Una sconfitta nelle ultime 10 partite, due successi consecutivi (senza, peraltro, subire gol), cinque risultati utili consecutivi, ottavo posto raggiunto matematicamente e molto altro.
Il Piacenza torna da Siena con un carico di autostima e di certezze enorme: ordinati, concentrati, determinati e letali come non mai, i ragazzi di Franzini espugnano il Franchi di Siena grazie ad una rete per tempo (Romero e Corazza su rigore).
Il Livorno di Sottil (1-1 al Picchi contro la Carrarese) ringrazia, vola a +3 sui bianconeri secondi e, in virtù degli scontri diretti, torna in serie B dopo due anni.
Da sottolineare la maturità dimostrata dai biancorossi (schierati a sorpresa da Franzini con un 3-5-2) in quel di Siena: in casa di una della squadre più forti del girone (che, tra l’altro, aveva un solo risultato a disposizione per continuare a credere al sogno promozione diretta), Silva e compagni non si impressionano davanti al primo quarto d’ora di fuoco degli uomini di Mignani, restano in trincea (senza rischiare nulla per merito dell’ennesima superba prova della triade Bini, Silva e Pergreffi) e pungono in contropiede grazie, in particolare agli strappi di Segre (ci avete fatto caso che l’erede di Saber, il Piacenza, lo aveva in casa?) e Corradi e alle discese sulle rispettive fasce di Castellana (splendido il suo assist a Romero) e Masciangelo.
Insomma: una vittoria da grande contro una grande.
E ora, a obiettivo stagionale raggiunto (con 90′ di anticipo), la testa va ai playoff.
Cosa accadrà non è dato saperlo, ma di certo, dopo un inizio di stagione complicato, ora il Piacenza di Franzini è una squadra temuta da tutti.
Proprio come l’anno scorso, proprio come l’anno prima.
Anche al Garilli è sabato di festa: Mastroianni, Barba, La Vigna e Ricci spazzano via l’Arzachena e le paure accumulate nelle ultime settimane e regalano ai rossoneri (privi di Alessandro e Aspas) una salvezza meritata, sudata e sofferta; la quarta di fila in serie C.
“Abbiamo ritrovato compattezza e voglia di lottare l’uno per l’altro”, le parole di un Maccoppi orgoglioso e soddisfatto per la prova dei suoi.
Una mano al Pro l’hanno data la Giana Erminio (4-3 casalingo al Gavorrano) e il Monza (1-0 in trasferta al Cuneo di Viali), che costringono, di fatto, toscani e piemontesi a giocarsi le chances di permanenza nella categoria ai playout; resta solo da capire chi giocherà la partita di andata in casa, ma lo scopriremo soltanto sabato prossimo.
Tra Arezzo (1-0 al Pisa, gol di Moscardelli) e Prato (piegato a Pontedera) ci sono 8 punti di distanza e dunque, ad oggi, anche in questo caso, amaranto e lanieri, si dovrebbero contendere la serie C agli spareggi post regular season. Non resta che attendere gli ultimi 90′ di campionato.
Per il resto, da segnalare la Viterbese corsara ad Olbia e l’interruzione della striscia positiva dell’Alessandria di Marcolini (diaciannove, chapeau) piegata per 2-1 a Pistoia.
Tornando al Livorno, è doveroso alzarsi in piedi per applaudire l’impresa di una squadra che, dopo aver dominato il girone d’andata, si è trovata a dover far fronte a una crisi che sembrava senza fine: dalla prime cadute di febbraio, all’esonero di Sottil, dalla sfuriata del presidente Spinelli contro Mazzoni e Vantaggiato a al ritorno in panchina dell’ex difensore dell’Udinese.
Eppure i labronici sono stati più forti di tutti (Siena e Pisa in primis) e tutto e hanno tagliato il traguardo per primi.
Sabato prossimo, al Garilli (ore 16:30) la sfida tra Piacenza e Livorno sarà una festa tra due formazioni che sono giunte in anticipo alle rispettive mete.
In chiusura, tornando alle questioni di casa nostra (e di un’altra decina di società), proviamo a fare chiarezza sulla vicenda del deferimento in cui sono inciampati Piace e Pro a causa del ritardo nel versamento dell’Irpef: la nuova normativa anticipa il pagamento al 16 marzo anziché al 16 aprile e i revisori dei club coinvolti, a causa di un errore nell’interpretazione della norma di cui sopra, hanno provveduto in ritardo al pagamento.
Mercoledì è attesa la sentenza di primo grado del Tribunale Federale Nazionale, il quale potrebbe infliggere una penalizzazione di 2 punti ai club coinvolti, i quali, presentando ricorso (essendo stata provata l’assoluta buona fede nell’errore), vedrebbero quasi sicuramente trasformato il -2 di cui sopra in una semplice sanzione pecuniaria.
Ad ogni modo, in via Gorra e in via De Longe, vige il massimo ottimismo relativamente a questo antipatico disguido.
La burocrazia italiana rappresenta una buccia di banana sulla quale può capitare di scivolare; dunque, niente di nuovo sul fronte occidentale.
Sasi




