
Il sabato è giorno di mercato. In mezzo al consueto traffico spicca un oggetto insolito: l’autobus della Juventus. Lo fotografo, lo giro agli amici. Mi pareva una buona iniziativa quella delle pubbliche relazioni in centro. Vero che è la squadra B, ma il marchio che portano in giro è quello. Si accende il dibattito. Uno risponde: “Sempre i soliti fuorilegge, sono contromano”. Un altro aggiunge: “Contromano e davanti alla banca”. Un terzo chiude: “C’è anche il palo sull’angolo”. Allego la foto, ognuno la interpreti come preferisce. Temevo all’andata la partita coi fratelli minori dei campioni. A maggior ragione l’ho temuta al ritorno. Invece è andato tutto bene. Il Piacenza ha vinto e mi sono divertito. La fortuna di non avere pressione, ne di ambiente, ne di classifica, spinge i ragazzi in grigio (maglia da trasferta degli avversari) a giocare arioso. Non è come sfidare il Pro Piacenza in 7, ma gli spazi ci sono. I biancorossi costruiscono più occasioni in 90 minuti, che in tutto il mese di Febbraio. E se avessimo approcciato bene, senza le contrazioni della prima mezzora, ne avremmo viste anche di più. Inoltre gli avversari hanno dei talentuosi. Sono in grado di risolvere le gare, lo hanno dimostrato. Per come si era messa, questa non speravo di vincerla. Fortuna vuole che anche noi abbiamo gente coi colpi. Il goal di Corradi è di quelli che meritano una telecamera montata ad altezza occhi di calcia. Vedere il pallone partire via dritto, capire che andrà nel sette, deve essere emozionante. In breve è andata così: mi chiama Fausto per dei coppi di colmo, quando Terrani serve Ferrari. Il diagonale è preciso e siamo 1 a 0. Nel secondo tempo Gigi distribuisce delle Golia confetto, quando lo juventino fulmina Fumagalli. Conclusione super e siamo 1 a 1. Mastichiamo amaro per il pari ormai definitivo, e perché le Golia son finite, quando Corradi si inventa l’impossibile. Siamo 2 a 1 e il risultato non cambia più. Sabato prossimo vinceremo 3 a 0 la stracittadina. Mancherà la diretta in tele, e soprattutto mancherà il campo.
Protagonisti
- Franzini: Mister devo assolutamente dirle che un bambino dietro di noi ha gridato: “Ma lo fai o no un cambio?”
- Matteassi era in piedi dentro la sua panchinetta coperta.
- Fumagalli c’ha piantato una parata da grande nel primo tempo. Tutto il resto è sibilato vicino.
- Barlocco è buono. Forse il più buono.
- Bachini è quello che da zero minuti passa a novanta. Da mai visto, a titolare senza soffrire. Bene così.
- Marotta: è quello che confondevo con Di Molfetta. Sono passati anni luce.
- Bertoncini continua a piacermi. A parte quando si gioca di sabato alle 14.30.
- Pergreffi è il capitano cui viene una discesa con tre uomini dribblati.
- Corsinelli è da quando è arrivato che è titolare.
- Porcari è un signor calciatore. Non lo scopro io.
- Ferrari ha giocato mezzora da Feddy Krueger. Poi l’ha scaraventata dentro e si è ripreso alla sua maniera.
- Terrani è attivo e redditizio. E chissà cos’ha goduto nel vederli abboccare sempre alla stessa finta.
- Bomber Corradi stava in mezzo al campo, ma l’ho tenuto da ultimo. Gli applausi sono per lui. A volte sembra molle, poi si inventa la situazione. E in tutte le partite è così.
Sono Entrati:
- Di Molfetta per Corsinelli
- Cauz per Barlocco
- Perez per Ferrari
- Sylla per Porcari
A tutti è toccato giocare 10 minuti o meno. Eravamo contati tra infortuni e squalifiche, non si poteva rischiare. Il bimbo che chiedeva a viva voce i cambi, non lo sapeva. Voto positivo per l’eleganza dell’ex Masciangelo. Ha atteso la fine della festicciola sotto la gradinata, poi è venuto a ringraziare per l’accoglienza.




