Prima di campionato. Siamo solo all’inizio, serve pazienza

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Il campionato è ricominciato. Puntuale, non come l’anno scorso. Al calcio d’agosto c’ho sempre dato di poco. Però quest’anno la prima giornata era fissata per fine agosto. Il Piacenza doveva esordire contro l’Arzignano Valchiampo. E così è andata. Alle 15 di domenica 25 Agosto, i capitani di Arzignano Valchiampo e Piacenza si scambiano i gagliardetti al centro del campo. Il campo in questione si trova a Vicenza. Attorno infatti ci sono gli spalti dello stadio Menti. Per chi ha qualche primavera sul groppo, è lo stadio con la colonnina di sostegno che disturbava le riprese televisive di 90° minuto. Alle 15 di domenica 25 Agosto sono in spiaggia. I biancorossi invece hanno finito le ferie già da un pezzo. Franzini è da luglio che resta chino sugli schemi. Proprio come una volta si stava chini sul fatturato. Giorno e notte a elaborare il nuovo gioco spumeggiante. L’idea che mi sono formato sotto l’ombrellone, è che fossimo un po’ indietro coi lavori. Squadra nuova, molto probabilmente nemmeno ultimata, preparazione estiva mirata alla carburazione graduale. Il solito menù di frasi preconfezionate insomma. Sono rimasto in spiaggia a leggere “L’ombra delle colline”. C’è molta Piacenza nelle pagine. Certo ogni 10 facciate rispondevo a un amico che mi credeva allo stadio. Parole asciutte, tipo: “Dominiamo”, oppure “Assedio”. Ho avuto anche fortuna. Nel libro, un vaso di gerani sfiora la macchina del Duce mentre sfila su Corso Vittorio Emanuele. Decido quindi di inviare: “Paponi”. L’amico risponde che l’hanno annullato. Prendo a consultare la rete, accorcio i tempi di risposta a 2 facciate. Attorno alla mezz’ora del secondo tempo, ho lo stesso atteggiamento da tifoso delle top squadre. Quella boria che ho sempre schifato. Mi dico che ci vuole tutta a non vincere col Valchiampo. Nei dialoghi interni abbrevio il nome dell’avversario. Me lo dico e me lo ripeto, perché gli unici aggiornamenti che giungono dal campo, riguardano le girandole di sostituzioni. Siamo alla fine. Segnalano rigore a favore dei biancorossi. Dopo qualche minuto la cronistoria del match recita: “Paponi, parato”. Sento la voce di quel parroco piacentino, spostato in una parrocchia del ramo ricco del Ducato. Nei sermoni elencava tutte le peggiori nefandezze di grandi peccatori, chiudendo con: “…e po’ l’è ad Parma”. Paponi comunque non è di Parma, ci ha solo giocato.
Dalla prima giornata esce il nulla di fatto. Quelli che c’erano, dicono che è uscito solo il nulla. Sarà la salsedine, ma non sento come segnale preoccupante questo zero a zero. Siamo all’inizio. Per la presa di spuma serve pazienza.

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