Grosseto – Piacenza 2 – 1. Archiviamo speranze, entusiasmi, delusioni.

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Il tecnico del Piacenza Calcio Vincenzo Manzo

La prima giornata di ritorno ricalca la prima giornata di andata. Chi aveva sperato che un girone fosse servito a tesaurizzare l’esperienza accumulata, è rimasto deluso. Sono rimasto deluso. Grosseto ha preso sei punti su sei disponibili. Grosseto è parsa, in entrambe le esibizioni, una compagine abbordabile. Se le differenze tra le due gare disputate contro i toscani sono poche, le differenze tra il Piacenza d’andata e quello di ritorno sono tangibili. La squadra ha giocato intimorita. Più dell’avversario, si teme. Gli episodi hanno detto male, ma mai come ieri gli episodi sono sembrati frutto della casualità. Chiamare in causa Mister Manzo è prassi calcistica consolidata. L’esonero dopo Grosseto è cosa fatta. Quel che capisco è che ha lavorato con quanto a disposizione, adattandosi a tutte le direttive societarie. Durante la sua gestione non ho visto scelte cervellotiche, estremismi, forzature. Ha cercato di tirare il jolly dal mazzo. Nel mazzo standard ce ne sono pochi, nel mazzo biancorosso pare siano meno. Mi aspettavo che il campionato potesse essere tribolato. Presumo pure la dirigenza l’avesse in preventivo. Recriminare, discutere la scelta dei vertici è superfluo, ormai è il passato. Archiviamo questo Grosseto Piacenza come spartiacque. Archiviamo il rigore calciato alto, il goal dubbio annullato, gli errori difensivi e quelli sotto porta. Archiviamo gli infortuni, il calcio propositivo, i giovani da schierare per conseguire il premio in denaro. Archiviamo speranze, entusiasmi, delusioni. Cancelliamo la lavagna, preparando però i gessetti nuovi. Dobbiamo scrivere.

Protagonisti:

Libertazzi: riceve due tiri in porta. Uno riesce anche a prenderlo, ma la respinta scatena un flipper da cui esce il raddoppio avversario.

Battistini: una piccola bottega degli orrori.

Corbari: l’assist per il goal bandiera è suo. Ma quell’incornata a colpo sicuro cos’era?

Martinbianco: Espulso, ingenuo.

Simonetti: è sinusoidale. La curva era in basso.

Miceli: una bella punizione in mezzo al poco. Avrebbe calciato dentro il rigore, ma era già uscito.

Pedone: brutta roba.

Visconti: giocare a calcio è diverso da correre.

Scorzà: ha giocato più minuti in questa partita che nelle quattro stagioni precedenti

Maio: mi aspettavo molto, è stato sinonimo di cipria.

De Respinis: due goal annullati, un rigore sprecato. Pesante.

Sono entrati:

Palma e Lamesta per Miceli e Maio: cambio che compensa gli under in campo, scompensando i rigoristi. E Lamesta il rigore lo ha procurato.

Bruzzone: rileva Scorzà. Parlando di incornate in attacco, se quella di Corbari è inconcepibile, la sua è imbarazzante.

Babbi: rileva Visconti, segna appena prima del triplice fischio. Per le statistiche.

Mister Manzo: così vanno le cose, e forse è così che devono andare. Come scriveva un amico: il calcio è metafora della vita. Non paga sempre il colpevole.

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