita sul territorio e leve effettive disponibili per le province. Occorre in definitiva riconoscere alle Province, per quanto
Ufficio Comunicazione della Provincia di Piacenza
Tel. 0523.795460-380 – Mail comunicazione@provincia.pc.it
riguarda le Agenzie, un presidio politico, supportato dalle necessarie competenze tecniche, e canali di interlocuzione reali.
L’auspicio è che giornate come quella di oggi possano contribuire ad ancorare ai bisogni reali il percorso che è iniziato. La sfida è fare in modo che produca effetti concreti nei territori. Su questo saremo chiamati tutti a misurarci.




