
Ambiente bellissimo, otto percorsi per trekking e mountain bike su cui in questi anni è aumentata l’attrazione da parte di turisti sempre più alla ricerca di ambienti e paesaggi il più possibile naturali e selvaggi. Quelli che Bobbio, insieme a tutta l’alta e media Valtrebbia, può offrire. Poi le vie: quella degli Abati, di San Colombano e la nuova via Micaelica. “Arriva dal Piemonte passa in Lombardia e va verso la Puglia. Sul percorso si è inserito anche un passaggio al passo della Scaparina che arriva verso la valle del torrente Bobbio e da qui prende la via degli Abati… E’ un nuovo percorso. Il primo tratto è già segnato e già tanti pellegrini lo stanno percorrendo. In questi anni abbiamo visto che sempre più persone seguono questi sentieri. Per quanto ci riguarda abbiamo concluso la tabellazione sia sulla Via degli Abati sia sulla Via di San Colombano. La gente qui da noi viene a cercare soprattutto questo: la natura”.
E’ il sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali, che illustra il suo territorio. Bobbio è zona molto gettonata anche per tanti camperisti che soggiornano in città e si dedicano alle passeggiate appenniniche. L’attuale piazzuola ospita dai 60 agli 80 camper nella fine settimana e si allargherà per contenere circa un centinaio di mezzi.
E’ indiscutibile che l’attenzione su Bobbio sia cresciuta esponenzialmente con la proclamazione di Borgo più bello d’Italia (2019-2020) che ha aperto i riflettori sulla città, antica terra di passaggio della cristianità nel Medioevo e oggi diventata per tanti luogo del cuore soprattutto per chi è alla scoperta di un appennino misterioso e affascinante, culla di tradizioni contadine e di storie di resilienza.
“Se prima i turisti li si vedeva soprattutto nel fine settimana ora la loro presenza è costante ogni giorno. Arrivano da tante zone del nostro paese – conferma il sindaco – Se la Lombardia è il pezzo forte, turisti arrivano anche dall’Emilia, dalla Romagna, Umbria, Liguria. Tantissimi gli stranieri, francesi, inglesi, austriaci, irlandesi…”
Borgo più bello, la nomina spinge il turismo
Il bilancio turistico insomma è col segno più.
Lo testimoniano i dati che si raccolgono dai gestori delle strutture di accoglienza turistica: “alberghi e tanti B&B nati in questi ultimi anni oltre alle seconde case. Se ne contano 1400 – dice Pasquali –(sold out un anno per l’altro). Quell’investimento, la scommessa non facile adottata per spingere sul turismo – dice – sta dando i suoi frutti: quadruplicati gli ingressi al castello, ai musei, abbiamo fatto veramente una scelta coraggiosa…” – dice Pasquali. Perché coraggiosa? “Nel turismo – spiega – si è investito una quantità di euro importante. Sono 120mila euro all’anno per le manifestazioni (130-140 eventi estivi) a cui si aggiungono più di 300mila euro per la messa in sicurezza, la sistemazione, l’abbellimento della città dal punto di vista delle strade, dell’arredo urbano e della pulizia che ritengo prioritaria. Voglio che sia sempre al livello massimo e stiamo investendo ancora di più su questo”.
Se sarà la fiera di San Giovanni che apre la stagione estiva tanti sono gli appuntamenti ormai consolidati di carattere culturale dal cinema alla musica alla letteratura (con la settimana dedicata che si conclude con l’elezione dei piacentini dell’anno).
La fiera (quest’anno ospiterà anche le città gemellate con Bobbio come la città austriaca di Ybss sul Danubio) dovrà cambiare. Segnala già il sindaco che pensa alle prossime edizioni. Sarà necessario ripensarle anche perché il Covid ha determinato una diversa fruizione di questi eventi. “Ci vuole un modello diverso e ci stiamo lavorando per trovare soluzioni migliori. Troveremo qualcosa di nuovo da proporre ai visitatori oltre alle bancarelle pensiamo anche a qualcosa che possa farla crescere.
La valle punta sul fiume, ma l’acqua manca
Tutto bene dunque?
Un problema c’è, rilancia Pasquali. “E riguarda la Trebbia”. Il fiume, oltre ai boschi dell’appennino dalle forme sinuose, resta il punto di attrazione principale. Ma il fiume è in sofferenza. In forte sofferenza d’acqua.
“La Trebbia crea qualche preoccupazione per la scarsità d’acqua che già si presenta in quest’avvio di stagione!”
La soluzione? Potrebbe arrivare dalla diga del Brugneto, in Liguria, che trattiene una parte dell’acqua della Trebbia. Mi auguro che i buoni rapporti tra Emilia Romagna e Liguria possano far sì che si riapra la diga del Brugneto in anticipo rispetto ai tempi stabiliti”.
L’innesto permetterebbe di mantenere un dignitoso livello di acqua nel fiume per dare la possibilità a turisti e bagnanti di non ritrovarsi al cospetto di un fiume ridotto a piccoli rigagnoli. Mi auguro che si possa arrivare a questa soluzione”.
Per rendere concreta questa prospettiva Pasquali annuncia di aver già provveduto a contattare l’assessore regionale Irene Priolo con la quale ha programmato per il 17 giugno una riunione nella quale ha intenzione di sollecitare una decisione in questo senso.
“E’ necessario attivarsi velocemente – segnala Pasquali – perché oltre al problema legato al turismo, oltre ai problemi ambientali per il fiume, la scarsità d’acqua crea anche una situazione di crisi per l’agricoltura che credo stia soffrendo molto. Per tutte queste ragioni penso che urga un’apertura straordinaria della diga del Brugneto”.
Si tratterebbe di un’apertura straordinaria in quanto l’accordo stipulato tra Emilia e Liguria stabilisce il rilascio di 2,5 milioni di metri cubi di acqua a cui si aggiunge un successivo rilascio di un milione e mezzo di metri cubi ma in un periodo più inoltrato dell’estate tra fine luglio e agosto. “Al di là degli accordi e dei tempi stabiliti credo che in questo momento ci sia una grossa necessità. Il problema si presenta ora – dice Pasquali – e quindi si vada al rilascio dell’acqua dalla diga del Brugneto”.
L’incognita Ponte Barberino
Ma c’è un altro tema al centro dell’attenzione da almeno sette anni. E’ la ricostruzione del ponte nella località Barberino spazzato via dall’alluvione del 2015 e che ancora attende la ricostruzione. “Da allora lettera morta nonostante sia stato distrutto da un’alluvione e quindi avrebbe dovuto essere inserito nella ricostruzione degli interventi di protezione civile”. Mette l’accento Pasquali.
Ogni parola su questo argomento orami è di troppo. Dopo sette anni servono i fatti – dichiara con durezza il sindaco Pasquali che segnala come l’assenza di una strada alternativa alla 45, oltre a creare problemi di sicurezza per i tanti ciclisti che scelgono questa zona per la loro attività sportiva, potrebbe determinare anche pesanti ripercussioni sulla viabilità qualora accadesse un incidente nella galleria che ne compromettesse la struttura. “I ciclisti – racconta Pasquali – hanno raccolto tantissime firme per chiedere la ricostruzione di Ponte Barberino. Infatti credo che far passare i ciclisti in galleria sia come una roulette russa e speriamo che non succeda mai nulla. In bicicletta è un grosso rischio. Ma c’è anche un altro problema. Se ci trovassimo di fronte a un incidente che investisse la galleria e che ne determinasse il crollo? Ebbene, l’alta Val Trebbia sarebbe del tutto bloccata. Perciò è necessario e urgente, (lo era già ieri per la verità), ricostruire il ponte di Barberino.
Noi abbiamo messo a punto il progetto, è stato sottoposto alla Soprintendenza che ha dato il benestare e parere positivo, approvato anche dai ciclisti e ora nei prossimi giorni dovrei avere un incontro in Regione per discutere dell’individuazione dei fondi per la sua ricostruzione. Quanti soldi servono? 4 milioni e 300mila euro. Il progetto che abbiamo redatto, oltre al ponte, prevede anche la sistemazione di un ponticello precedente e la costruzione di una ciclabile che da Bobbio arriva a Cassolo e ritorno per un totale di 12 km di pista.”
Quali le strade sono possibili per finanziare l’opera?
“Quanto alla pista ciclabile a breve sarà redatto un bando dalla Regione su finanziamento europei che potrà essere utilizzato. Per il ponte invece occorre accedere a fondi legati alla realizzazione di infrastrutture regionali. Arrivati a questo punto, dopo 7 anni, speriamo che non si vada oltre le dichiarazioni e le parole e si arrivi ai fatti”.
“Terme, non c’è lo stabilimento ma l’acqua termale sì”
Le terme a Bobbio sono un altro capitolo oggetto di attenzione. Quale è la situazione? “Le Terme non sono un problema in capo all’amministrazione in quanto si tratta di privati. Altro discorso riguarda l’acqua termale e quella c’è, è fruibile ed è importante per Bobbio. Abbiamo un’area che è stata ristrutturata circa 16 anni fa dove sgorga la fonte del rio Foino dalle proprietà eccezionali. Sta dando tanta acqua termale di ottima qualità ed è frequentata da tantissime persone dal Piacentino e dal Genovese. Ecco questa frequentazione ci ha portato a decidere di raddoppiare la vasca delle acque termali. Ne faremo una molto grande che possa essere utilizzata da un numero importante di persone. Quindi a Bobbio non c’è uno stabilimento termale, ma c’è la possibilità di fruire gratuitamente di acqua termale”.
Dalle terme all’ospedale. Pasquali taglia corto sull’argomento “Sono diventato sindaco per la prima volta nel 1999 e da allora l’ospedale di Bobbio non è mai diminuito ha sempre progredito. E fin che rimango sindaco – aggiunge – l’ospedale andrà in questa direzione. Non ci sono problemi, l’ospedale è aperto con gli stessi servizi di prima: pronto soccorso con le uscite delle ambulanze sia sabato sia domenica. Non è cambiato nulla. Che dire ad esempio dei tanti che vengono in vacanza a Bobbio perché possono contare sul servizio di dialisi?”. Annuncia poi che a fine giugno partiranno i lavori di messa in sicurezza della struttura. Ma c’è anche una novità. “Bobbio avrà una Tac. Si investirà infatti per dotare l’ospedale di questa apparecchiatura – dice – che andrà incontro alle esigenze dei nostri anziani. Chi di loro avrà la necessità di fare questo esame lo farà a Bobbio senza dover sobbarcarsi un viaggio di 90 km per andare e tornare da Piacenza”.
Far rinascere l’acciottolato nelle stradine dell’antica Bobbio
Roberto Pasquali, diventato sindaco per la prima volta nel 1999, ha ora scavallato i cinque anni di amministrazione e ne mancano due alle elezioni del 2024. Quale il progetto importante che ha in serbo?
“Un progetto importante c’è – sottolinea Pasquali. E riguarda la pavimentazione della parte più vecchia di Bobbio. Un progetto che è già stato approvato dalla Soprintendenza e interesserà alcune vie del nucleo antico: via San Giuseppe, via San Nicola, Contrada dell’Ospedale, Contrada dei Monticelli e tutte le vie che portano su piazza San Colombano. Un intervento che riporterà all’origine la vecchia Bobbio e sarà il proseguimento degli interventi iniziati nel 2002-2003. Ma vorremmo raggiungere anche l’obiettivo di vedere completamente pavimentata piazza Santa Fara e il collegamento con piazza San Colombano. Ma lo vedremo negli anni futuri. Per me l’obiettivo di riportare il centro alle sue origini è importante – dice Pasquali – perché Bobbio è una città storica, una città con tanti angoli bellissimi. E con il lavoro che s’intende fare sulla pavimentazione si aggiungerà bellezza”. Come modello ha davanti i tanti paesi dell’Umbria? “Umbria? Anche a qualcosa di più. Un ponte come il nostro Ponte Vecchio, (o del Diavolo o Gobbo comunque lo si voglia chiamare), in Italia non ce ne sono altri con 11 arcate… E poi non è un caso se il sabato e la domenica è preso d’assalto da tantissime persone…




