
Quale idea di città sottende il Pug, il nuovo piano urbanistico
generale? A quando un confronto diretto e sui contenuti con le
associazioni e con tutte le categorie? Troppa distanza tra il dire e il
fare secondo 12 associazioni ambientaliste che, siglato un unico
documento, lanciano un appello all’amministrazione comunale
perché il percorso del PUG sia davvero partecipato dai cittadini
che in una prima fase sono stati sì coinvolti nella discussione
d’avvio che però non ha mai avuto un vero e proprio confronto
partecipato. Questo strumento di pianificazione – hanno
richiamato le associazioni (si sono riunite nella sede di
Legambiente) ci parla di una prospettiva urbana per i prossimi 20-
30 anni e sarebbe necessario che il confronto fosse a tutto campo.
Un confronto vero, vis à vis che non è avvenuto. Ancora. Tanto
più importante in considerazione del particolare momento che
stiamo vivendo sia dal punto di vista ambientale, economico e
sociale.
Il punto centrale riguarda il concetto di partecipazione dei cittadini
alla programmazione dei territori e alle funzioni delle aree urbane.
È vero che le pagine internet del PUG sono piene di documenti e
tutti possono consultarli, scaricarli, studiarli, ma per raggiungere
una vera conoscenza di quello che quelle tabelle, quei retini,
quelle mappe significano nel concreto, occorre una vera
disponibilità a spiegare come si traducono quei disegni e quelle
immagini tra le strade della città e sulle aree ancora vuote. È nei
dettagli che si possono capire quali linee di indirizzo si vuole dare
a questo piano urbanistico. E i tempi stretti? Ovviabili visto che
l’orizzonte è tanto lungo si possono anche allungare, ne va di un
risultato finale più chiaro e partecipato. Hanno sottolineato Laura
Chiappa, Giuseppe Castelnuovo e Marco Natali di Legambiente.
Spetta al Comune illustrarlo ai cittadini nella sua interezza è
questa la strada perché possa emergere una soluzione il più
possibile condivisa. Attenzione – ha rilevato Massimo Esposito
(associazione Cura del bosco) – partecipazione non equivale a un
lungo elenco di incontri e convegni. Partecipazione significa ben
altro, è dialogo e confronto con i cittadini che vivono la realtà da
vicino e dai quali possono arrivare idee e proposte. E poi, là dove
l’audizione si è svolta come in commissione 2 nel maggio scorso –
ha riferito Giovanni Monti di Italia Nostra – il tempo a
disposizione è stato più che insufficiente.
Ma mano che le singole istanze prendono forma da parte dei
rappresentati di Comitati e associazioni si delinea un quadro di
“urgenze” uscite dall’osservazione dal basso e di istanze di
partecipazione che si traducono anche nel confronto con la società
civile rappresentata dal volontariato. Se Fausto Balestra (Acli) dà
atto al comune di essere interessato alla partecipazione per
renderla possibile nel concreto – suggerisce – ci vuole un dialogo
con l’associazionismo.
E poi Roberto Beltrametti (Comitato Veggioletta) sente viva
l’occasione di correggere gli errori commessi in passato. Cita la
tangenziale il cui tracciato passa all’interno del quartiere. Errori
così mai più…. Rinverdisce poi il tema del bosco urbano di cui si
è parlato varie volte negli incontri preparatori nella fase di avvio
del PUG. Soluzione possibile – segnala – viste le tante aree verdi
che possono diventare una parte significativa della cintura verde
cittadina. In fatto di verde poi Maria Pia Romano in
rappresentanza del Comitato parco della Pertite non manda a dire
come in vent’anni non si sia ancora ottenuto un vero confronto
con le amministrazioni per affrontare il problema seriamente. Ma
c’è di più: spesso non si prende in considerazione neppure il
percorso già fatto. Anche per questo l’apertura ai cittadini può
essere una strada per conoscere dal di dentro il problema.
Interrogativi, perplessità e necessità di chiarezza come per quel
che riguarda le aree verdi della città. Ne ha fatto cenno Giuseppe
Castelnuovo. “Tra i cittadini – ha segnalato – c’è una gran
domanda di verde. Lo dimostrano le affollatissime assemblee che
si svolgono come quella dedicata alle aree verdi di via Morigi e
agli ex orti di via Campesio a cui ha partecipato anche l’assessore
Bongiorni che si è fatto carico di portare all’attenzione della
giunta le istanze qui emerse. “Ebbene – è la richiesta al Comune –
l’area verde di via Morigi venga piantumata e attrezzata a servizio
del quartiere e il boschetto di via Campesio resti così e soprattutto
si cambi la destinazione urbanistica nel PUG da area di ricucitura
ad area verde”.
Quali altri strumenti per incidere? I rappresentanti di associazioni
e comitati di cittadini valutano insufficiente la via tradizionale
delle osservazioni ai piani regolatori. Non sono un momento di
partecipazione nella fase di stesura, ma avvengono una volta
passato al via del Consiglio comunale e quindi non diventano
incisive sugli indirizzi. In quel caso – hanno sottolineato – le
decisioni importanti sono già state assunte e scritte.
L’appello dunque si pone come un richiamo-critica-sollecito e
parlano della necessità di un segno di svolta da parte
dell’amministrazione comunale. Tra l’altro – hanno sottolineato –
non è una voce nel deserto viste le esperienze che anche in
Regione si sono sviluppate sul percorso dei PUG come dimostrano
gli stessi appuntamenti segnalati nei pagine internet dedicate a
questi Piani da Reggio Emilia a Parma ma anche in altre realtà. Se
davvero la pianificazione deve essere costruita insieme alla città –
è il messaggio che mettono in chiaro le associazioni – è necessario
avviare un percorso che preveda anche un periodico confronto con
i tecnici dell’ufficio di Piano e con i progettisti esterni incaricati di
redigere lo stesso piano oltre, naturalmente, ai referenti politici
dello stesso piano. Tutto questo è ancora lettera morta. Eppure –
segnalano – sarebbe un segno tangibile di cambiamento e di una
volontà di rendere la comunità protagonista del proprio futuro.
Sulla base di queste premesse ci si attende una risposta prima che
il documento urbanistico venga assunto in consiglio comunale:
“Chiediamo una rettifica importante e decisiva del percorso
partecipativo, in linea con la legge e con i reali bisogni della
comunità prima dell’assunzione del Piano in Consiglio
comunale”. Rimarcano inoltre come “le pur numerose attività
promosse fin qui dall’amministrazione abbiano volutamente
evitato quelle occasioni di confronto e approfondimento non solo
previste dalla legge ma essenziali e ineludibili per consentire
davvero una seria partecipazione alle scelte che il Consiglio
comunale ha la responsabilità finale di assumere, ma che devono
scaturire da un’analisi senza reticenze degli effetti positivi e
negativi del passato e dalla considerazione attenta dei mutamenti
epocali a cui assistiamo, in campo ambientale, sociale ed
economico”. E tra l’altro – sottolineano – la nuova legge regionale
ha correttamente insistito sul percorso partecipativo fin dalle fasi
iniziali del Piano proprio per marcare la differenza con il passato.
Durante l’incontro ricostruite le tappe a partire dai primi passi
della discussione sul Piano Urbanistico Generale. Iniziati il 25
febbraio 2023 nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese con i tre
gruppi di lavoro che hanno espresso aspettative e proposte rispetto
al Pug. A questo – hanno lamentato i rappresentanti delle
associazioni – non è stato organizzato alcun incontro ulteriore,
come era stato promesso, per una restituzione delle proposte
avanzate e per approfondimenti tematici sugli argomenti ritenuti
più degni di attenzione e di analisi”.
Successivamente, fino al 17 febbraio 2024, si sono poi susseguiti
altri sette incontri che, seppure interessanti ma in cui i partecipanti
svolgevano prevalentemente la funzione di uditori. Ricordati
anche i laboratori di quartiere in cui però i cittadini “non sono stati
soddisfatti nel loro desiderio di approfondire le problematicità del
proprio quartiere per avanzare eventuali soluzioni”.
Alle visite ai luoghi della rigenerazione urbana: padiglione
Palmanova e ex scuderie di Maria Luigia, torrione Fodesta,
torrione e bastione Borghetto, caserma Cella-Alfieri (Benedettine),
caserma Cantore, ex chiesa delle Benedettine, hanno potuto
partecipare solo in pochi (un rappresentante per associazione), in
orari difficilmente accessibili ai lavoratori e con tempi di
comunicazione dell’invito molto ristretti.
Le associazioni e i comitati cittadini firmatari del documento sono
i seguenti. Fat e Pc Fondo ambiente e territorio Piacenza, Italia
Nostra sezione di Piacenza, Legambiente Piacenza circolo “Emilio
Politi”, Comitato Parco delle Mura, Aps “La cura del bosco” Ets,
VeloLento, comitato Verde e Salute (ex orti di via Campesio e
campo di via Morigi), Comitato Amici della Pertite, Acli
Piacenza, Fiab Amolabici Piacenza, Comitato Veggioletta e
Comitato “Tutto per S. Antonio e il suo campone”.
Antonella Lenti




