
Il ministro Foti in visita alla centrale caorsana ormai dismessa al 50 per cento: «Le catene umane le facevano gli altri, non i caorsani» Oltre duemila visitatori all’ex centrale nucleare per l’open gate Sogin
In visita anche per il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti. Che non ha nascosto la sua apertura al ritorno del nucleare di ultima generazione. «Il futuro di Caorso dipenderà da alcune scelte che potranno essere fatte sotto il profilo tecnico e dalla compatibilità degli impianti. Non sono un tecnico ma potrebbe essere che Caorso abbia questa nuova vocazione. La situazione al momento è però quella che abbiamo di fronte». Il governo Meloni «sposa l’idea dell’energia nucleare e il suo utilizzo, senza riserve». «Non si può dire che il nucleare va bene purché sia fatto a casa del vicino: è il solito gioco per cui tutto cambia ma nulla cambia. Il Parlamento sta compiendo un passo importante: un disegno di legge è già stato affrontato in commissione ambiente e andrà in aula alla Camera e poi al Senato. Se andrà in porto, si sarà riaperta la pagina del nucleare in Italia».
A chi ricordava le polemiche, le numerose ed affollate manifestazioni contrarie che hanno accompagnato la storia dell’impianto, il ministro ha risposto: «Caorso ha sempre dimostrato grande maturità. Venivano a protestare gli altri davanti a questa centrale, non gli abitanti di Caorso e neppure quelli della provincia di Piacenza, salvo una minoranza. Le catene umane avevano altre guide, anche di eccellenti pentiti».
Ad accompagnare il ministro, il capo sito Alessandro Calamari e l’amministratore delegato di Sogin Gian Luca Artizzu, che ha fatto il punto sulla dismissione. «A Caorso siamo oltre il 50 per cento, più avanti rispetto ad altri siti. Quest’anno affronteremo le gare d’appalto per lo smantellamento dell’edificio reattore. L’investimento finora è di circa cinque miliardi di euro. Le operazioni termineranno a metà degli anni Trenta con l’impacchettamento dei rifiuti nei depositi temporanei. La dismissione totale dipenderà dalla costruzione del Deposito nazionale: sulla base dei nostri piani sarebbe a inizio anni Quaranta, ma finché non ci sarà questa infrastruttura le previsioni dovranno essere corrette». Sull’open gate: «Molto importante perché avvicina la popolazione al nucleare e allenta le tensioni causate dalla mancanza di conoscenza. Dimostriamo con quale precisione e professionalità lavoriamo».




