
Piacenza cambierà aspetto anche nello storico quartiere stazione-giardini Margherita, con un importante intervento di riqualificazione che interesserà le ex caserme Cella e Alfieri, nel perimetro compreso tra le vie Abbondanza, Benedettine, Buffalari. Il progetto è stato presentato in Comune dalla Cdp Investimenti, società immobiliare facente capo alla Cassa Depositi e Prestiti. E’ la stessa società che quattro anni orsono (2015) ha acquisito l’area dall’Agenzia del Demanio.
Il lotto interessato è noto ai piacentini perché a lungo, sul fronte di via Benedettine, in un piazzale sterrato per lunghi anni, hanno sostato camion militari e in seguito – una volta liberato dai mezzi pesanti – è stato usato dai piacentini come parcheggio. Per i militari, d’altronde, il comparto è in disuso da ormai 26 anni. Numeri: nel complesso si tratta di un’area di 16200 metri quadrati. Su questa superficie, secondo accordo, la volumetria del costruito raggiungerà i 75000 metri cubi. Alla fine, su 10000 metri quadri di superficie edificabile fruibile, la destinazione prevede un 60 per cento di residenziale e il resto appannaggio di commerciale (attività al dettaglio) e terziario. Il verde sarà garantito da poco meno di 8000 metri quadri, suddivisi tra 4800 di verde pubblico e 2300 di provsto vincolato.
Il piano-progetto, come abbiamo detto presentato in Comune dalla Cdp Investimenti, si configura per ora come accordo operativo (la normativa urbanistica prevede il deposito in comune del dettaglio degli interventi previsti) e da ora partirà il confronto pubblico-privato in attesa (sei mesi la tempistica prevista) della decisione del Consiglio comunale. L’intera operazione, qualora il Comune dia il necessario benestare, contempla sei anni di lavori, un investimento di 30 milioni di euro e un ricavo atteso di 35 milioni (2,5 per cento il tasso interno di rendimento).
Via Benedettine, via Abbondanza e vicolo Buffalari, come detto, sono le vie perimetrali dell’intervento. Il Consorzio Caire di Reggio Emilia, pool di progetto incaricato dalla proprietà, offre precise indicazioni sulla vocazione dell’area: “mista, commerciale e terziaria, residenziale. Per il residenziale, in ispecie dove sorge l’ex convento che si configura come l’edificio più antico, si parla di un primo piano di “una decina di appartamenti di fascia alta, con tagli di 140 metri quadrati di media”. In un altro comparto del lotto, tra via Abbondanza e via Benedettine, altro residenziale: si parla qui di 69 appartamenti in palazzi di cinque piani per 20 metri d’altrezza.
La vocazione mista dell’intera area, indicata dai progettisti, specifica – per quanto riguarda il commerciale e il terziario: del residenziale si è detto – che in quello che di fatto sarà un nuovo quartiere arriveranno, coté commerciale, “pubblici esercizi, commercio di vicinato o specializzato, artigianato di servizio alla persona”. Per il terziario “uffici di vario taglio pensati per studi legali e commerciali”, ma anche “attività di ristorazione, uffici e co-working, agenzie di comunicazione e così via”.
Infine i costi relativi agli oneri di urbanizzazione: ammontano (urnanizzazione primaria e secondaria) a 367000 euro. Il privato potrebbe farsi carico, in alternativa alla corresponsione della cifra, dell’esecuzione a proprie spese delle infrastrutture per l’urbanizzazione.




