
Secondo tempo del percorso partecipato sul rifacimento della piazza. Affrontati i nodi: traffico, pedonalizzazione e struttura per eventi e promozione del territorio
Parcheggi, parcheggi subito. Verde per ridare fiato a una città che soffoca nel calore estivo e per assorbire polveri e CO2. Aree di pedonalizzazione della zona per alleggerire il passaggio di auto e dare sicurezza a un punto cruciale: la scuola Mazzini frequentata tra materne elementari e medie da almeno 300 alunni. In una parola dare valore a una piazza, da sempre ai margini, relegata a piazza d’armi e poi a stazione per le corriere diventata, una volta chiusa, un non luogo a cento metri da piazza Cavalli. Così non va. Ne sono tutti consapevoli. Tuttavia dopo la ferita inferta è necessario ripartire e pensare a un progetto di piazza che dia valore al bellissimo monumento che la contiene (ne deve essere il perno) e che tenga conto di tutto quello che sta intorno. Aree militari comprese i cui spazi, alcuni diventati pubblici, appaiono preziosi per sopperire alla fame di parcheggi che questa zona ha da sempre. Nella fase finale dell’incontro, dopo i discorsi, arrivati i suggerimenti, i desiderata da mettere nero su bianco. Su un tavolo, accanto all’ingresso, due planimetrie dell’area in discussione una su cui tracciare da una parte i problemi più macroscopici e dall’altra pronto ad accogliere le indicazioni delle proposte…
Cittadella secondo tempo
Si inizia a entrare nella fase operativa per raccogliere elementi utili a disegnare il futuro dello spazio oggi ferito e stravolto. Diversi i nodi emersi durante il pomeriggio di mercoledì nella sala Luigi Farnese di cui sono stati protagonisti dapprima le associazioni e la Consulta ambiente, quindi i rappresentanti della scuola e infine residenti e commercianti.
Sono stati questi ultimi a domandare con forza i parcheggi. “indispensabili per la sopravvivenza delle attività sulla piazza”. Con una novità rispetto al tema della pedonalizzazione su cui si sono detti favorevoli. A conti fatti però sono i parcheggi ad angustiare gli operatori “indispensabili contro la desertificazione”. Saltati i posti auto interrati – 250 – ridimensionati quelli di piazza Casali (progetto di riqualificazione approvato ma non ancora avviato) resta oggi un deficit di almeno 450 posti auto per colmare il fabbisogno della zona Nord della città, “la porta” piacentina da cui arriva il flusso da Milano e dalla Lombardia. Questa piazza è il nostro biglietto da visita – hanno messo in evidenza. Da qui la proposta di realizzare anche una struttura leggera in cui offrire servizi di ristoro, spazio per eventi e informazioni sulle particolarità del territorio (tutto il territorio città e valli).
Non importa dove sia collocata ma ci deve essere ed è un altro elemento che mette d’accordo un po’ tutti gli interlocutori che hanno preso parte al percorso. Altro elemento comune la richiesta che tra i progetti delle due piazze attigue vi sia continuità di riqualificazione. Le piazze hanno svolto funzioni diverse nel tempo, ma oggi fanno parte di un’unicità di cui il cuore deve essere, se ma ancora di più di quanto lo sia adesso, palazzo Farnese.
Ma il punto nodale sono i parcheggi comodi, vicini e da individuare in tempi brevi.
Un punto di svolta sicuramente al momento carico di incertezze. Ma è un imperativo cercarli nelle zone immediatamente limitrofe alla piazza.
Spazi possibili nelle aree militari
Tutti ne sono consapevoli. Ma sono soprattutto le categorie commerciali che lo chiedono a gran voce (intervenuti Confcommercio con Gianluca Barbieri e Fabrizio Samuelli di Confesercenti) e lo hanno esplicitato in questo secondo tempo del percorso partecipato. Posti auto presto e in tempi brevi. Se non si potranno avere sulla piazza – hanno segnalato – li si cerchi nelle zone intorno, ma ci vogliono. Dove? Giacciono da tempo proposte su alternative ai margini di quest’area su cui però resta un velo pesante d’incertezza e riguardano le aree militari. Interpreti delle proposte Giuseppe Castelnuovo a nome della Consulta ambiente e territorio che ha centrato il suo intervento sulla possibilità di avere a disposizione l’intera area Pontieri (passata al demanio in cui potrebbero essere disponibili 350 posti auto) che appartiene alla Provincia, per non trascurare un altro punto prezioso come la ex caserma Nino Bixio: “Riteniamo che l’eventuale disponibilità dei locali e delle strutture dell’ex caserma Nino Bixio che potrebbe contenere 50 posti auto (dove è in corso la ristrutturazione delle ex Scuderie di Maria Luisa d’Austria) – ha ricordato citando un documento prodotto dalla Consulta ambiente – potrebbe rappresentare una significativa opportunità per rivedere la destinazione funzionale complessiva dell’ex caserma, a partire da una nuova destinazione del mercato coperto rionale”. Ma in fatto di parcheggi è giacente una proposta sempre avanzata da Legambiente. Risale a 30 anni fa – ha ricordato Castelnuovo – riguarda “l’esproprio per pubblico interesse dell’area SI.AL. ex demolitori compresa fra via XXI aprile e via del Pontiere (stimati 350 posti auto) e dell’area compresa fra via del Pontiere (ex passaggio a livello ferroviario di fronte a porta Borghetto) e il tiro a segno (stimati circa 1.000 posti auto) ovviamente con dotazione di apposita navetta elettrica per collegare i parcheggi col centro città (circa 5 minuti) come in tante altre città italiane ed europee”. Del resto non avviene così anche per il parcheggio sul piazzale dello stadio attivo da anni e a quanto pare apprezzato visto l’utilizzo che se ne fa. Tuttavia sembrano permanere perplessità rispetto a una localizzazione a parcheggio di aree “troppo decentrate”. Anche rispetto a quelli già esistenti (esempio la Cavallerizza) non poche le lamentele sulla lontananza dalle strade centrali. Ha rimarcato l’assessora all’urbanistica Adriana Fantini.
Altri nodi da sciogliere, verde e pedonalizzazione
Durante l’incontro con gli esperti di società Arcadis, che ha il compito di stilare un progetto di fattibilità a conclusione del percorso partecipativo, il verde e quale verde ha avuto una parte importante. Sono state proiettate slide di ipotesi di scuola, punto di riferimento per delineare i contenuti della piazza con l’assicurazione che tutti i materiali utilizzati saranno drenanti questo per favorire la riduzione del calore nei mesi estivi. Una diversa valutazione in proposito viene offerta da alcuni interventi arrivati dal pubblico presente. Dapprima la Consulta ambiente e territorio che invece parla di “gran parte di permeabilità che dovrebbe avere l’area” oltre naturalmente alla necessità di ”ricostruire le condizioni del verde e di alberature utili come misure di adattamento ai cambiamenti climatici”. La Consulta in proposito ha depositato un documento con le osservazioni richiama anche la necessità di un confronto stretto con la Soprintendenza “Non può più ignorare il tema del cambiamento climatico e del costante aumento delle temperature medie urbane”. Come a dire che un tema cruciale per affrontare i problemi urbani riguarda la vivibilità degli spazi di una città.
Quanto alla pedonalizzazione di alcuni tratti delle vie che intersecano la piazza rappresenterà probabilmente un altro tema di confronto serrato. Il transito delle auto in via Cittadella e in via Baciocchi rappresentano infatti due dei vincoli posti dal Comune ad Arcadis alla base dell’incarico assegnato.
Questione pedonalizzazione sì o no di via Cittadella è fondamentale sulla fisionomia del futuro progetto e sembra che vi sia una disponibilità a considerarla almeno per una parte di essa. La via di accesso da piazza Cavalli viene considerata il cannocchiale sul palazzo e, secondo gli intendimenti enunciati dovrebbe diventare “la via di accesso principale a palazzo Farnese” seguendo, tra l’altro, un’idea che fu alla base della costruzione stessa del palazzo da parte dei Farnese.
Il punto però è l’alleggerimento dalle automobili. In parte, secondo le intenzioni enunciate dai progettisti, completamente secondo le osservazioni ambientaliste. Tutti d’accordo su un punto. La zona di via Cittadella antistante la scuola Mazzini dovrà essere rivista per dare verde e sicurezza ai ragazzi che la frequentano. Con un uso misto pubblico-scolastico insieme. E potrebbe essere su questo punto la mediazione. Ma la richiesta contenuta nel documento della Consulta ambiente si spinge oltre. Parla infatti di “chiusura al traffico veicolare di via Cittadella, da pedonalizzare, almeno nel tratto compreso fra via Gregorio X e via Baciocchi. Il traffico proveniente da via Borghetto – si spiega nel documento – potrebbe defluire verso via Cavour mediante via Gregorio X a destra e verso il ristorante “Rabarbaro”, a sinistra. Senza ignorare il fatto che l’area antistante la scuola, pur conservando il cannocchiale ottico previsto fra piazza Cavalli e Palazzo Farnese, potrebbe eventualmente essere inclusa nell’area che è stata oggetto dei lavori di scavo e che auspichiamo diventi completamente verde”. Molta carne al fuoco. Tra cui, da ricordare, la suggestione raccontata da una partecipante su quanto realizzato in Spagna a Madrid, Barcellona. Dove la pedonalizzazione, la riqualificazione, la transizione al verde ha rilanciato interi quartieri. Quindi si può. Se si vuole.
Antonella Lenti




