Pochi soldi per i cantieri, si punta su ciclabili e scuole

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Da sinistra, gli assessori Cacciatore e Bursi
Da sinistra, gli assessori Cacciatore e Bursi

L’inizio delle estati piacentine coincideva quasi sempre con l’esplodere delle polemiche. Il bersaglio? I tanti cantieri che rendevano la città e la provincia una sorta di percorso ad ostacoli con tanti disagi per i piacentini e gli appelli a portare pazienza. E’ in questa stagione che sono partite le più importanti opere che hanno cambiato il volto di Piacenza (qui non è in discussione se in meglio o in peggio): da piazzale Marconi al Cavalcaferrovie, da piazza Sant’Antonino a piazzale Plebiscito e l’elenco potrebbe continuare. Sempre in questa stagione le amministrazioni decidevano di intervenire per andare a rattoppare l’asfalto nelle strade rovinate dalle fitte nevicate (fenomeno che negli ultimi anni si è verificato molto spesso). L’estate 2013 sembra invece andare in controtendenza rispetto al trend degli ultimi anni: di cantieri in giro se ne vedono pochi. Segno della crisi? Lo abbiamo chiesto ai due assessori ai Lavori Pubblici di Comune e Provincia, rispettivamente il vicesindaco Francesco Cacciatore e Sergio Bursi. “Segno più che altro del Patto di Stabilità” spiega Cacciatore. Già, l’ormai famigerato patto di stabilità che impone agli enti locali tetti di spesa. Si prenda come esempio pilota quanto accaduto un annetto fa. “Avevamo 3,5 milioni di lavori già fatti con fattura da pagare. L’anno scorso il Patto ci ha consentito di poterne sbloccare soltanto un milione quando nelle casse ne avevamo 13 milioni disponibili: sono questi i guai del Patto per i quali tutti i sindaci protestano”. Cacciatore non nega “la depressione negli investimenti”, ma attribuisce in gran parte al Patto le ragioni di questa diminuzione di investimenti in cantieri e opere pubbliche. “Ciononostante sono partiti diversi cantieri importanti: il Tecnopolo per 8,4 milioni, il parcheggio di piazza Cittadella è stato aggiudicato e presto partiranno le opere, Eataly alla Cavallerizza dovrebbe partire, stiamo rifacendo il tetto della scuola Alberoni, ci sono stanziati 820mila euro per il Lungo Po e 450mila euro per la manutenzione strade”. Il succo del discorso: “Non è tempo di opere faraoniche, ma inevitabilmente è cambiata l’impostazione: sono tempi in cui occorre dare risposte ai bisogni più minuti, come ad esempio la messa in sicurezza della rete di piste ciclabili”.
In Provincia la situazione non è diversa. Sulla manutenzione delle strade “cerchiamo di intervenire mettendo in sicurezza quei punti che sono stati rovinati dal ghiaccio e dalla neve dell’inverno – afferma Bursi – E’ chiaro, non siamo in un periodo in cui si possono spendere tanti quattrini né li abbiamo a disposizione, ma stiamo intervenendo per gestire situazioni d’emergenza e comunque per alleviare i piacentini dai disagi”. E’ invece sul fronte dell’edilizia scolastica dove l’ente di via Garibaldi sta premendo sull’acceleratore, addirittura più che negli anni precedenti. “Abbiamo investito quasi 6 milioni di euro in opere scolastiche”. Ad esempio 2.300.000 per la scuola di Castelsangiovanni, 1.600.000 per la palestra della scuola Mattei a Fiorenzuola e altri 2.300.000 destinate ad altre nove scuole della nostra provincia. Il quadro economico di questi tempi non è semplice, ma stiamo facendo il nostro dovere”.

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