Tarasconi batte i pronostici. Barbieri costretta ad inseguire

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KATIA TARASCONI

Partiti malati gravi e sfida politica per le Civiche

I non detti che emergono dai risultati 2022

Cosa c’è alle spalle della contesa al femminile

Pronti sempre a non ammettere le nostre fallibilità ci scopriamo sorpresi a dire  “Toh! si poteva capire…che sarebbe andata così.”

Dalle urne di domenica per il primo giro delle amministrative si sono mostrate tante tracce prima invisibili, tentavano di dare segnali che non si sono colti.

Alcuni elementi, passata la sbornia dei numeri, meritano una sottolineatura.

1 – Tarasconi davanti a Barbieri.

2 – Il forte gradimento per le candidate trasversale a tutte le liste, per il Pd (Paola De Micheli, Christian Fiazza e Paola Gazzolo) ma non solo anche per  Piacenza Coraggiosa (Serena Groppelli) per la Civica di Barbieri (Federica Sgorbati) e in Fratelli d’Italia con (Sara Soresi e Gloria Zanardi).

3- Modesto risultato della lista Verde. Quest’ultimo elemento può apparire un’anomalia in una realtà in cui le condizioni ambientali spingono anche tante problematiche legate alla salute e in una zona, la pianura padana  – lo si ripete di continuo – tra le più inquinate d’Europa. Il tema ambientale è rimasto evidentemente sotto traccia e segna il passo. Il messaggio è ancora lontano dall’essere colto come invece è avvenuto in tante realtà europee. L’ambientalismo a tutto tondo a Piacenza resta nella sua funzione tradizionale: pungolo esterno, non motore verso il Comune che sulle questioni ambientali è deputato a prendere decisioni concrete.

PATRIZIA BARBIERI

La realtà dei numeri. Tarasconi prima Barbieri seconda

La realtà dei numeri ci dice che la sindaca uscente Patrizia Barbieri non ha colto l’obiettivo della conferma al primo turno ma si trova per il ballottaggio del 26 giugno nella scomoda situazione di inseguitrice della sua diretta avversaria Katia Tarasconi.

Non è l’unico caso in Italia di un uscente non promossa ma si sa che ogni caso fa storia a sé ed è intuibile che tra i supporter della sindaca un’eventualità del genere non era forse stata contemplata. Un primo indizio di una difficoltà concreta nel leggere la realtà, gli umori e il sentire che facevano parte di quelle tracce impalpabili che sussurravano nella fase del pre-voto.

Sulla sua deludente performance hanno pesato alcune situazioni locali specifiche. In primo luogo un deficit di attività dell’amministrazione stessa che, se è stata colpita pesantemente dal Covid per un paio d’anni, va detto che nel Nord Italia non è stata l’unica a contare tanti devastanti lutti. C’è poi da tenere presente la conflittualità manifestata nei 5 anni di amministrazione e che poi si è concretizzata con il distacco della componente liberale che, con il candidato Corrado Sforza Fogliani (un notevole 8,5%) ha incrinato sicuramente la traversata di Barbieri. Una campagna elettorale quella di Barbieri centrata sul civismo già a partire dallo slogan “Il mio partito è Piacenza”. Ed su questo fronte i risultati sono venuti visto che la civica a lei legata sfonda il tetto e supera tutti i partiti dell’area (e non solo) Infatti Fratelli d’Italia a parte che cresce in consensi, Lega e Forza Italia hanno avuto performances molto scarse.

Prevedibili? Imprevedibili? Sarà l’analisi del dopo a cercarne le tracce.

Il civismo supera o pareggia con i partiti

Svetta nell’osservazione della prestazioni elettorali la Civica che Barbieri (oltre il 15%) ha costruito insieme a Trespidi che supera i risultati del 2017 quando l’ex presidente della Provincia da solo aveva raggiunto con Liberi il 13% del voti. Ora il risultato 2022 sulla scena politica fa di Trespidi (con il bagaglio dei suoi oltre 300 voti personali) al confronto dei partiti della stessa cordata il vero dominus della politica amministrativa cittadina qualunque sia il risultato del ballottaggio.

Anche Katia Tarasconi ha puntato sul civismo. La lista col suo nome per un soffio non supera il risultato del Pd che al 14,9% si restringe rispetto al 2017 (18%). In entrambi i casi i civici saranno le rappresentanze più numerose dell’assemblea consiliare dei prossimi cinque anni. E questo probabilmente qualche problema politico può investire anche il partito di riferimento della coalizione di centrosinistra, il Pd ma anche nel centrodestra potrebbe interessare Fratelli d’Italia, secondo rispetto alla civica Barbieri/Trespidi. Nel centro sinistra il Pd (14,9%) unico partito grande strutturato sostiene Tarasconi insieme a un arco di forze minori che va da Azione di Calenda (1,6%) a Piacenza Coraggiosa (4,4%), dai Pensionati (0,6%) fino alle due civiche Lista civica per Piacenza (14,3) e Piacenza Oltre (3,9%). Alcune considerazioni sul raggruppamento di Katia Tarasconi va di pari passo con il 10% della coalizione del candidato Stefano Cugini (con lui la lista Alternativa per Piacenza 4,1%, @sinistra 2%, M5s 2,1% ed Europa Verde 2,3%). Se le due cifre sono state incassate e quindi questo porta soddisfazione per il candidato di Alternativa per Piacenza la coalizione nel suo insieme mostra non pochi affanni nella parte politica rappresentata in particolare dal M5s e dalle componenti della sinistra e di Europa Verde.

La conferma dalle urne: i partiti sono malati gravi

La campagna elettorale edizione 2022 ha denudato la malattia grave dei partiti sempre più collettivi ad uso elettorale. I vuoti si riempiono. E’ riemerso il civismo (è già avvenuto in passato ma non in questa dimensione). Un civismo ibrido che ha messo in campo forze diverse talvolta plasmate e collegate agli stessi partiti seppure esposti in una veste nuova. A conti fatti però la diagnosi è una malattia grave dei partiti ignari fino a questo momento del morbo che li insidiava. Più della metà dell’elettorato o ha scelto di non votare (consolidando una tendenza in atto da tempo) e chi lo ha fatto ha preferito non aderire ai simboli partitici optando per i civici. Una scelta flessibile molto attiva nel momento elettorale destinata a sciogliersi per rientrare nella vita quotidiana e pronta a reinventarsi con nuovi volti, nuove sigle per il prossimo appuntamento. Se da tempo le liste civiche sono una strada individuata dai partiti per dare forza alla candidatura che hanno indicato in questo risultato 2022 la loro affermazione rappresenta qualcosa di più. Una cosa è certa se ora i partiti hanno un compito in più: capire meglio se stessi, uscire dagli abiti portati fino a qui, anche le forze eterogenee che hanno dato testa e gambe alle civiche edizione (comunque vada saranno i gruppi maggiori in consiglio) hanno addosso la responsabilità del dopo. Essere eletti con tanti voti è un risultato che non può essere archiviato come una bella esperienza estiva al pari di un bel romanzo letto sotto l’ombrellone. Impegna – e molto – sul progetto politico del dopo.  

La politica non rispecchia l’obiettivo di bene comune?

L’assenteismo. In crescita di elezione in elezione. Perché le persone fuggono dalla politica? Rinunciano al diritto democratico di votare? Tante sono le riflessioni espresse nel tempo ogni volta che il problema si è presentato. Si è iniziato con gli anni del “riflusso”, passando per il segnale di “protesta” del voto fino al tema della “fine dei partiti”, alla loro “incapacità di capire in anticipo l’evoluzione della società” perché diventati di fatto dei comitati elettorali… Il fenomeno assenteista verso la politica e i partiti allarga gli orizzonti fino ad arrivare a considerare quel mondo oltre che molto lontano anche un luogo per pochi..

E’ l’estraniazione di molti cittadini dal percorso democratico del voto perché convinti che la politica, i loro interpreti, non siano più gli interpreti del bene comune. Quindi disincanto, senso di abbandono e di conseguenza distacco e il venir meno della partecipazione attiva alla vita civile attraverso il voto.

Come può ora la politica ricucire un rapporto con una larga fetta di cittadini che hanno girato le spalle e pensano che le cose politiche siano questione delegata a chi è privilegiato e non riguardi tutti i cittadini? C’è chi parla di disaffezione alla politica e al voto come di un effetto fisiologico presente nelle democrazie avanzate ora però si sta raggiungendo un livello di guardia. 

E i rischi sono tanti soprattutto in un momento in cui tante certezze vacillano e l’inquietudine avanza.

Antonella Lenti

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