
Piacenza guarda al futuro partendo dalle idee dei suoi giovani. Non come slogan, ma con un gesto concreto: sostenere progetti che nascono dentro la comunità, che provano a immaginare nuovi modi di stare insieme, di prendersi cura della città, di coltivare saperi e relazioni. Il bando Piacenza 2030 – Giovane città futura è stato per la seconda volta un invito aperto alla partecipazione delle nuove generazioni, chiamate a proporre iniziative capaci di incidere sulla qualità della vita locale, in dialogo con le priorità indicate dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
L’idea alla base del bando è semplice ma ambiziosa: sostenere l’autonoma iniziativa dei giovani per rafforzare la comunità locale, promuovere la socializzazione e la cittadinanza attiva, contribuire allo sviluppo di competenze e alla crescita culturale e sociale della città. In questo quadro, la cultura, l’aggregazione, la sostenibilità ambientale e la cura degli spazi urbani non sono concetti astratti, ma campi di azione concreti dove innovazione e pratiche quotidiane si incontrano.
Il processo di selezione dei progetti finanziati si è concluso con un momento pubblico di presentazione, Insieme verso la città futura, tenutosi a dicembre 2025 nel Salone Pierluigi di Palazzo Farnese, dove sono stati presentati i progetti vincitori dei bandi Piacenza 2030 e UAU PC! Urban Art Unites Piacenza, un’altra importante iniziativa dedicata alla rigenerazione urbana attraverso la street art.
Tra i progetti premiati nell’ambito di Giovane città futura, emerge subito la varietà di approcci e ambiti in cui i giovani si sono cimentati, ciascuno con un proprio modo di immaginare la città come spazio di crescita. C’è Orienteering a staffetta mista, ideato da Associazione OTP GEA Orienteering ASD APS, che punta ad avvicinare i giovani allo sport all’aria aperta e alla relazione tra pari, superando categorie tradizionali e costruendo squadre miste. C’è Colori di Comunità, del gruppo informale Vibe Squad, che mette al centro la partecipazione di abitanti e giovani nella creazione di un murale di quartiere, trasformando la rigenerazione urbana in un’esperienza condivisa. Note d’organo in città, proposto dal Gruppo Informale Euterpe, affronta la valorizzazione del patrimonio organario della città, tessendo relazioni tra strumentisti, luoghi e comunità. Questi progetti, per quanto diversi, incarnano lo stesso desiderio: contribuire a rendere Piacenza uno spazio dove essere giovani significa sperimentare, condividere e creare senso insieme.
In tutte queste proposte si legge un filo comune: la volontà di coniugare il senso di appartenenza al territorio con l’apertura a nuove forme di espressione e partecipazione, affrontando temi che vanno dalla cura degli spazi pubblici alla costruzione di reti sociali, dalla promozione di stili di vita sani alla diffusione di saperi tradizionali in chiave innovativa. È questa molteplicità di prospettive che rende il bando non solo un meccanismo amministrativo di assegnazione di risorse, ma un vero laboratorio di cittadinanza attiva.
Piacenza 2030 non è solo un invito a proporre idee, ma un modo per leggere la città attraverso gli occhi di chi la vive, la abita e la trasforma. Nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda 2030, il bando ha tradotto in pratiche locali obiettivi globali come l’educazione di qualità, la sostenibilità ambientale e l’inclusione sociale, dimostrando che anche iniziative apparentemente piccole possono avere un impatto evidente sulla qualità delle relazioni urbane.
Adesso, con i progetti vincitori resi noti e presentati pubblicamente, si apre una fase nuova: quella del racconto. Dietro ogni titolo ci sono persone, motivazioni, percorsi, speranze e un modo specifico di intendere la comunità. È il momento di dare voce a queste storie, di ascoltare chi ha trasformato un’idea in un progetto realizzabile e di capire cosa significa, per chi lo propone e per chi lo vivrà, portare avanti queste iniziative. In un tempo in cui sempre più si parla di partecipazione, sostenibilità e rigenerazione urbana, queste storie rappresentano uno sguardo privilegiato su come, attraverso l’azione concreta delle nuove generazioni, si possa abitare il presente e immaginare insieme il futuro della città.




