‘Punto Famiglia’ Acli, sentinella del disagio

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La presentazione del “Punto Famiglia” Acli

Sarà un punto di ascolto e di orientamento per le famiglie indebolite dalla crisi economica, una ‘porta sociale aperta’ ma anche una sorta di sentinella capace di intercettare sul nascere situazioni di disagio per trovare insieme soluzioni tempestive alle nuove problematiche sociali. Nasce anche a Piacenza il ‘Punto Famiglia’ dell’Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), che con questo servizio aggiuntivo intende offrire un nuovo supporto alle famiglie, ‘anello debole del tessuto sociale e della crisi economica e del welfare’, afferma Roberto Agosti, presidente provinciale delle Acli. Il Punto Famiglia piacentino – che avrà una doppia sede, sia presso l’Acli di via Beverora che presso l’Enaip in via San Bartolomeo – mira a diventare il cuore della relazione di aiuto per le famiglie piacentine: ‘Il nostro obiettivo – aggiunge Agosti – è creare un servizio condiviso, diffuso ed in collaborazione con gli altri soggetti del territorio: istituzioni, diocesi e mondo associativo’.
‘E’ un progetto importante le cui chiavi di lettura – ha affermato l’assessore al Sociale Giovanna Palladini – si possono sintetizzare in semplicità, competenza e volontà di lavorare in rete per trovare insieme soluzioni comuni a vantaggio della comunità, specialmente in un momento in cui gli enti locali faticano a reperire risorse’. Il ‘Punto Famiglia’piacentino è il 116esimo in Italia e si distinguerà dalle altre esperienze nazionali perché mira a diventare anche un punto aggregativo, dove incontrarsi, scambiare esperienze e sviluppare una rete interfamiliare forte, che faccia sentire le famiglie piacentine meno sole in società. ‘Per raggiungere tale obiettivo – aggiunge Agosti – percorreremo percorsi che abbiamo in parte già sperimentato come la fortunata esperienza del Circolo Domenico Novara che ha sede presso l’Enaip (l’ente di istruzione professionale delle Acli che forma oggi circa 200 ragazzi)’.
Famiglie sempre più sole
‘Ciò che spaventa le famiglie non è un tenore di vita più basso bensì il non essere certe del sostegno derivante da scelte politiche – aggiunge Agosti – oggi più orientate a considerare la famiglia un bene individuale piuttosto che sociale, più come un costo ed un soggetto da assistere invece che da promuovere’. Si aggiungono le gravi difficoltà del momento: ‘Dal 2008 ad oggi il potere d’acquisto delle famiglie italiane si è ridotto dell’11,8%’, ha sottolineato la responsabile nazionale dei ‘Punti Famiglia’, Lidia Borzi giunta a Piacenza in occasione dell’inaugurazione del nuovo servizio Acli, che ha definito ‘un luogo di ascolto, orientamento e di empowerment delle famiglie. Accanto alle difficoltà economiche – che colpiscono il 56% delle famiglie italiane –  si aggiungono problematiche relazionali: dal 1995 ad oggi i divorzi sono triplicati perché la società dei consumi ha preso il sopravvento sugli affetti e sui valori cristiani’.
La domenica in famiglia
Dall’Mcl un appello a collaborare insieme nella riappropriazione della domenica come ‘giornata della famiglia’. ‘Dal 2004 abbiamo raccolto 400mila firme a livello nazionale per ripristinare la domenica come giornata non lavorativa,da trascorre a casa e non nei centri commerciali’ – ha affermato Umberto Morelli, presidente provinciale Mcl che ha poi ricordato ‘l’anomalia dei 30 comuni piacentini (su un totale di 48) definiti ‘turistici’ solo per poter consentire agli esercizi commerciali di tenere aperto la domenica: serve un’inversione di tendenza’. Acli e Mcl insieme all’intero mondo cattolico invitano domenica 25 novembre a firmare sui sagrati delle chiese la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Libera la domenica’ per abolire le aperture domenicali di centri commerciali e negozi.

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