
Il Klimt ritrovato, le elezioni regionali incombenti, il mercato in corso, la diretta televisiva e tre partite in sette giorni. Roba da far tremare le ginocchia a chiunque. I ragazzi di Franzini non hanno retto al groviglio emotivo e anche il Mister non è uscito indenne. Ero in tribuna ieri sera, ci vado una volta all’anno. Di solito prendo un freddo della Marianna e perdiamo. Ieri non ho preso freddo. Ho avuto la fortuna di avere due ottimi vicini di posto: Enzo Concina e Maurizio Franzone. Maurizio non lo conoscevo. Abbiamo parlato dell’unica sua presenza piacentina. Era la serie A del 2003, lui era in Brasile per il Beach Soccer, tornò per l’infortunio a Guardalben. Insieme abbiamo detto “Che parata” quando Bertozzi è arrivato sulla prima conclusione della Triestina Insieme siamo ammutoliti quando il triestino ha buttato dentro la respinta. Da quel momento il Piacenza è andato in buca. Alla fine del primo tempo non si registrava nemmeno un tiro in porta dei nostri. Anche loro non l‘hanno mai centrata, ma vicini a raddoppiare ci sono andati. Si ricomincia motivati. Sugli spalti intendo, perché dal campo non arriva segnale. Anzi arriva il raddoppio. Palle mal gestite in mezzo al campo, la difesa si trova mal piazzata, il male è tutto nostro. Sugli spalti intendo, perché dal campo vedo solo la resa. Girandola di cambi, qualcuno per temporeggiare. Timide azioni, imbastite per salvare la faccia. Poi l’arbitro vede uno di quei rigori che se te li fischiano contro, impazzisci. Paponi accorcia, la Triestina barcolla e non ne imbrocca più una. Per pareggiare servirebbe un miracolo. Mezzo accade. Come gli alabardati abbiano sbagliato un contropiede in due contro uno, è materia di studio. L’altro mezzo invece no, il tiro di Della Latta termina a lato. Al triplice fischio c’è voglia di tornare a casa e non pensare che giovedì si gioca ancora.
Protagonisti
Franzini: probabile che chi lo contesta si aspettasse gran calcio. Altrettanto probabile che chi lo contesta si aspetti un po’ di calcio.
Bertozzi: migliore in campo, dove poteva è arrivato.
Nannini: un passo indietro, dispiace. Si cambia con Imperiale che sembra un pelo più indietro.
Pergreffi: c’è rimasto male. In città girava uno con la felpa “il capitano” e la gente anziché dirgli che il nostro capitano è un altro, gli cioccava le mani.
Milesi: per solidarietà con Pergreffi ha giocato sullo stesso tono, quello grave.
Della Latta: la macchina rimane solida, ma la convergenza è da sistemare. Importante sempre, errori troppi
Zappella: gioca qualche buon pallone, che si annacqua nella prestazione corale.
Marotta: la dinamo non produce la solita energia. Si cambia con Sestu che è sempre fulcro di tutto quel che succede davanti.
Bolis: a Trieste venne schierato titolare. Al ritorno il Mister ci riprova, ma i risultati cambiano. Entra Cattaneo che un minimo di vivacità in più offre.
Corradi: serataccia, forse solo il terreno di gioco ha fatto peggio. Esce per Sylla che volendo strafare strafà troppi falli inutili.
Paponi: è forte, si vede anche in serate smorte. Segna su rigore, il resto è sbattimento.
Polidori: la prima occasione della partita è sua, senza il resto. Gli subentra Franchini che è appena arrivato anche lui. Giornata difficile per esordire.




