Studenti e viaggiatori, ormai, le chiamano “le scale immobili”. Sono quelle del sottopasso della stazione ferroviaria di Piacenza, il cui frequente blocco è al centro di una aspra polemica tra Associazione Pendolari (secondo la quale funzionano male) e Amministrazione, già finite in tribunale per la vicenda della sede e ai ferri corti anche per la possibile rimozione delle strisce pedonali che consentono l’attraversamento “in superficie” tra la stazione e i Giardini Margherita nonchè per l’ordinanza che vieta la possibilità di posteggiare liberamente biciclette e scooter in piazzale Marconi.
Difficile dire quale sia il fronte più teso, ma sarebbe alle porte una svolta sul fronte delle scale mobili. Incrociando i dati degli orari dei blocchi dei dispositivi con i video delle telecamere presenti in zona, si cercherà di capire se ci siano dei “furbetti” che si “divertono” a premere il pulsante di emergenza. Questo perchè – ad ogni verifica tecnica – non sarebbero emersi malfunzionamenti delle scale.
A prescindere dal verdetto che verrà dell’esame delle telecamere della zona, un’altra questione delicata è l’annunciata rimozione delle strisce pedonali che consentono l’attraversamento. Il tentativo di spingere all’utilizzo delle scale mobili (che nell’idea iniziale di riqualificazione dell’area non erano previste) si scontrerà infatti con ogni probabilità con le abitudini – facilmente verificabili – di chi arriva da quelle parti e quasi sempre, piuttosto che usare il sottopasso accessibile tramite le scale mobili, sposta o scavalca i new-jersey in plastica che attualmente tagliano in due lo spartitraffico proprio ad altezza delle strisce.
La rimozione dei cubetti di porfido dipinti di bianco ad un solo anno dalla posa viene intanto bollata come “un dietrofront illogico e costoso” da un gruppo di contrari la cui battaglia ha trovato una sponda via Facebook. Sul popolare social network è infatti nato da pochi giorni il gruppo “Io dico no alla rimozione delle strisce pedonali in Piazzale Marconi”, che mentre scriviamo conta una trentina di aderenti tra i quali circola pure l’idea di difendere le strisce contese come se fossero quelle di Abbey Road, finite sulla celeberrima copertina dell’omonimo album dei Beatles del 1969.
Altro fronte che torna ad arroventarsi, nonostante il gelo di stagione, è quello dell’ordinanza “anti-parcheggio” che già scatenò un putiferio al momento del suo lancio. Scaduta il 31 dicembre, l’ordinanza comunale che vietava di lasciare in sosta di velocipedi e ciclomotori è stata riattivata, con lo scopo dichiarato di preservare ordine e decoro della zona ma con la conseguenza di riaccendere la polemica da parte dell’Associazione Pendolari, che ritiene la mossa “un passo indietro” nel dialogo instaurato con l’assessore Luigi Rabuffi. Dialogo che però, secondo il vicesindaco Cacciatore, è invece più aperto che mai.
Nelle prossime settimane ne vedremo delle belle.




