Abbiamo visto anche l’Arzignano Valchiampo a Piacenza. Si sono presentati con maglia gialla celeste e con nessuno al seguito. Hanno tifosi saggi, la temperatura era fastidiosa ieri sera. Si sono presentati con un curriculum di zero vittorie casalinghe, hanno vinto solo in trasferta. Una delle squadre più temute nei campionati amatori provinciali, si chiamava “I Salsicciotti”. C’era psicologia dietro il nome. Infondeva sottovalutazione negli avversari, loro riscuotevano successi. Il Piacenza non ha sottovalutato l’Arzignano Valchiampo, nonostante il nome. Si è presentato in campo con la formazione migliore e con l’attenzione necessaria. C’è che adesso siamo un po’ legnosi, quel che di solito risolviamo bendati, richiede sforzi smodati. Per dire, quando il difensore avversario scivola e mette Sestu davanti al portiere, il Sestu in forma gli avrebbe fatto pallonetto. Invece gli ha tirato addosso. Io e Polidori potevamo tirargli addosso, ma lui sa come fare un pallonetto. Altro per dire, Della Latta che sta bene, non si sarebbe mai fatto espellere. Già ammonito, tenta una cosa che non veniva in mente a nessuno, tanto era inutile. La sbaglia, prende per la maglietta il rivale che va via palla al piede, e l’arbitro lo manda via prima del tempo. Della partita rimane poco in testa. L’Arzignano è squadra tosta, difendono in nove e uno lo mettono in porta. Corrono molto, puntano allo zero a zero per principio. Se poi su un rinvio della difesa, a quello davanti riesce di involarsi, può capitare di portare a casa anche di più. Ieri sera non ci sono riusciti, motivo di soddisfazione. Del Piacenza rimane da annotare l’esordio del nuovo portiere, il Mazzini. Di rivoluzionario ha che gli piace uscire e prenderla di testa. Sempre in uscita, ha sventato una grande opportunità nei primi minuti di gara. E poi rimane che Pergreffi e Della Latta non andranno a Fermo, saranno appiedati dal giudice sportivo. Spero che il giudice si metta una mano sul cuore, e appiedi anche me.

Protagonisti
Franzini: non essendoci argomenti, la contestazione è l’argomento del giorno, ma è il meno colpevole di tutti.
Mazzini: una grande uscita, altre quattro da ponderare meglio. La prima impressione è comunque positiva. Aggiungo a titolo personale che mi spiace per l’anagrafica di Bertozzi.
Imperiale: conferma quanto visto con la Triestina. Sembra che le due o tre panchine consecutive gli abbiano fatto perdere il segno di dov’era arrivato. Si cambia con Nannini che da fresco il suo lo produce.
Pergreffi: per il capitano non c’è pace. Prova a caricare, a proporsi, a protestare. Ottiene solo un turno di riposo forzato.
Milesi: tre centrali sono un po’ troppi per l’Arzignano Val Chiampo. Il Mister lo toglie alla mezz’ora per Polidori che per adesso è più Perez di Ferrari.
Borri: migliore in campo. Peccato non sia un giovane che porta denari.
Zappella: non perde il segno. Non gli riesce sempre tutto quello che ha in testa, però non molla mai. Una bella realtà.
Marotta: apprezzo sempre gli uomini di ordine e quantità. In partite inamidate come questa, un po’ di qualità non guasterebbe.
Della Latta: e se fosse che lunedì il Mister lo ha messo in difesa, perché lo vede senza il passo necessario per stare a centrocampo? Espulsione evitabile da qualsiasi parte la si voglia analizzare.
Nicco: un recupero palla da mai domo, mi spinge a credere che il leone sia tornato. Gli capita di finalizzare la miglior situazione del secondo tempo e la spara nel deserto della Nord. Si cambia con Corradi cui, tutto sommato, riesce di confermare la poco illuminata prestazione offerta con la Triestina.
Sestu: perdonata l’occasione vanificata, ci mette anima e corpo per schiodare il risultato.
Paponi: è forte, ma è stanco.




