
Matteo Faroldi è un architetto di lunga data, già segretario dell’Ordine professionale e titolare di uno studio di architettura dal 2005 che si occupa di restauro, ristrutturazioni, interior ed exterior design, ha partecipato alla tavola rotonda del 10 gennaio al circolo Amici dell’Arte con la rivista L’urtiga e altri colleghi e addetti ai lavori per dibattere sul futuro dell’urbanistica a Piacenza. Gli abbiamo chiesto di esprimerne alcune valutazioni.
“La tavola rotonda organizzata da Ippolito Negri, in concomitanza della presentazione della nuova edizione della rivista L’urtiga, è stata veramente un’ottima occasione di approfondimento della storia urbanistica, delle dinamiche sociali e delle visioni relative alla nostra città. Probabilmente avere avuto ancora un po’ di tempo alla fine delle esposizioni sarebbe stato ulteriormente stimolante per un confronto sia fra relatori che con il pubblico presente, soprattutto proprio in relazione all’imminente inizio di processo di formazione del nuovo PUG (Piano urbanistico generale). Quanto espresso dalla tavola rotonda è già stato introiettato sia a livello di tutela del territorio che del costruito, sia a livello di visione della città futura. Quello che ho illustrato alla sede degli Amici dell’Arte è una mia elaborazione e prefigurazione di città auspicata, nata dalla raccolta di indirizzi già avviati dall’urbanistica locale, da spunti di colleghi (ad esempio l’iniziativa ‘abbattiamo i muri di Piacenza’), e visioni personali nate sia grazie alla mia formazione che all’attenta osservazione delle realtà di numerose città del Nord e Centro Italia che per ragioni lavorative ho avuto la fortuna di conoscere. Per pura passione ho quindi riversato nella mappa dinamica appunti di almeno un decennio, a partire dalle ipotesi di completamento del ring verde del Parco delle Mura che durante la mia attività ordinistica avevamo sottolineato in forma di osservazione al PSC del 2013 (Piano strutturale comunale)”.
Faroldi ha quindi illustrato alcuni ambiziosi progetti da realizzare nel breve futuro come “il Parco della Mura, il cui punto focale sarebbe il Castello Farnesiano, e relativo vallo, realizzabile trasferendo le strutture dell’Arsenale alla Pertite, area già dei militari con grandi interrogativi sui costi di bonifica da parte della collettività”.
La sezione Ambiente dell’Esercito ha svolto un’indagine di cinque mesi nel 2018 che ha stabilito che l’area non necessita di bonifica…
“Le indagini dovrebbero essere svolte da enti super partes, come nel caso, ad esempio, di aree ex industriali, le valutazioni svolte dai proprietari non hanno valore effettivo.”
Faroldi ha poi aggiunto elementi progettuali e di visione come l’interramento di un tratto di 800 metri del viadotto autostradale che in modo decisamente invasivo ha creato un’ulteriore barriera con il Po e dequalificato un’area dalle enormi potenzialità ambientali urbane: “A Düsseldorf e in altre città europee (per esempio a Santander) sono stati fatti interramenti in fregio a fiumi o aree portuali per ridare spazio e vita ai centri urbani. La fattibilità quindi del ‘tunnel nord’ non sarebbe fantascienza, basta appunto vedere le opere citate come il nuovo Centro Botín di Renzo Piano a Santander”.
Puro divertimento, è stato invece, considerare l’ipotesi di realizzare un viadotto che superi la rotonda della Galleana risolvendo una delle maggiori criticità del traffico cittadino ed affidandone la progettazione all’architetto Santiago Calatrava.
Faroldi ha poi sottolineato come un altro tema che riemerge sempre è quello della mancanza di parcheggi vicini al centro storico: “Le città capoluogo di piccole e medie dimensioni, che non possono avere infrastrutture come metropolitane e parcheggi scambiatori come quelli di Milano, hanno floridi centri storici se gli stessi hanno le carte in regola per essere centri commerciali naturali a servizio di aree geografiche con sviluppo estensivo, cioè poca popolazione su grande estensione territoriale, che rende indispensabile la mobilità individuale. Ritengo quindi il parcheggio della Cavallerizza già un ottimo potenziale che però risulta inespresso in mancanza di una valorizzazione dei percorsi di collegamento all’area commerciale del centro stesso. Il previsto ed opposto parcheggio in Piazza Cittadella sarebbe il naturale complemento a nord, sia per lo sviluppo commerciale e turistico (ad oggi la stessa via Cittadella è tutto fuorché un biglietto da visita…) ma anche per il rilancio demografico dell’entro-mura (solo il 20% dei residenti del Comune di Piacenza abita in centro).”
Quali città hanno intrapreso questo percorso?
“Parma, Cremona, Varese, Como, Lecco, Treviso, Verona, Grosseto, Terni e altre ancora, hanno servizi che invogliano un avvicinamento veloce e rapido ai centri storici. La presenza dei parcheggi ha permesso di ampliare la pedonalizzazione in un circolo virtuoso che ha riportato commercio, servizi, abitanti, ecc.”
L’architetto ha poi concluso: “Ritengo che il PUG sarà lo strumento auspicato, la partecipazione citata da Benito Dodi è parte fondante dello stesso, il riuso e il non consumo di suolo anche, la tutela dell’esistente di valore e di pregio idem. Probabilmente dal processo, viste le premesse, assisteremo anche allo sviluppo di idee per una città proiettata nel futuro con interventi infrastrutturali importanti.”
Di seguito alcuni link a complemento dei progetti esposti dall’architetto Matteo Faroldi
– Temi e luoghi strategici per Piacenza
– Progetto Piacenza: Infrastrutture – Riqualificazioni – Abbattiamo i muri di Piacenza
– Piano urbanistico generale di Piacenza 2022– Temi e luoghi strategici per Piacenza




