Parma Capitale Europea dei Giovani 2027

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Guardare nell’orto del vicino può rivelarsi sorprendentemente istruttivo. Corriere Padano da un anno vuole dedicare sempre più attenzione al mondo giovanile, seguendo non solo ciò che accade in città, ma anche le esperienze che si sviluppano nell’area regionale, per coglierne le buone pratiche e raccontare modelli replicabili, come quello che Parma sta avviando per il 2027, esempio concreto di come i giovani possano diventare protagonisti della trasformazione urbana e culturale: la nomina a Capitale Europea dei Giovani ha acceso un progetto che coinvolge centinaia di ragazzi, anche provenienti dalla nostra provincia. Non a caso, non pochi giovani piacentini, siano pendolari, fuorisede, neo-lavoratori, partecipano attivamente agli eventi, alle piazze tematiche e alle iniziative del Consiglio Locale dei Giovani, entrando in contatto con una rete ampia e dinamica.

Circa due anni e mezzo fa, infatti, il Comune di Parma lanciava una call rivolta ai giovani dai 16 ai 22 anni, invitandoli a partecipare alla costruzione della candidatura della città a Capitale Europea dei Giovani. Da questa prima selezione, 27 ragazzi hanno dato vita a un percorso che, tra fine settimana trasformativi sulle colline e incontri con esperti, ha portato alla stesura dei dossier necessari per la candidatura. Questi documenti delineavano le proposte e i progetti che, in caso di vittoria, avrebbero definito il volto della città nel 2027. Il lavoro è stato valutato direttamente dall’European Youth Forum e, dopo mesi di confronto e incontri regolari, Parma è stata proclamata vincitrice il 21 novembre 2023, entrando ufficialmente nella storia delle città candidate.

L’orizzonte del 2027 non è solo un evento: è concepito come un grande spazio urbano diffuso, organizzato attorno a piazze tematiche e vie della trasformazione. “L’idea è creare luoghi, reali o simbolici, in cui i giovani possano interrogarsi, confrontarsi e proporre soluzioni sui temi che stanno ridisegnando il loro presente”, spiega Clara Dall’Aglio, parte del direttivo. Le piazze rappresentano diversi ambiti di lavoro: dall’Agorà Contemporanea, pensata per la partecipazione politica, alla Piazza della Bellezza, dedicata alla valorizzazione della creatività giovanile, fino allo sport come strumento inclusivo e alla Piazza del Disarmo Climatico per la sostenibilità. Accanto a queste, si muovono percorsi tematici chiamati vie della trasformazione, veri e propri itinerari di cambiamento che collegano le piazze e garantiscono continuità tra le idee e i progetti. Per conoscere a fondo il programma, seguire gli aggiornamenti sulle piazze tematiche e scoprire come partecipare alle iniziative, è possibile visitare il profilo ufficiale del progetto su Instagram @parmagiovani2027.

Il cuore del progetto è il Consiglio Locale dei Giovani (CLG), nato dalla formalizzazione di una commissione informale creata dai primi 27 ragazzi selezionati per la candidatura. “Era un gruppo molto fluido, composto da giovani tra i 16 e i 30 anni, che partecipavano compatibilmente con i loro impegni”, racconta Veronica Frosi, anche lei parte del direttivo e referente della comunicazione del progetto. Con la vittoria del titolo, però, è diventato evidente che serviva una struttura più solida. Il CLG è quindi un’associazione di secondo livello: una rete di associazioni giovanili, aperta anche ai singoli, con l’obiettivo di coordinare i progetti e assicurare che la prospettiva generazionale resti centrale. Attualmente raccoglie una trentina di associazioni e diversi partecipanti individuali, con criteri di adesione minimi, pensati per garantire inclusività.

All’interno del Consiglio, ciascun giovane può orientarsi verso i temi più vicini ai propri interessi. Veronica, ad esempio, si è concentrata sull’inclusione e sulla cultura, scegliendo di lavorare con la Piazza della Bellezza su musei, musica ed eventi culturali. Clara, invece, segue lo sport inclusivo, la sostenibilità nella Piazza del Disarmo Climatico e l’Agorà Contemporanea. “Le piazze funzionano come spazi di discussione e progettazione – spiega Clara – è lì che immaginiamo le attività da sviluppare nel 2026 e poi realizzare concretamente nel 2027”.

Il percorso operativo del CLG è articolato e impegnativo. Dalla vittoria del titolo sono stati lanciati bandi e call for ideas: a giugno è partita una call locale aperta a chiunque, associazioni, enti, gruppi o singoli, e si è chiusa a fine settembre con 160 proposte. Questi progetti vengono prima esaminati dai project manager per verificarne l’allineamento con gli obiettivi del dossier, poi passano al CLG che ne valuta l’efficacia generazionale. Parallelamente, il Consiglio sviluppa anche progetti propri, nati dai bisogni espressi dai ragazzi stessi. Accanto alle iniziative locali, sono previste call nazionali ed europee e, l’anno prossimo, un bando da un milione di euro per giovani che vogliano proporre nuovi progetti. Una volta valutati, i progetti vengono trasmessi al Comitato di Gestione dell’Anno 2027, che include membri del CLG, del Comune, dell’Università e delle realtà che hanno sostenuto la candidatura fin dall’inizio. Questo comitato gestisce la parte tecnico-organizzativa ed economica, assicurando che le iniziative si realizzino concretamente.

Il percorso verso il 2027 è ora in una fase intermedia, caratterizzata da incontri settimanali, riunioni del direttivo, assemblee nelle piazze tematiche e call online. “Abbiamo meno di un anno per avere tutto pronto” spiega Veronica, “entro la metà del 2026 dobbiamo avere il quadro quasi definitivo, così da arrivare preparati all’anno ufficiale”. Anche se l’Università di Parma è partner del progetto, al momento non esistono crediti formativi o riconoscimenti come tirocinio: “Al massimo si può far rientrare l’impegno nel volontariato, ma non ci sono agevolazioni dedicate”, aggiunge Clara.

Uno degli aspetti più rilevanti del CLG è la volontà di inclusione. Il Consiglio collabora con associazioni che operano con giovani con minori opportunità, creando il Tavolo delle Comunità, che raccoglie ragazzi provenienti da background migratori o di seconda generazione. “L’idea è far partecipare più giovani possibile, non solo quelli che hanno tempo, possibilità economiche o spinta sociale” sottolinea Clara, “realtà come il centro di accoglienza Ciac ci mettono in contatto con queste fasce di giovani”. Anche i centri giovanili sono fondamentali, sia come spazi fisici per incontri e assemblee, sia come bacini di partecipazione per il territorio. L’obiettivo è rendere il progetto accessibile a tutti, utilizzando spostamenti tra quartieri, call online e spazi differenti per garantire la massima partecipazione. E il Consiglio Locale non si scioglierà dopo il 2027. Grazie a una delibera comunale, la sua continuità è garantita anche in caso di cambi di giunta o sindaco, pur mantenendo la propria indipendenza. Nessun rappresentante politico vi siederà, perché l’idea è preservare un organo autonomo, dedicato al protagonismo giovanile e alla riduzione del divario generazionale. “Il nostro obiettivo è creare eventi e progetti che possano ripetersi anche nel futuro, lasciando una struttura solida e attiva per gli anni a venire” conferma Veronica, “e far diventare questa esperienza un modello replicabile anche in altre città italiane ed europee”, aggiunge Clara.

Proprio lo sport inclusivo, già centrale nelle piazze tematiche, è diventato anche un obiettivo istituzionale della città. Nel novembre 2025 Parma ha ufficializzato la candidatura a Capitale Europea dello Sport Inclusivo durante il Gala European City of Sport presso il Salone d’Onore del CONI a Roma. La candidatura, sostenuta da ACES Europe, rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso che punta a rendere lo sport accessibile a tutti, senza barriere economiche, sociali o fisiche. Tra le iniziative più significative, il Palazzetto Inclusivo di Moletolo, finanziato tramite PNRR Sport, sarà completato entro marzo 2026 e diventerà un punto di riferimento nazionale per l’attività motoria senza ostacoli. Parallelamente, il bando “Tutti in campo” permette ai cittadini con ISEE inferiore ai 12mila euro di ricevere un voucher da 500 euro per praticare sport, rafforzando così il concetto di inclusione.

Così allora Parma immagina il suo futuro partendo da oggi, verso il 2027, che non deve essere un evento isolato, ma l’inizio di una trasformazione urbana e culturale guidata dai giovani, in cui le piazze tematiche e le vie della trasformazione diventano strumenti concreti di partecipazione, innovazione e inclusione, aprendo un nuovo capitolo nella storia della città; uno sguardo che Piacenza potrebbe fare proprio, traendo ispirazione dall’esperienza parmense per abbracciare i giovani, valorizzarne le idee e trasformarsi anch’essa in una comunità sempre più dinamica e inclusiva.

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