Volevano vincere a Carpi. Dichiaravano che ci avrebbero provato, come il boccalone, gli ho creduto. Non è andata come nelle speranze. Di programmi non scrivo. Impossibile ci fosse qualcosa di programmato nel 3 a 0 incassato all’ ex velodromo Cabassi. Dentro il “Cabassi”, oltre alle due compagini, la terna arbitrale e un po’ di spettatori, c’era uno striscione scritto in dialetto: “Per il Carpi ho fatto di tutto, tranne il ruffiano e il ladro”. Un anziano lì vicino mi ha spiegato che sono parole di Guerino Siligardi, portiere, allenatore, presidente, magazziniere, autista e pure poeta per i colori carpigiani. Perdere contro una squadra forte non è un problema, lo dice anche il nostro presidente. Perdere perché hai giocato male, non è un problema, lo dice anche il nostro allenatore. Perdere insomma non è un problema. Io, qualcosa che assomiglia a un problema, in campo l’ho visto.

Il Carpi ha il buon potenziale, attraversa lo scintillante momento di forma, vive l’ambiente tranquillo e tutto quel che si vuole, però il Piacenza ha agevolato al meglio la condotta degli avversari. Le statistiche dicono che siamo riusciti a passare la linea di metà campo dopo sette minuti. Ho smesso di leggere le cifre della gara, alla voce: passaggi corretti. Li ricordavo tutti e tre. La squadra di Franzini ha dato prova di forte coerenza, interpretando male tutte le fasi di gioco: difesa al burro, centrocampo molliccio, attacco floscio. Se agli ingredienti aggiungete che di fronte non c’era la solita banda di scappati da casa, il risultato è inquadrato anche a rigore di logica. Di buono c’è che torno da Carpi con una convinzione: mercoledì ventisei Febbraio andrò a lavorare. Ci sarà turno infrasettimanale a Vicenza, ma andrò a lavorare. Nessuna ripicca, è solo che un risultato positivo cambierebbe poco la classifica. Mentre perdere non sarebbe un problema. Lo abbiamo imparato.

Protagonisti
Franzini: questa settimana non dica che da certe situazioni si esce lavorando. I ragazzi si spaventano, sono calciatori professionisti.
Mazzini: incolpevole, dove si poteva è arrivato.
Zappella: ci cava fuori poco. Più si andava sotto, meno ci cavava fuori.
Milesi: gioca con una paura fuori luogo.
Pergreffi: sbaglia poche partite, ma quando le sbaglia c’è da dare di testa.
Borri: ecco Borri lo salvo, non ha mai perso l’obiettivo di partita in corso.
Nannini: maluccio davvero oggi.
Franchini: scelto dal mister perché gli ricorda Nicco. Un giorno che ha tempo mi farò raccontare in cosa gli somiglia.
Della Latta: anche lui è da salvare, non foss’altro che per averci provato fino all’ultimo.
Marotta: la peggior partita da quando è a Piacenza.
Sestu: avrebbe bisogno di staccare un attimo, invece di fare il jolly d’attacco. In un mazzo sono pochi e non sempre si pescano.
Polidori: un determinato passo indietro rispetto a Ravenna.
Sono entrati: il cugino di Paponi, il di manovra Cattaneo, il piacentino Castellana, il terzino Imperiale e il cinque minuti di Sylla. L’arbitro se n’è accorto e ha concesso un lungo recupero.




