Disfatta Lpr. Doveva essere l’incontro delle svolta per Piacenza, chiamata alla vittoria contro la Tonazzo Padova per tenere vive le poche speranze di paly-off e per dar seguito con i risultati ai timidi segnali di ripresa visti contro Civitanova. I biancorossi invece affondano con un netto 0-3 senza storia e senza appigli, certificando una rese incondizionata che trasforma gli ultimi otto impegni di regular season in una mesta passerella finale. In terra veneta i biancorossi, se si eccettua qualche scambio nella parte iniziale della terza frazione, non sono mai in partita con clamorose deblace in ricezione dove tutti gli uomini di seconda linea vivone una serata da orrore: Perrin (22%), Papi (29%) e Zlatanov (28% ) giocano con percentuali da bocciatura senza appello non permettendo quasi mai a Coscione di dare fludita’ alla manovra sul secondo tocco; se a cio’ aggiungiamo al nuova debacle di Luburic (2 punti) ben presto finito con la tuta sulle spalle e le difficolta’ anche in prima linea di Zlatanov (solo 5 palle su 15 messe a terra) poco resta a Piacenza per tentare di rimanere agganciati ad un match che doveva rappresentare la svolta biancorossa ma che invece conferma la nuova crisi dei ragazzi di Giuliani ora spediti ad un terribile -9 dall’ottavo posto e con l’unica plausibile obiettivo stagionale di evitare l’ultima piazza della graduatoria ed il ripetersi di ulteriori figuracce. Sembra infatti gia’ esaurita la spinta positiva e di fiducia arrivata dopo l’effimera vittoria di Milano, unica formazione sconfitta da Piacenza in 4 mesi di campionato, che sembrava preludere ad una piccola rimonta in campionato grazie anche alla nuova preparazione fisica effettuata nella sosta. Non era evidentemente un problema fisico quello che attanagliava Piacenza, oggi una formazione che presente oltre alle croniche difficolta’ a muro ed in battuta anche evidenti lacune di continuita’ di rendimento e di vulnerabilita’, con il rischio che il sommarsi delle sconfitte possa incrementare un sentimento di sfiducia che colpisce l’Lpr alle prime difficolta’. Difficile gettare la croce addosso a Giuliani, che per altro sembra aver esaurito le contromisure tattiche e psicologiche per invertire la tendenza, cosi come la crisi evidente di alcuni giocatori non puo’ da sola giustificare un simile andamento assolutamente deficitario.




